inter.it MILANO - A 26 mesi di distanza dalla morte dell'ex presidente dell'Inter (4 settembre 2006), è nata la Fondazione Giacinto Facchetti per lo studio e la cura dei tumori Onlus. L'obiettivo è quello di promuovere e incrementare la ricerca e l'attività clinico-scientifica nell'ambito della prevenzione, diagnosi e cura di tutte le patologie di interesse oncologico. La Fondazione vuole anche essere un aiuto per il paziente affetto da tumore e intende approfondire la ricerca per l'applicazione di nuove metodologie per la prevenzione, diagnosi e cura dei tumori. Tutto questo è stato illustrato in un incontro a Milano, a Palazzo Marino nella sala dell'Orologio. Il presidente onorario della fondazione è Massimo Moratti; presidente il prof. Emilio Bajetta; vice-presidente Ferruccio Pallavera; consiglieri Gianfelice Facchetti, Laura Catena e Ettore Bichisao.
Stare "sempre più vicini al paziente". Con questo motto nasce la Fondazione Giacinto Facchetti per lo studio e la cura dei tumori, intitolata alla bandiera dell'Inter e della Nazionale scomparsa due anni fa, proprio a causa di un cancro al pancreas, da cui si prefigge di mutuare anche lo spirito e l'etica professionale che lo ha distinto in campo e fuori. Oltre all'attività di ricerca, la Fondazione - che avrà sede presso l'Istituto dei tumori di Milano - punta anche ad affrontare i nuovi bisogni del paziente, dal re- inserimento nell'ambiente lavorativo alla tutela della vita privata e sociale ai risvolti economici dei bisogni di cura. Il tutto di fronte ad un panorama in cui, come ha sottolineato il presidente della Fondazione, Emilio Bajetta, in occasione della presentazione a Palazzo Marino, "la ricerca indipendente è sempre più problematica" e la patologia sempre più diffusa: "Registrerà 35 milioni di casi all'anno nel 2050, con una crescita d'incidenza del 350%, a fronte di un aumento di popolazione atteso del 50%". Tra i promotori della fondazione c'è Gianfelice Facchetti, convinto che questa sia una delle iniziative più costruttive tra quelle in memoria del padre Giacinto. Un'iniziativa che, ha fatto notare il presidente dell'Inter Massimo Moratti, "rispecchia il carattere del Cipe, generoso, ma professionale, attento agli obiettivi pratici come ogni buon bergamasco".
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