Squadra

14.10.15 / 14:44

Rummenigge: "L'Inter è competitiva, può anche vincere lo scudetto"


Verso Inter-Juventus, le parole dell'ex campione nerazzurro: "Mancini ha fatto un ottimo lavoro e quest'anno ci sono giocatori in grado di fare la differenza"

MILANO - La storia la scrivono i grandi. Succede nella vita e capita, a maggior ragione, nello sport. I campioni, chi lo è stato in campo e chi lo è fuori oggi, a distanza di anni scrivono e riscrivono la storia, le regole che la modificano, gli spunti che la raccontano. Il nome di Karl-Heinz Rummenigge è assolutamente nel pantheon dei grandi campioni che hanno contribuito all'ultracentenario viaggio di F.C. Internazionale.

Quelli di Kalle sono stati solo tre anni in nerazzurro ma stagioni intensissime, vissute in totale condivisione con i tifosi interisti, gli stessi che ancora oggi - con un presente da presidente del Consiglio di Amministrazione del Bayern Monaco - lo considerano assolutamente di famiglia. Memorabili alcuni suoi gol come quello al Milan nel pareggio per due a due dell'85 o le sforbiciate contro Torino e Rangers, veri e propri capolavori nella galleria d'arte del "Meazza". Insomma un legame indissolubile cementificato anche da una doppietta alla Juventus dell'11 novembre 1984. Quattro a zero, il risultato finale. 

Che ricordi ha di quel pomeriggio?

"La Juventus è stata sempre una grande rivale. Quella partita è stata importante perché erano i miei primi gol in maglia nerazzurra. Dall'altra parte giocava un certo Platini, quindi c'erano abbastanza motivazioni. Il giorno dopo la partita si scherzava sul prefisso telefonico di Milano, 4-0 anziché 0-2. È stata una gara bellissima, c'era un'atmosfera straordinaria a San Siro. Siamo partiti bene e abbiamo fatto una prestazione eccezionale". 

L'Inter e i tifosi nerazzurri hanno sempre avuto nei suoi confronti parole di grande stima. Quanto le fa piacere?

"Ho sempre avuto un rapporto molto bello con gli interisti. Mi dispiace non aver vinto un titolo importante in nerazzurro, perché i tifosi lo avrebbero meritato. Mi hanno dato una lezione di grande umanità. Quando mi capita di tornare a Milano sento ancora il loro affetto. Lo scorso settembre ho festeggiato il mio compleanno a Crotone e anche lì ho trovato tanti interisti ad accogliermi. Impossibile dimenticare, c'è un rapporto fantastico".  

Le capita ancora di sentire qualche compagno dell'epoca?

"Sì, ogni tanto sì. Ho visto Walter Zenga e mi fa piacere sia diventato un allenatore di qualità. Ho sentito anche 'Spillo' (Altobelli, ndr). Seguo molto anche Andrea Mandorlini, perché mi capita spesso di incontrare Luca Toni, che mi racconta di come va in Italia. Poi ho un rapporto molto buono anche con l'ex presidente Pellegrini, che ho visto a Berlino in occasione della finale di Champions League".  

Le piace l'Inter di Mancini che sta prendendo forma?

"La mia speranza è che l'Inter faccia bene, perché negli ultimi anni i risultati non sono stati positivi. Mancini merita grande rispetto, ha fatto un ottimo lavoro con la squadra. Abbiamo affrontato l'Inter durante la tournée in Cina e già lì si era notato che è una squadra competitiva, in grado anche di vincere lo scudetto". 

Parlando di attaccanti le faccio il nome di Icardi, Perisic, Jovetic e Palacio. Chi le piace di più?

"Icardi probabilmente è quello che segna di più. Ma la cosa importante è che quest'anno l'Inter sia messa meglio sul piano dei singoli rispetto alle ultime stagioni. Quest'anno ci sono in rosa giocatori che sono in grado di fare la differenza ogni partita e questo è un fatto positivo per la squadra". 

Il Bayern Monaco domina in Bundesliga e la finale di Champions League è nella 'sua' Milano. È quello il vostro obiettivo?  

"È troppo presto per sognare, siamo solo alla terza partita della fase a gironi. Abbiamo una bella squadra e finora abbiamo dimostrato di poter fare bene ma la vera Champions League inizia agli ottavi, quindi speriamo di raggiungere la fase a eliminazione diretta. Ovviamente sarebbe bello giocare la finale a San Siro".

 


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Tag: inter forever, interisti

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