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i nostri giorni
il 15 è consecutivo 16° scudetto, la storia continua

 

Il calcio è storia, tradizione, ricordo, è passione come un “Ti amo” scritto sul muro di uno stadio. Il calcio è realtà aggiornata e proiettata nel futuro. Il presente vincente dell’Inter è la Coppa Italia Tim, conquistata al termine della stagione 2004-’05 superando, nella doppia finale del 12 e 15 giugno 2005, la Roma. I nerazzurri tornano ad alzare un trofeo, il secondo dell’èra Massimo Moratti, il primo di Giacinto Facchetti presidente, davanti ai propri tifosi, al termine di un viaggio incoraggiante sotto la gestione tecnica di Roberto Mancini.

La coppa nazionale torna nella bacheca nerazzurra dopo 23 anni e il popolo dello stadio “Giuseppe Meazza”, la sera di mercoledì 15 giugno, si veste per le grandi occasioni e anima una festa tanto importante quanto dal significato preciso. “La nostra speranza – ripetono in coro dirigenti, tecnici, calciatori e gli stessi tifosi – è che questa Coppa Italia possa essere l’inizio, la base di partenza per tanti altri successi”. La speranza è concreta, visto il rendimento della squadra di Mancini che ha vinto il trofeo nazionale senza conoscere sconfitte, aggiudicandosi la finale d’andata allo stadio “Olimpico” con una doppietta di Adriano e quella di ritorno con una rete su punizione di Sinisa Mihajlovic, aggiungendo al titolo di gruppo quello di Obafemi Martins, capocannoniere della manifestazione con 6 reti in altrettante partite.

 

La vittoria della Coppa Italia Tim vuole e può essere il fischio d’inizio perché Mancini, nella sua prima stagione sulla panchina nerazzurra, ha costruito gioco e mentalità, gruppo e capacità di resistere alle difficoltà incontrate lungo il percorso. Significativo un dato: l’Inter, in 58 gare ufficiali della stagione ’04-’05, ha perso solo quattro incontri, due in campionato (derby di ritorno con il Milan deciso da un rimbalzo a favore di Kakà; a Messina dopo aver dominato la scena) e due in Champions League, nei quarti di finale, 2-0 per i rossoneri nella gara d’andata, 3-0 a tavolino dell’Uefa in quella di ritorno dopo la sostenzione della gara per lancio di fumogeni. “In verità – commenta Mancini – non siamo mai stati messi sotto da nessun avversario, neppure negli scontri diretti che non abbiamo vinto”.

 

La Coppa Italia Tim, meritata sul campo senza soffrire più di tanto la Roma di Francesco Totti e Antonio Cassano, arriva al termine di una stagione caratterizzata nella prima parte da troppi pareggi in campionato (alla fine saranno 18, “e sono quelli che ci hanno penalizzato nella corsa scudetto”, dirà Mancini), da alcune rimonte entusiasmanti (da 0-2 a 2-2 con la Juventus e da 0-2 a 3-2 con la Sampdoria a Milano), dall’abbondanza realizzativa (105 gol in 58 gare), dal secondo successo consecutivo in campionato nella Torino bianconera, dalla scalata alle classifiche di rendimento - anche difensivo – da fine di novembre a giugno. “Con la vittoria della Coppa Italia sembra di aver rotto un incantesimo”, annota Massimo Moratti preparando l’Inter che sarà.


 
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