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Sky Sport: tutto Cordoba a "Special 100 One"
Venerdì, 17 Aprile 2009 18:12:10
[FOTO Venerdì, 17 Aprile 2009 18:12:10]

MILANO - Come ogni venerdì Sky Sport apre una lunga ed esclusiva parentesi dedicata all'Inter. A partire dalle ore 18.30 e in replica nella notte e nella giornata di domani, potete seguire sul canale 201 una nuova puntata di "Special 100 One" le dichiarazioni di Ivan Ramiro Cordoba (che www.inter vi offre nella versione integrale), alcuni servizi speciali dedicati alla gara di domani sera in programma allo stadio comunale "Olimpico" di Torino e un'intervista esclusiva a Marco Tronchetti Provera.

Cordoba, Juventus-Inter è l'occasione per andare a vincere lo scudetto in casa della nemica?

"È una partita molto importante per tutti e due le squadre. Sarà decisiva, o forse no, ma l'importante è la mentalità che porteremo dentro di noi a Torino, ossia vincere la partita e lasciare loro senza nessuna possibilità".

Andrebbe bene anche il pari?

"Sì, ma sarebbe meglio vincere. Sarebbe un'altra dimostrazione di maturità e di miglioramento per la nostra squadra".

Alessandro Del Piero ha dichiarato che per la Juventusa sarà la partita dell'orgoglio. E per l'Inter?

"La partita della sicurezza, dare una stoccata alla nostra diretta inseguitrice vorrebbe dire mettere la parola fine sulle loro possibilità di raggiungerci".

Negli ultimi anni quanto è cresciuta l'Inter?

"Tanto, e fa tutto parte di un processo. Da quando siamo partiti con Cuper, l'Inter ha cominciato a migliorare ed è quello che tutti si aspettano: così sono arrivati i grandi risultati, le grandi prestazioni, perché arrivi in questi grandi campi e sei convinto di avere una grande squadra, molto forte e questo ti dà la sicurezza di essere tu a dettare i tempi del gioco".

Qualcuno si aspettava a inizio campionato di arrivare ad aprile primi con 10 punti di vantaggio?

"Nessuno penso. Però è il risultato di un buon lavoro, di chi non molla mai, di saper affrontare i momenti difficili, perché ce ne sono stati anche di difficili, grazie alla compattezza del gruppo. Nessuno si aspettava un distacco così, siamo contenti e vogliamo tenerlo per cercare di vincere con qualche giornata di anticipo. Dipende solo da noi".

Statisticamente l'Inter sta facendo meglio dell'anno scorso, quali sono gli elementi che vi hanno consentito di crescere?

"Credo che si sta lavorando molto bene. Ovvio che quando lavori bene prima o poi il lavoro paga. Quello che stiamo facendo col mister sta dando i risultati, la squadra è riuscita a esprimere in campo quello che il mister voleva e vuole, anche se ci sono ancorea margini di miglioramento. Per me è normale che alla fine, quando lavori bene, arrivino risultati positivi".

C'è qualcuno della Juventus in particolare che preoccupa Ivan Ramiro Cordoba?

"Penso alla Juve come squadra. Mentalmente sono molto forti, trasmettono questa sensazione di non mollare mai. Non sarà una gara facile: loro non molleranno ami, non daranno per perso nessun pallone, sarà un confronto molto difficile, dovremo stare molto attenti perchè hanno un attacco molto forte. Credo che bisognerà stare attenti soprattutto all'inizio, noi lì dovremo essere bravi a gestire anche il pubblico, l'ambiente, il pallone".

Più in generale: la sorpresa positiva e negativa del campionato?

"Positiva il Genoa, anche se l'anno scorso avevagià fatto vedere buone potenzialità. In negativo, per quello che ha saputo fare vedere negli ultimi anni, la Roma. Quello che è successo a loro può capitare a tutti e, in passato, è capitato anche a noi: perdi le certezze che pensavi di avere, ti vengono un po' di dubbi e non ottieni più i risultati di prima".

Che cosa vi è rimasto dentro dell'eliminazione in Champions League?

"È rimasto il rimpianto, per avere avuto la possibilità di vincere col Manchester United e un successo ci avrebbe aperto la strada verso la corsa al titolo. Ma come hanno detto alcuni miei compagni, tra i quali il capitano, andando avanti a lavorare così, prima o poi, e speriamo più prima che poi, la Champions League arriverà".

Baratterebbe il campionato con la Coppa Campioni?

"Non voglio essere esagerato, ma io punterei a tutte e due, una squadra forte deve poter puntare a tutti e due i traguardi per rimanere nella storia".

Ha già pensato al significato dei quattro scudetti consecutivi e del titolo numero 17, come il Milan?

