Moratti a Sky Sport: "Ai tifosi dico che... "

MORATTI A SKY SPORT: "AI TIFOSI DICO CHE... "

Intervista del presidente che parla di Mourinho, calciomercato, Ibra, la situazione degli infortuni

APPIANO GENTILE - Il presidente Massimo Moratti ha rilasciato un'intervista a Sky nella mattinata di oggi al centro sportivo "Angelo Moratti".

Inter.it vi offre la versione integrale di quanto dichiarato dal presidente Moratti. L'intervista andrà in onda in parte nel corso del Tg di SkySport 1 alle 19.30 e, in versione più ampia, durante "Speciale Calciomercato" su SkySport 1 alle ore 23.

Moratti: he effetto le ha fatto vedere la maglia n° venti indossata da Muntari?
"(ndr.: sorride) Per conto mio quella era una maglia da ritirare, ma farlo non è nella tradizione della società. Però è stato molto simpatico quello che ha detto Muntari di Recoba. Vuole dire che Muntari ha seguito le vicende dell'Inter anche precedentemente, quindi è entrato nel club dalla porta principale".

L'acquisto Muntari non è stato troppo sottovalutato?
"Non da noi, che lo avevamo nel mirino da tempo. Forse lo è stato un po' mediaticamente, forse anche perchè è arrivato in fretta ed è entrato subito a lavorare e perchè sino al giorno prima si parlava di Lampard. Mourinho, invece, ne ha parlato in termini talmente entusiastici sin da quando lo abbiamo preso in considerazione".

La prima impressione della nuova Inter?
"L'altra sera, a Torino, mi è sembrato che, sotto un certo aspetto, la squadra avesse il solito potenziale spaventoso, e questa è cosa ti dà più forza, sia come tifoso che come responsabile della società. E' poi è apparso chiaro che, a differenza degli altri, siamo ancora in costruzione. Il Milan ha una particolarità: nonostante abbiano solo dieci giorni di lavoro nelle gambe, ha dei meccanismi che funzionano perfettamente alla stessa velocità. La Juventus ha un mese di preparazione alle spalle, questo è sicuramente un vantaggio. Noi, invece, abbiamo fatto due cambiamenti insieme, e oltre ai nuovi metodi di lavoro, c'era la poca preparazione. Il tutto porta a una crescita, speriamo veloce, che comunque deve avere i suoi tempi per dare l'espressione migliore. La squadra non mi ha fatto per nulla una cattiva impressione, davvero niente male, sia sotto il punto di vistasingolo che per di certi movimenti d'insieme".

Attorno a Josè Mourinho non c'è un'aspettativa esagerata?
"Uno si crea l'aspettativa perché è personaggio, l'aspettativa è la stessa che ci sarebbe in un altro paese nel quale andasse ad allenare. E' lui una persona così, e questa aspettativa esagerata nasce dal fatto che è un allenatore di qualità e poi perché arriva dopo un allenatore che ha fatto molto bene. E come tale è una sfida che ha voluto cogliere, non è una cosa da tutti".

C'è chi sostiene che Mourinho, per non far rimpiangere Roberto Mancini, possa solo vincere la Champions League...
"La Champions League è un obiettivo molto importante per noi. Io credo che questo sia un progetto, quindi aspettiamo i risultati che vengono a seconda della qualità della squadra e il matrimonio tra lui e la squadra. L'impatto mediatico è molto buono, lui è molto bravo e sincero anche nell'esprimersi e poi tutti vedremo i passi che può fare. A volte le critiche posso essere utilissime, per lui l'Italia è un ambiente nuovo. Però mi sembra ci sia molto rispetto per Mourinho".

La Champions League non rischia di diventare un'ossessione?
"Non credo, sono talmente tanti anni che non è assolutamente un'ossessione. E' un'opportunità, una festa che una volta vinta può diventare naturale. Mi ricordo dopo la vittoria sul Real che fu tutto fantastico, dopo la seconda vittoria i giornali scrissero che era migliore la prima. La prima è sempre la più bella, quindi aspettiamola".

L'Inter di Mourinho nasce nell'emergenza, non la preoccupa il poco tempo che ha a disposizione?

"No, perché i giocatori hanno già giocato insieme. Le uniche novità sono Mancini e Muntari. L'unica preoccupazione nasce dagli infortuni che abbiamo avuto. Quando ti ritorvi nella condizione che un giocatore deve guarire con un tempo giusto, incominci a preoccuparti perché poi ci tieni a fare bene anche le amichevoli. Quindi ci tieni che guariscano. Però Mourinho se la caverà".

L'Inter può essere definita un cantiere?
"Si, è un cantiere con tutti gli operai che sanno già cosa devono fare, che hanno già costruito un paio di grattacieli, anche tre. Non mi preoccuperei più di tanto".

Infortunati, nuovo modulo ed età avanzata di qualche campione: cosa la preoccupa di più?
"Età avanzata non mi pare perché c'è bisogno di esperienza, preoccupano solo gli infortuni. Speriamo che guariscano nei tempi giusti quelli sui quali puntiamo, però non siamo pessimisti".

