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SIENA - Sceglie i microfoni di Inter Channel José Mourinho per esprimere tutta la sua soddisfazione per la conquista del 18° scudetto giunto: "Ha vinto la squadra che meritava di più. Il campionato è fatto di tante partite e vince sempre chi merita. Forse sarebbe potuto essere tutto più facile: avevamo un vantaggio in termini di punti molto interessante a metà campionato poi, in parte per colpa nostra, abbiamo perso tanti punti. Inoltre, il fatto di essere impegnati anche in una competizione come la Champions League, di dover avere le energie necessarie per disputare un doppio confronto con Barcellona e Chelsea ad esempio, ha reso tutto molto più difficile in campionato perchè si trattava di partite troppo esigenti dal punto di vista fisico e psicologico. La Roma, invece, in questo senso era tranquilla: era fuori dalla Coppa Uefa, giocava una gara a settimana, poteva preparare bene ogni partita, poteva giocare bene e lasciare a noi ogni tipo di pressione. È stato difficile, ma mi mancava questo tipo di esperienza: non avevo mai vinto un campionato all'ultimo minuto. L'avevo vinto in casa, in albergo, con tre o quattro giornate d'anticipo, sempre con molta tranquillità. È stata un'esperienza nuova, che però non vorrei mai ripetere... (ndr.: sorride)".
"Se c'è stato un momento nel quale ho avuto paura di perdere la partita di oggi? Il Siena ha fatto una grande gara, dovevamo aspettarcelo, anche se il nostro avversario era già in serie B ha giocato con estrema professionalità. Forse qualcuno, come Rosi ad esempio, giocava anche per la Roma, ma noi siamo stati bravi a restare in campo con tranquillità. Dopo il primo gol mi aspettavo qualcosa di più, non è stato possibile e siamo arrivati alla fine consapevoli del fattoi che in qualsiasi momento sarebbe potuto cambiare tutto".
Un campionato dominato dall'Inter, anche se come ricorda Mourinho: "Dopo la gara con la Fiorentina e il sorpasso della Roma, il campionato non dipendeva più solo da noi. Sapevamo che non sarebbe più bastato vincere tutte le partite, conservavamo qualche speranza di rimontare nelle gare che i giallorossi hanno disputato con la Sampdoria o con la Lazio...sì, è stato quello il momento più complicato della stagione. Poi abbiamo giocato con la Juventus che è arrivata a San Siro non per vincere ma per non fa vincere all'Inter il campionato".
E ora la testa è tutta alla finale di Madrid: "Il campionato è finito, vincere scudetto e Coppa Italia è sempre fantastico, lo ha fatto anche il Bayern Monaco, ma in Champions solo uno di noi può vincere. Se penso già alla gara del 22 maggio? Non so, ma in questo momento non ho forza per tornare in pullman e guardare il dvd del Bayern, ma da domani sarà nuovamente al lavoro".
È solo dopo quella finale che José Mourinho penserà al suo futuro: "Adesso non penso a me stesso, penso solo all'iInter, ai miei giocatori e alla gara con il Bayern. Dopo la finale sarà il tempo di essere un pochino egoista e pensare quello che mi potrà dare maggiore piacere professionale, ma al 100 per cento non è vero che sono con un piede già sulla panchina del Real Madrid o che sono il suo l'allenatore"
E a chi chiede a Mourinho a chi appartenga la vittoria di oggi: "È di tutti coloro che in questo momento sono felici".
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