"È normale pensarci, ma prima dobbiamo vincere e ci sono tante partite ancora da qui alla fine. Vivi una bella questa sensazione perchè comunque hai un distacco che dà tranquillità, è normale pensare alla possibilita' di vincere quattro scudetti e raggiungere per numero di titoli il Milan entrando così nella storia dell'Inter, però bisogna ancora trasformare questi pensieri in realtà e dobbiamo mantenere la tensione giusta sino alla fine... ".

Sembra che anche in Italia stia cambiando la tendenza e si è ritornati a puntare sui giovani. L'Inter l'ha fatto prima di altri e ora è un bellissimo esempio con Davide Santon e Mario Balotelli.

"Credo che questi cambiamenti di direzione dipendano sempre molto anche dai giocatori, dalla loro mentalità, dalla loro capacità di influenzare, se non cambiare, le scelte dell'allenatore. È inutile parlare di un cambiamento di mentalità da parte di tutti sulla carta, credo che questa mentalità possa cambiare solo grazie ai giovani calciatori. E se loro hanno la possibilità di fare bene, devono approffittarne al massimo". 

Un consiglio per Santon?

"L'unico consiglio possibile è quello di continuare così, è un ragazzo per bene, serio e si è dimostrato molto capace, perche' non era facile giocare ai livelli che ha giocato lui".

Che cosa dire a Balotelli?

"Ha delle grandi qualità e l'unico consiglio è quello di ascoltare i compagni, soprattutto quelli che hanno più esperienza, perchè deve capire che se qualcuno gli dice qualcosa è per il suo bene, perchè Mario è molto giovane e ha ancora moltissimo da imparare, passando attraverso esperienza che altri, più anziani di lui, hanno già passato".

Un messaggio per Adriano?

"L'ho sempre sentito spesso, anche quando era in Brasile ed aveva una grande voglia di tornare e di fare bene: per la squadra, per noi. Ora mi dispiace che gli sia passata questa voglia, perchè era un pensiero molto bello... Non era solo per lui, voleva ringraziare tutti noi per essergli stati vicini. Penso che Adriano debba ripartire proprio da qui, perché sicuramente tutti abbiamo dei problemi, ma se riusciamo a metterli un po' da parte per il bene comune, per il bene della squadra, è importante".

Saper superare i momenti difficili. Cordoba, per esempio, lo ha fatto dopo Bergamo...

"È stata una partita storta per tutta la squdra, ma poi ci siamo parlati e ci siamo presi tutti, singolarmente e a livello collettivo, le nostre responsabilità. Queste cose servono per migliorare, per conoscerci e per crescere. In qualsiasi squadra ci sono dei momenti difficili e questi momenti forse fanno anche la squadra più forte".

A Bergamo e attorno alla sconfitta di Bergamo avete conosciuto aspetti di José Mourinho che nessuno aveva mai conosciuto...

"Nessuno se lo aspettava perchè prima di allora non c'era stato un precedente... Abbiamo imparato tutti da quel momento, abbiamo imparato noi e lui ed ora per fortuna parliamo solo di cose positive". 

Che giudizio dà Cordoba di se stesso per la stagione in corso?

"Molto positiva perchè non è mai facile quando arriva un nuovo allenatore, sia per lui che per ogni singolo calciatore. Un allenatore deve conoscere tutti noi giocatori e noi dobbiamo capire che cosa lui vuole da noi. Poi c'è la responsabilità dei successi, ci sono molte pressioni. Per fortuna, ogni giorno, lavoriamo con allegria ed arriviamo alla partita carichi, tutti vogliamo vincere e tutti vogliamo giocare. È stata una stagione molto difficile all'inizio anche perché ero reduce dall'infortunio, ma poi la squadra, che aveva già un suo gruppo solido, è riuscita a venirne fuori e io con lei".

Torniamo a domani. Se l'Inter tornerà imbattuta da Torino si userà di più, nei discorsi, la parola scudetto?

"Se sarà così, sarà normale. Ma l'importante è saper gestire bene questa situazione, che ti può creare dei problemi quando meno te lo aspetti. Bisogna stare concentrati su quello che si vuole, senza dare scampo a nessuno e pensare all'obiettivo finale, che è sempre l'aspetto più bello del nostro bellissimo lavoro". 

E se il gol-scudetto lo dovesse segnare Cordoba?

"Speriamo, è da un bel po' tempo che non faccio un golletto decisivo".

Però ne ha segnato uno molto importante nel girone d'andata a Reggio Calabria...

"È stato molto importante per il risultato, gli altri sotto stavano arrivando.... stavano... ".

Ufficio Stampa




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