LE PAROLE DI MASSIMO MORATTI

MILANO - Massimo Moratti è stato intervistato dai giornalisti che lo attendevano all'ingresso degli uffici della Saras nel centro di Milano.
Inter.it propone le dichiarazioni dell'azionista di riferimento del club nerazzurro:

Come mai la squadra ha affrontato una gara così importante in modo così negativo?
"Inspiegabile. Inaspettabile. Inaspettato. Conseguentemente con tutti i giudizi negativi che giustamente leggo e condivido, anche da parte dei tifosi che hanno fatto dei sacrifici per venire in Spagna e si trovano con un pugno di mosche per colpa di una serata storta della quale bisogna capire la causa. Se non nella mancanza di concentrazione o nel temere troppo, però mi sembra una cosa strana. Comunque una partita bruttissima e ingiustificata. Che cosa volete che vi dica? Il contrario? E' impossibile...".

Questa non doveva essere una stagione nella quale si doveva conquistare un trofeo importante?
"Non stia a ricordarmelo. Doveva essere un anno nel quale si vinceva qualcosa d'importante, nel quale c'erano tutte le premesse. La squadra c'è, la società, in tutti i suoi elementi e al massimo, l'ha aiutata. Invece non è andata: che cosa volete che vi dica?".

Ha parlato con la squadra dopo la gara di Villarreal?
"No. Li ho visti dopo la gara. Credo abbia parlato Mancini. Anzi, ha parlato Mancini. Ma, sinceramente, non serviva molto parlare dopo".

Come si fa a reagire in un momento di questo genere?
"Non è facilissimo. D'altro canto è un dovere reagire. Bisogna capire la cosa migliore da fare. Buttare via tutto non credo. Se ricostruire, se non crederci più, oppure provare a crederci".

Qualcuno parla di fallimento del progetto Mancini. Che cosa risponde?
"Certo non è stato un successo, nello stesso tempo lui ci ha messo tutta la volontà e le capacità, è stato anche lui tradito dai calciatori. Nel calcio è facile trovare l'obiettivo, ma è altrettanto difficile capirne tutti i meccanismi".

E' colpa dei giocatori in questo caso?
"Decisamente, non c'è storia...".

Ha pensato a che cosa potrà succedere ora?
"Ho appena detto che ora vedremo che cosa succederà. Lo stato d'animo non porta a decidere con quella freddezza necessaria per trovare delle soluzioni intelligenti. E poi il calcio è sempre nelle mani di qualcun'altro, si può sperare comunque che qualsiasi soluzione sia una soluzione valida".

Ora restano Coppa Italia e secondo posto?
"Sì, non stia a dirmelo...".

La voglia di Inter è ancora grande?
"E' sempre immensa. Uno è tifoso come sono tifosi quelli che che sono arrivati in Spagna con la loro maglia e con tutta la voglia di essere felici. E' una giornata nella quale uno si sente certamente orgoglioso di essere interista, ma nello stesso tempo si sente molto deluso. Quindi la voglia è un'altra cosa".

C'è qualcuno che l'ha delusa più di altri?
"No, nell'insieme. C'è qualcuno che non mi ha deluso e che ha fatto bene, che ha comunque sempre fatto bene. C'è qualcuno che invece non è andato".

Tornano in discussione anche situazioni che sembravano consolidate come quelle di Adriano e Juan Sebastian Veron?
"Veron ci ha messo l'anima, non credo proprio che sia da criticare. Può aver fatto degli errori, ma insieme ad altra gente che ne faceva molti di più. Per quanto riguarda Adriano, li considero punti fermi, ma non so quali siano i punti fermi nell'Inter in questo momento. A partire dal sottoscritto, a tutti gli altri".


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