LA STORIA, LA VITA E LA CARRIERA DI ALBERTO ZACCHERONI

MILANO - Alberto Zaccheroni nasce il primo giorno di aprile del 1953 a Meldola, un paesino sulle colline forlivesi. I genitori Adamo ed Elva si trasferiscono dopo pochi mesi dalla sua nascita a Cesenatico dove rilevano un piccolo ristorante. Qualche anno più tardi, con grandi sacrifici e in società con una zia di Zaccheroni, acquistano una piccola pensione. Il padre, grande tifoso interista, decide di chiamare la pensione Ambrosiana, dal nome originario della società nerazzura. In più pochi passi sorge l'albergo "Internazionale" il cui proprietario è Giorgio Ghezzi, portiere dell'Inter negli Anni Cinquanta e successivamente anche del Milan. Nel 1967 entra a far parte delle giovanili del Cesenatico. Il suo ruolo: terzino. La sua indole lo spinge a lanciarsi sulla fascia ma, all'epoca, il terzino non doveva superare la propria metacampo. Dopo un provino con il Cesena e uno con il Bologna, Zac prende la strada della città delle Due Torri. Resta un solo anno nelle giovanili della società rossoblù. Gioca sempre da terzino ma ogni tanto l'entusiasmo lo porta a proiettarsi in attacco. L'allenatore non gradisce queste ripetute iniziative e lo mette fuori squadra. Torna al Cesenatico, e dopo poco si sottopone ad un nuovo provino per il Cesena. Nonostante una buona prova, il suo breve passato in rossoblù gli é fatale. Il presidente cesenate Dino Manuzzi, non vuole gli "scarti" del Bologna" e così deve restare a Cesenatico. Nel marzo del 1970, contrae una malattia polmonare che lo costringe a due mesi d'ospedale. Per due anni non poté più sostenere nessun tipo di sforzo. Questo significò la fine della carriera a livello professionistico. La voglia di giocare era tanta e così riprese a giocare a livello dilettantistico. Nel 1976 sposa Fulvia, forlivese di nascita. Luca, è l'unico figlio di Zaccheroni. Ha da poco compiuto ventun'anni ed è uno studente universitario. Sfumato il sogno di calcare i campi di gioco da professionista, cominciò ad aiutare i genitori nella gestione dell'albergo di famiglia. Durante la stagione invernale, lavora anche come assicuratore e apre un'agenzia. L'Ad Novas è la squadra del suo debutto ufficiale in panchina. Fondamentale é il successivo incontro con Bruno Rossi, direttore sportivo del Cesenatico. Convinto ad allenare gli allievi, con i quali rimase tre anni, iniziò anche a frequentare il corso per allenatori a Forlì, indispensabile per ottenere il permesso di allenare a livello dilettantistico e interregionale. Nella stagione 1982-83, Alberto Zaccheroni debuttò, come allenatore, ufficialmente nel calcio professionistico. Nel febbraio 1984, grazie ad una deroga, diventò allenatore della prima squadra del Cesenatico in Serie C2. Nella stagione 1985-86 passa al Riccione. Ottimo il ruolino di marcia, che gli consente di giocarsi lo spareggio promozione, poi perso, contro il Pesaro. Promozione che non sfugge l'anno successivo, sempre sulla panchina del Riccione. Tuttavia, da Coverciano continuavano ad arrivare risposte negative riguardo l'ammissione al corso allenatori. La svolta avvenne con il Baracca Lugo. Dopo aver vinto il campionato, il presidente della società si offrì di aiutarlo per il corso, se fosse rimasto alla guida della squadra. Entrambi mantennero la promessa data e così vinse consecutivamente prima il campionato di C2, e poi quello di C1. Una volta in possesso del patentino, colse al volto l'opportunità di allenare in una squadra ambiziosa accettando l'offerta di Maurizio Zamparini, presidente del Venezia. Fu un anno di grandi soddisfazioni, culminato con la promozione dei veneti in Serie B dopo ben 24 anni. Il primo anno nella serie cadetta non fu tra i più felici. La squadra, non adeguatamente rinforzata, era nelle ultime posizioni della classifica. All'ultima giornata del girone di andata, fu fatale la sconfitta patita con l'Avellino. La sera stessa fu sollevato dall'incarico. Tuttavia, lo strappo con il presidente fu ricucito velocemente. Richiamato alla guida della squadra, riuscì a conquistare la salvezza, proprio nella partita contro l'Avellino allenato da Graziani. L'anno successivo si lottava per le prime posizioni, ma divergenze d'opinione con la presidenza lo spinsero a dimettersi. Richiamato nuovamente alla guida della squadra, concluse il campionato all'undicesimo posto. Dopo il divorzio dal Venezia, ci fu la tanto attesa ammissione al corso di Coverciano. Tuttavia, la speciale deroga che gli aveva fino ad ora permesso di allenare anche in Serie B non viene concessa, e Zac ricomincia dalla Serie C. Il Bologna, squadra dalla grande tradizione sportiva, era incredibilmente sprofondato nelle serie minori e Eraldo Pecci, allora direttore sportivo, scelse proprio Zaccheroni per l'inizio della risalita. Chiusa la breve parentesi a Bologna, Zac approfitta del momento per studiare il lavoro degli altri, primo fra tutti il Barcellona di Cruyff. Fu una vacanza di breve durata, perché arriva immediata la chiamata del Cosenza. L'obiettivo principale é di valorizzare i giovani. Inoltre, con grande sorpresa, il Cosenza viene penalizzato di ben nove punti a causa dei ritardi nel pagamento dell'iscrizione al campionato di Serie B. Fu un torneo durissimo, ma alla fine il quindicesimo posto ottenuto rappresentava una vittoria importante, vista la difficoltà in cui si era stati costretti a lavorare. Proprio durante il campionato con il Cosenza, Zac si scontra per la prima volta contro l'Udinese dei Pozzo, allora militante in Serie B. Impressionato positivamente dal gioco espresso dalla squadra calabrese, il presidente dei friulani lo vuole l'anno successivo per guidare i bianconeri. Finalmente in Serie A. E' la stagione 1995-96 e l'esordio, vittoria per 1-0 con gol di Bierhoff, avvenne in casa contro il Cagliari di Trapattoni. I tre anni passati a Udine sono importantissimi. Prima, la salvezza ottenuta senza troppe difficoltà, poi la conquista dell'Europa. Al secondo anno sulla panchina friulana vara il modulo 3-4-3. A Torino contro la Juventus c'è la svolta. In dieci uomini per quasi tutta la partita a causa dell'espulsione di Genaux, i friulani vincono 3-0, impressionando per il gioco e la determinazione mostrati. Il campionato si chiude con un ottimo quinto posto che, per la prima volta nella storia della squadra bianconera, significa Coppa UEFA.Il 1997-98, l'anno dell'Europa, é ancora una stagione piena di soddisfazioni. Tuttavia, l'Udinese paga cara l'inesperienza in campo europeo ed esce, a testa alta, dalla competizione a spese dell'Ajax. Zaccheroni capisce che il suo ciclo é ormai chiuso, ma lascia al Friuli l'opportunità di rifarsi l'anno successivo. La squadra si conferma a grandi livelli, terminando terza alle spalle di Juventus e Inter. Lasciata l'Udinese tra gli applausi del pubblico, arriva al Milan. Al primo anno sulla panchina rossonera conquista subito lo scudetto. (Dal sito ufficiale di Alberto Zaccheroni)


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