|
Due coppe in 66 giorni
La
solidità del progetto tecnico, ancora più del comunque
importantissimo successo nella Coppa
Italia Tim 2004-2005, è la
base sulla quale la Società e Roberto Mancini costruiscono la
nuova Inter, quella che affronta la stagione 2005-2006. Gli
interventi sul calciomercato sono a lungo ponderati e mirati
in base alle esigenze del tecnico. Dal Real Madrid, e con
operazioni economiche favorevoli anche dal punto di vista
economico, arrivano il campione portoghese Luis Figo,
il difensore argentino Walter Samuel e
l’esterno, sempre argentino, Hernan Santiago
Solari.
Dall’Udinese, dopo un’attesa lunga due anni, ecco
David Pizarro,
che riporta il nerazzurro nei cuori dei cileni dopo l’èra-Zamorano.
Ritorna a Milano, dopo la “scuola italiana” durata sei mesi
a Verona con il Chievo, il portiere Julio
Cesar, già protagonista
con la nazionale brasiliana.
Un altro inserimento è quello del
nazionale camerunense Pierre Wome, alternativa per la fascia sinistra.
Tra le partenze si registra la separazione consensuale con Christian
Vieri, scelta motivata dall’enorme crescita, registrata da tutto
il Mondo, di Adriano, adesso attaccante di livello planetario, e di Obafemi
Martins, il ragazzo nigeriano che, partendo dalla Primavera nerazzurra, è arrivato
al successo totale. “Adriano-Martins è la coppia del presente
e del futuro”. Lo avevano detto sia la Società che Mancini
in tempi non sospetti e il progetto viene confermato dalla realtà.
Roberto
Mancini ha chiuso la sua prima stagione all’Inter vincendo
la Coppa Italia TIM e facendo registrare, nella seconda parte
del campionato, un rendimento di altissimo livello. La partenza
della nuova avventura è la
conferma del lavoro svolto con attenzione e cura. Nel giro
di 66 giorni, infatti, arriva in bacheca il secondo trofeo:
la Supercoppa
Tim 2005,
conquistata a Torino, contro la Juventus, sabato 20 agosto.
Il confronto
tra la squadra che ha vinto lo scudetto e quella che ha alzato
il trofeo nazionale è tirato, equilibrato, incerto sino ai tempi
supplementari. Il gol del successo nerazzurro porta la firma di Juan
Sebastian Veron, su assist di Adriano: una rete d’autore, che i
bianconeri di Fabio Capello non riescono a rimontare. I tifosi, in festa,
accompagnano la squadra da Torino a Milano nel viaggio di ritorno e,
la fiducia, è amplificata
dal secondo obiettivo raggiunto dalla squadra di Mancini:
la qualificazione alla prima fase a gironi della Champions League con
la eliminazione (2-0 in trasferta con Adriano e Martins, 1-1 al “Meazza”)
del club ucraino dello Shakhtar Donetsk.
|