Sky: tutto Crespo a "Special100one"

SKY: TUTTO CRESPO A "SPECIAL100ONE"

L'attaccante nerazzurro si racconta in un'intervista che andrà in onda dalle 18.30 (Sky Sport 1)

MILANO - Trenta minuti solo nerazzurri su Sky Sport. Il canale satellitare dedica una lunga e ricca parentesi dei suoi programmi all'Inter. La trasmissione, dal titolo "Special100one", va in onda ogni venerdì alle ore 18.30 (e in replica a mezzanotte) sul canale 201. La puntata odierna di "Special100one", oltre all'attualità in vista di Lazio-Inter, contiene le ntervista realizzate a Hernan Crespo e Davide Santon.

Inter.it vi propone la versione integrale di quanto dichiarato dall'attaccante argentino

Crespo: alla fine della passata stagione è stato meno utilizzato rispetto alla prima parte dell'anno, ora sta rivivendo la medesima situazione?
"La sensazione è diversa: l'amarezza dello scorso anno era determinata dal fatto che, quando giochi per una intera stagione, ti aspetti di poter essere ancora titolare in quella successiva anche se sbagli qualche partita. Io invece mi sono trovato escluso di colpo... Durante l'estate, invece le cose sono cambiate, è cambiato l'allenatore, ho rifiutato altre offerte sperando che la situazione migliorasse, invece sono rimasto fuori dalla lista della Champions e sono venuto a saperlo poco prima della chiusura del mercato senza aver avuto la possibilita' di scegliere se restare o giocare le mie carte altrove. Questa situazione la devo accettare per forza, non è stile piangermi addosso, continuerò a lavorare e poi vediamo quel che succede".

Domenica scorsa, dopo il gol di Ivan Cordoba, Crespo ha esultato molto: in questi anni da professionista quanto è maturato il senso di appartenenza al gruppo?
"Oltre alle amarezze, ci sono anche le gioie. Sebbene io non abbia la possibilità di giocare, vedere dei grandi giocatori, come ad esempio Cordoba e Samuel, giocare bene dopo aver avuto degli infortuni, è motivo di grande soddisfazione".

Dopo questi primi tre mesi, come le sembra l'Inter di quest'anno?
"Il gruppo è molto speciale, lo spogliatoio è unico e unito. Ed un altro aspetto che ha portato Mourinho è che la squadra è piu' camaleontica, puo' giocare in diversi modi. All'inizio abbiamo perso un po' di equilibrio, ma ora l'abbiamo ritrovato".

Quanto può incidere un tecnico come Mourinho nell'atteso salto di qualità soprattutto in Europa?
"Sono convinto che l'esperienza non si compri e quindi è un grosso vantaggio avere un allenatore che ha già avuto esperienze nella fase finale di Champions, soprattutto con un gruppo come il nostro che ha una grande fame di successo".

E' cambiato qualcosa, rispetto all'inizio, nel suo rapporto con José Mourinho?
"Le mie considerazioni sugli allenatori prescindono dal fatto che mi facciano giocare o meno. Lui è diverso nel modo nel quale allena e nella preparazione della partita. Nella gestione del gruppo e nelle scelte, invece, gli allenatori più o meno sono tutti uguali".

Ha la percezione che arriverà anche il momentoi di Hernan Crespo?
"La speranza è l'ultima a morire, io sto facendo in modo che lui non abbia nessuna scusa per non farmi giocare. Faccio tutto quello che un professionista deve dare, lavoro sodo e poi deciderà lui. Io ci provo, non lascio niente al caso, lui sa che può contare su di me a 360 gradi".

Ha mai dato dei consigli a dei suoi compagni di squadra non utilizzati da Mourinho perchè si facciano trovare pronti al momento giusto?
"Se posso aiutare qualcuno lo faccio volentieri: lo faccio con i ragazzi della Primavera e, quando posso, anche con i miei compagni di squadra".

Morinho ha detto a Balotelli di prendere esempio da qualche campione più grande di lui all'Inter: Crespo ha dato qualche consiglio a Mario?
"Il talento non basta: ho visto tanti giocatori, anche prima di arrivare in serie A, molto più forti di me, ma se non hai la testa non arrivi da nessuna parte. Si deve giocare con il cuore e soprattutto con la testa, il solo talento non può bastare".

Domani torna allo stadio Olimpico di Roma contro una squadra molto pericolosa...
"La Lazio è una squadra che sa quello che vuole, è una squadra molto difficile da affrontare. Se l'Inter non fa l'Inter diventerà tutto più complicato. Zarate? E' giovane, ma è molto forte, alcuni suoi compagni non gradiscono i dribbling di troppo, ma se lui riesce a limare questi piccoli difetti, diventerà un grande".

Qual è il momento o il gol che ancora aspetta?
"Sono convinto che devo solo aspettare, aspettare che mi venga data fiducia. Non vedo l'ora di poter scendere in campo e quando capiterà che butterà la palla in rete si vedrà un pazzo che, anche a luci spente, correrà intorno a San Siro per la gioia".

A Reggio Calabria è andato molto vicino al gol...
"Sì, ma purtroppo è rimasto solo un episodio, c'è ora la voglia di cancellarlo e di fare un gol a San Siro per ringraziare la gente che mi ferma per strada e mi dice di non mollare".

Esulterebbe se dovesse segnare all'Olimpico contro la Lazio?
"In questo momento non ho la tranquillità necessaria per non esultare, se segnerò sfogherò tutta la mia attesa".

Sta ancora pensando ai Mondiali del 2010?
"Non giocare in Nazionale non è facile, però mi piacerebbe giocare con Messi".

Crede che, tra gennaio e febbraio, sarà ancora un giocatore dell'Inter?
"Sarà la società a decidere: loro mi hanno preso e loro decideranno se è il caso che faccia le valigie o meno. Io sto bene qui; è chiaro che vorrei giocare, ma non perdo le speranze di farlo nell'Inter".

C'è una dedica speciale che si porta dentro?
"Sicuramente a mia moglie e alle mie figlie".


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