Mourinho: "Milan o Juventus? Io dico che... "

MOURINHO: "MILAN O JUVENTUS? IO DICO CHE... "

"Mi aspetto solo che i miei giocatori siano consapevoli delle difficoltà che incontreremo a Roma"

APPIANO GENTILE - Inter.it continua a proporre la versione integrale della conferenza stampa di Josè Mourinho alla vigilia di Lazio-Inter.

 

C'è un dibattito aperto su chi sia la vera anti-Inter: Mourinho che cosa ne pensa? Quale squadra preferisce come avversario principe, il Milan o la Juventus?

"Io non posso scegliere. Se potessi scegliere la scelta sarebbe ovvia: entrambe a trenta punti di distanza e giocare con loro più avanti possibile nel torneo... Non è possibile perchè non posso scegliere e perchè non è facile per noi vincere tutte le partite. Loro sono forti, hanno ambizione. Nessuno cambia la mia concentrazione e la consapevolezza della difficoltà. Io so che è difficile vincere un campionato anche quando sembra facile, in determinati momenti può diventare difficile. Per esempio col Chelsea avevo dieci punti di vantaggio, abbiamo perso col Fulham e pareggiato con il Birmingham, due partite che sembravano facili da vincere. La pressione arriva all'improvviso e tutto può cambiare. Sono un allenatore giovane, ma con troppa esperienza per dire che il Milan sia fuori solo perché ha perso una gara a Palermo. Per me bisogna arrivare a quello che è matematicamente definitivo, ma fino a quado la matematica non mi darà ragione sarà impossibile cambiare".

Mette sullo stesso piano Juventus e Milan?

"Non lo so... ".

Questa mattina Kakà ha detto che il Milan è differente dall'Inter solo per i sei punti che le separano in classifica, ma da quello che si è visto sul campo l'Inter è una squadra molto più quadrata e meno bella. La stupiscono queste parole?

"No".

Le partite migliori dell'Inter sono state giocate dopo una settimana senza lavoro insieme, per esempio a Roma o contro la Juventus, appena dopo gli impegni dei nazionali. Questa settimana, invece, l'Inter ha lavorato tutta la settimana e la Lazio ha giocato mercoledì arrivando anche ai supplementari. Può essere un vantaggio?

"Non so. Prima di tutto mi sembra che la Lazio di mercoledì aveva solo tre o quattro elementi che giocheranno contro di noi domani: Zarate è entrato nel secondo tempo; Mauri ha giocato pochi minuti; il difensore centrale non ha giocato, ha giocato Rozehnal; Lichtsteiner ha giocato 45 minuti; Brocchi non ha giocato; Rocchi ha giocato 70 minuti. Solo tre giocatori hanno giocato tutta la partita, quindi non hanno motivi per essere stanchi: hanno vinto a San Siro, saranno carichi. No. Non credo che affronteremo una squadra stanca: noi abbiamo fatto una buona settimana di lavoro e mi aspetto che i miei consapevoli della difficoltà e allo stesso tempo abbiano una condizione fisica, mentale e anche tattica giusta, per giocare una partita così".

 

E' vero che il calcio italiano l'ha ammorbidita?

"Si può dire che ora conosco meglio la realtà dove vivo. Una cosa è guardare da lontano, un'altra cosa è vivere qui e capire la mentalità, capire di che cosa ha bisogno la mia squadra per vincere. In questo senso mi sono adattato meglio. Mi ricordo una frase che ho detto quando allenavo il Chelsea, quando mi hanno chiesto chi fosse meglio tra Chelsea e Barcellona perché continuavano ad affrontarsi in Champions. Io ho risposto che per me nessuna delle due formazioni era più forte dell'altra. Il Chelsea non poteva vincere la Liga e il Barcellona non poteva vincere la Premiership. Questo dimostra che una squadra deve sapersi adattare alla propria realtà. Per l'allenatore è lo stesso. Voglio vincere il campionato e non cambio idea quando dico che la migliore squadra vince il campionato, ma non sempre la migliore vince la Champions. L'ho detto sia quando ho vinto sia quando ho perso in Europa. Puoi preparare una squadra per vincere il campionato, ma in Champions ci sono altri aspetti che non puoi controllare. In questo momento mi sono adattato alla realtà italiana e mi piace. L'unica cosa che non mi piace, ma che devo fare, è parlare con la stampa per oltre un'ora dopo la fine della partita. E' difficile che mi adatti perchè sono stanco al termine della gara, perchè mi voglio rilassare, perchè voglio andare a mangiare in un ristorante, ma non muoverò delle critiche e mi adatterò alla situazione".

 


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