Il
Palazzo Durini si trova a Milano nella via
omonima che congiunge piazza San Babila a largo Augusto
e occupa l’antica Cantarana di Porta Tosa, contrada
tra il Verziere e San Babila; è una brillante espressione
di architettura barocca.
Il Barocco lombardo e principalmente milanese,
si ispirano a quello romano, ma lo stile è sicuramente
più sobrio e austero.
Palazzo Durini, già Caproni di Taliedo (i precursori
dell'aviazione italiana) è un esempio di monumento
Barocco progettato
dall'architetto Franco Maria Richini (1584-1658)
nel 1648 per Gian Battista Durini.
La facciata è priva di ordini architettonici ed è
delimitata ai lati da lesene bugnate, mentre il portone
monumentale porta ad un'area quadrata che presenta portici
sui quattro lati, ognuno dei quali è caratterizzato
da tre arcate a tutto sesto che poggiano su colonne doriche. |
| La sede dell'Inter |
| Dal
primo gennaio 1997 una parte di Palazzo Durini ospita la
sede e gli uffici dell'Inter.
L'interno della sede nerazzurra consta di una reception,
un lungo corridoio e di un grande open-space, cui sono disposti
gli ambienti di lavoro di dirigenti e dipendenti. Un grande
salone quadrato, posto al termine degli uffici amministrativi,
ospita la sala dei trofei, luogo deputato alle riunioni
del Consiglio d'amministrazione dell'Inter e alla presentazione
di allenatori e calciatori.
Pezzo forte della sede interista sono gli affreschi delle
mura e del soffitto. Quelli della sala dei trofei, di chiara
impronta barocca, dipinti da un artista allievo di Rubens,
raffigurano una storia mitologica: la vita di Meleagro.
ENTRA NELLA SALA DEI TROFEI (Virtual
Panorama, richiede Quicktime)
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| La storia recente
di Palazzo Durini |
| Il
palazzo Durini viene comperato nel 1921 o 1922 dal senatore
Borletti con il patto di lasciare nel palazzo Paolina
Durini (discendente della nobile famiglia) vita natural
durante e viene restaurato sommariamente dall’arch.
Piero Portaluppi tra il 1920 e il 1923
Alla morte di Paolina nel 1925 viene venduto ai
Caproni di Taliedo che occupavano dal 1916 gli
appartamenti verso il giardino e viene restaurato dalla
contessa Timina Caproni nata Guasti, con la collaborazione
dell'arch. Bacci, dello scultore Emilio Monti e del pittore
Franco Milani.
Durante i bombardamenti del 1943 i Caproni
salvarono il palazzo mobilitando molte persone pronte a
spegnere gli incendi e coprendo il terrazzo con sacchi di
sabbia. Una bomba caduta molto vicino fece cadere i quattro
stemmi del cortile e ruppe il busto di Gian Battista Durini,
che forse disapprovava la cessione della sua creatura. Dopo
la morte di Gianni Caproni nel 1957 il palazzo venne affittato.
Nel 1963 ospitava il centro culturale Durini
voluto da Aldo Borletti dotato di un teatro e di una biblioteca.
Nel 1980 risulta ancora di proprietà degli otto
figli di Gianni Caproni, alcuni dei quali abitano nel palazzo.
Nel 1997 si è proceduto alla sistemazione della facciata
caratterizzata da un evidente degrado causato in alcune
parti dal dilavamento della superficie a causa del passaggio
di acqua e dallo scurimento della stessa superficie in seguito
al deposito del pulviscolo atmosferico.
Attualmente la parte di servizio è occupata anche
dalla sede della Società del Quartetto, da altri
stilisti, studi legali e uffici. |
| Galleria fotografica |
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si ringrazia storiadimilano.it e tribu.it |
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