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il 15° è consecutivo 16° scudetto, la storia continua
 

16° scudetto, la storia continua


"Contro tutti e contro tutto, così abbiamo vinto". Con queste parole Massimo Moratti incornicia il 16° scudetto, quello del Centenario. E' il terzo campionato consecutivo vinto dall'Inter. Festeggiato lontano da casa, come sembra essere nel destino nerazzurro: stavolta a Parma, all'ultima giornata, dopo aver sciupato il vantaggio sulla Roma, che fino alla quarta di ritorno è a 11 punti di distacco. Un margine che alcune distrazioni della squadra di Roberto Mancini, in un finale sofferto, mandano in fumo: con un derby perso contro il Milan alla terzultima giornata, un incredibile pareggio casalingo contro il Siena alla penultima, e Luciano Spalletti e i suoi lì ad approfittarne. Stop al posto dei festeggiamenti, delusioni al posto di esplosioni di gioia. Ma solo momentaneamente, per un rinvio davvero mozzafiato all'ultima giornata. Tanto che fino alle 16.25 del 18 maggio 2008 i giallorossi finiscono addirittura davanti, ma alle 16.50 è l'Inter a festeggiare, sul campo di Parma. A metà ripresa i nerazzurri non riescono a sbloccare lo 0-0 e così la Roma si ritrova a 84 punti, l'Inter a 83. Ma i conti sono tutti da rifare, alla luce dell'ingresso di Zlatan Ibrahimovic, al ritorno dopo un'assenza di due mesi. Due gol di Ibracadabra e si può festeggiare, mentre i giallorossi vengono addirittura acciuffati dal Catania sull'1-1. L'Inter a 85 punti si conferma, in Italia, una macchina perfetta, mentre alla Roma ferma a 82 non resta che la consolazione della Tim Cup (2-1 per i giallorossi sull'Inter, anche se è degli sconfitti il gol più bello, realizzato dal giovane Pelè).

Per i nerazzurri, anche in questa stagione, ha però sembianza europea il rammarico, con l'uscita di scena dalla Champions League agli ottavi di finale, contro il Liverpool: due sconfitte, per 2-0 ad Anfield Road e per 1-0 a San Siro, con tanto di coda con rivelazione di Mancini sul suo futuro, apparentemente rientrata dopo il faccia a faccia con Moratti ma, di fatto, rimasta in sospeso per poi riesplodere inevitabilmente a fine stagione. Una stagione che comunque, oltre alla conferma della superiorità nerazzurra in Italia, va anche ricordata per l'intuizione di promuovere in prima squadra il diciassettenne Mario Balotelli, che con la sua classe e il suo estro riesce ad attenuare l'Ibradipendenza nel periodo di assenza forzata dello svedese, prima del suo ritorno trionfale nel salotto del Tardini di Parma. Giusto in tempo per poter festeggiare il sedicesimo scudetto.

per Giacinto...
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