MORATTI: "SUCCESSO CHE DÀ CONVINZIONE"

MORATTI: "SUCCESSO CHE DÀ CONVINZIONE"

MILANO - Il giorno dopo la conquista della Coppa Italia Tim '04-'05, Massimo Moratti parla del significato anche psicologico del trofeo, del piacere di aver condiviso il successo con il grande pubblico del "Meazza" e con tutti i tifosi nerazzurri, del mercato che verrà e che dovrà tenere conto dei valori importanti espressi dal gruppo e di una logica economica fondamentale nel calcio moderno. Moratti, avvicinato dai cronisti all'uscita dal suo ufficio, dopo una mattinata di lavoro per la Saras, ha rilasciato questa breve intervista che Inter.it vi offre in versione integrale.


Dottor Moratti: quali sensazioni ha provato ieri sera, sette anni dopo la conquista della Coppa Uefa a Parigi?
"E' una cosa diversa, naturalmente. E' stato molto piacevole vedere premiato il lavoro di Mancini. E' stato importante per dare una maggiore convinzione e fiducia ai giocatori: serviranno da oggi in poi".

La conquista della Coppa Italia rappresenta un'ulteriore investitura per Mancini?
"E' un premio che serve. Molte volte affermare che si è bravi ma non vincere niente provoca fastidio, oppure non basta. In questo caso quello che ha raccolto è utile per ottenere risultati ancora migliori in futuro". Oltre 70mila persone allo stadio per veder l'Inter alzare una coppa, sono un segnale troppo importante per non continuare in questo progetto.
"Senza dubbio sì. Poi hanno un significato anche di valore della coppa stessa. Perché il valore è dato dal pubblico. Questo fa molto piacere e poi è una conferma, da parte del pubblico, che siamo sulla strada giusta".

Ora i tifosi dell'Inter potranno sognare o dovranno pensare ad un'Inter che assesterà i colpi di mercato solo dove necessario senza stravolgimenti?
"Ormai credo che neanche il pubblico sogni molto sul mercato. Sogna sul fatto di avere buoni risultati. La squadra c'è e sarebbe un errore rivoluzionarla e cercare le stelle per compensare la mancanza di sicurezza. Io vedo una maggiore sicurezza, un buon gioco, basta sistemare leggermente la rosa. Questo è quello che basta per dare un'ulteriore tranquillità al gruppo".

Da questo punto di vista Mancini è stato chiaro chiedendole Pizarro e chiedendo interventi anche sulle fasce.
"Sì. Anche se sulla questione Pizarro credo abbia solo risposto alla battuta di un giornalista. Io credo che siano necessarie delle cose e sono quelle sulle quali ci indirizzeremo".

Solari è ormai vicino ad un arrivo in nerazzurro
"Sì, ma al di la dei nome delle persone si pensa ad un esterno. Ad uno in più, in realtà, perché Kily Gonzalez ha dimostrato anche ieri sera non solo le sue qualità, ma anche il gran carattere che è molto utile alla squadra. Dall'altra parte abbiamo Van der Meyde che è un giocatore di qualità. Al limite la rosa è da completare. Poi vedremo se sarà Solari o un altro".

Samuel e Ronaldinho, sono due nomi buoni per sperare?
"Con Ronaldinho mi sembrerebbe di tornare su un qualcosa che ormai non si fa più. Per quel che riguarda Samuel è uno di quelli che seguiamo, ma c'è dietro una valutazione di carattere economico da fare. Non dimentichiamo che esiste sempre un problema di bilancio da guardare con attenzione".

Juan Sebastian Veron ha dichiarato di aver dato la disponibilità a continuare con l'Inter. "Veron è un grande professionista e risponde sia in campo, sia fuori, con la stessa serietà".

Per quel che riguarda Chivu, invece?
"Sono tutti bravi giocatori. Devo dire, però, che la difesa dell'Inter, ieri sera ed in tutta la seconda parte della stagione ha funzionato bene. Guardiamo anche il nostro giardino che non è poi così male".

La vittoria di ieri sera le ha restituito l'entusiasmo? E Totti che si è mostrato titubante sul suo futuro. Non ha voglia di fare, tra virgolette, una pazzia?
"Guardi, l'entusiasmo calcisticamente ce l'ho. Guardando i conti un po' meno. Quindi bisogna costantemente considerare le due cose. Non credo che la gente stia sognando queste cose. Sta sognando piuttosto una risposta seria da parte della squadra. E quella penso che arriverà. Sento che la vittoria di ieri è un inizio, non una cosa a sè".


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