Che idea si è fatto di Mourinho?
"L'ho conosciuto a metà aprile, dopo quella situazione capitata con Mancini, però anche prima avevo simpatia per lui. Per qualcuno qualche atteggiamento può sembrare antipatico e rude, per qualcun altro una sfida per valorizzare il lavoro suo e della squadra. Lo vedevo come uno che difende i giocatori, con il Chelsea mi aveva colpito questo suo atteggiamento. Certo è che, in un ambiente difficile come l'Italia, se la sta cavando bene mediaticamente, adesso deve cavarsela bene anche calcisticamente. La sua qualità migliore? La capacità di sintesi mi piace moltissimo. Una velocità nel capire e trasmettere le cose con frasi tra il serissimo e l'ironico. Ha una una grandissima capacità di sintesi e sa darti un quadro veloce della situazione. E' positivo perché non perdi tempo e sai di poterti fidare della persona per i suoi giudizi".

Qualcuno l'ha già paragonato ad Helenio Herrera...
"Mi sembra che lo stesso Mourinho abbia giustamente osservato che Herrera ha vinto tutto con l'Inter mentre lui ancora nulla. Ma è naturale questo paragone. Ci sono cose simili: per ora caratteriali, di esposizione mediatica, di un certo atteggiamento di sfida, e una grandissima tempra lavorativa. Quest'ultima è la cosa che più accomuna i due personaggi. Di tutti quelli che ho conosciuto è quello che si avvicina di più a Herrera".

Dopo tre scudetti consecutivi, come si gestisce la supremazia in campionato?
"Si deve vincere ancora. Per gestire la supremazia non avendo molti agganci giusti bisogna soltanto giocare bene e vincere".

Per come si sono attrezzate, teme di più il Milan senza Champions League, la Juventus o la Roma?
"Il Milan, credo che quest'anno abbia soprattutto la fiducia. La Roma è fortissima, deve ripetere il campianato dell'anno scorso che è stato eccezionale. La Juventus ha grande carattere. Però in questo momento il Milan è in vantaggio perchè si conoscono tutti bene".

La intriga Ronaldinho?
"(ndr.: sorride) Un po' meno di una volta, il fatto che adesso sia del Milan mi intriga molto poco..."

Ha visto Lionel Messi l'altra sera a Firenze?
"Messi mi era piaciuto quando era un ragazzo, si vedeva che sarebbe esploso. E' il suo pallino? E' il pallino di tutti, non solo mio. E' un giocatore di classe notevole. Lo porterebbe all'Inter? Ora ho una tale stima calcistica per Ibrahimovic che non mi fa venir voglia di andare a cercare il giocatore di grande fantasia, perchè la vedo già molto concentrata in Zlatan. E' per questo che sono un po' meno attratto.
Magari poi scommetterei su un giovanissimo che non è ancora esploso, non su uno che è già venuto fuori".

Deluso dall'atteggiamento di Lampard?
"No, l'ho trovato molto serio. So certamente che volesse andare via, ma lo faceva con molta ansietà e non è riuscito a creare quella rottura che si aspettavano loro e conoscevamo anche noi. Motivi? Per cause familiari, per suo padre che è molto legato al suo ambiente. Lo stesso Mourinho pensava che sarebbe stato molto difficile che Lampard andasse via da Londra. Quindi abbiamo pensato a un giocatore che per età e ingaggio potesse essere comunque molto buono. Mi va bene sia arrivato Muntari".

Conferma che Dejan Stankovic resterà?
"Sì, credo proprio di sì".

Capitolo difensore: siete ancora in fase di studio?
"Sì, siamo in fase di studio e stiamo ancora considerando se sia proprio necessario".

Secondo Moratti, Roberto Mancini tiferà Inter quest'anno?
"Beh.... Umanamente è chiaro che può avere dei problemi a farlo. Però, istintivamente, avendo lavorato tanto con questi giocatori, può darsi di sì".

Può essere che la crisi con Roberto Mancini sia ricomposta in tempi brevi?
"Non lo so proprio. Per il rapporto con Mancini bisogna distinguere il presidente dell'Inter da Massimo Moratti. Moratti è affezionato a Mancini, cioè a qualcuno che ha fatto bene e che ha sofferto con lui. Moratti presidente deve valutare il danno che una società può subire in certi momenti, e purtroppo questo danno ha un suo peso. Se lo incontro, però, sono Massimo Moratti".

Questa è l'Inter dei suoi sogni?
"Cerco di fare in modo che la squadra possa vincere e dare soddisfazioni ai tifosi, sono loro che devono sognare. Io spero solo che la squadra vinca ancora per tanto tempo".

Per come si affeziona ai giocatori, quanto le costa cederli?
"C'è affetto e riconoscenza nei confronti dei giocatori. La cosa che ti dispiace di più è che hai riconoscenza e, a volte, devi fare comunque una cosa del genere".

Si sente di dire qualcosa ai tifosi dell'Inter?
"Beh... che siamo fortissimi".


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