Mourinho: "Su Santon dico che..."

MOURINHO: "SU SANTON DICO CHE..."

"Davide è un fenomeno, aveva bisogno di un tecnico che si fidasse e gli desse una vera opportunità"

APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Inter-Roma, gara valida per il posticipo domenicale della 26^ giornata della Serie A Tim 2008-09, in programma domani sera allo stadio "Giuseppe Meazza" (ore 20,30). José Mourinho ha incontrato i giornalisti, in conferenza stampa al centro sportivo "Angelo Moratti", dopo l'ultimo allenamento.


Inter.it vi offre la versione integrale delle dichiarazione dell'allenatore nerazzurro. 
Mourinho: che partita si aspetta domani sera contro la Roma?

"Mi aspetto una partita dura perchè la Roma è uno degli avversari migliori del campionato. Li conosciamo bene ma è stato sempre difficile ottenere un risultato contro di loro. Entrambe le squadre vengono da una gara di Champions e hanno i propri problemi, però abbiamo giocato tutte e due martedì e c'è stato il tempo necessario per recuperare visto che domani è domenica. Posso dire che, solitamente, giochiamo bene le gare successive a quelle di Champions League: infatti, mi sembra che le vinciamo quasi sempre e credo che, su 18 punti disponibili, ne abbiamo totalizzati 16".

Christian Chivu in settimana ha dichiarato che considera la Roma ancora in corsa per lo scudetto, anche lei è di questo avviso?
"Non sono io a dover pensare agli obiettivi della Roma, sono loro a doverli definire. Se provare a vincere lo scudetto, se qualificarsi per la Champions con o senza preliminare, sono loro problemi. Considero la Roma, semplicemente, un avversario difficile e di grande qualità, li ho sempre rispettati e mi piace il loro modo di giocare. Per me non cambia nulla".

La non convocazione di Julio Cruz per la gara di domani dipende dalla prestazione dell'argentino in Inter-Manchester Utd?
"Si, mi sembra sia abbastanza normale che un giocatore guadagni o perda il suo posto, in campo o in panchina, con il proprio lavoro giorno dopo giorno e con le risposte sul terreno di gioco. Detto questo, è sempre responsabilità dell'allenatore se un suo calciatore gioca più o meno bene. Ma un allenatore è anche responsabile delle proprie scelte ed ha il diritto di farle a seconda del rendimento del calciatore stesso".

Che cosa teme maggiormente della squadra allenata da Luciano Spalletti? Può essere pericoloso il fatto che l'Inter abbia vinto tutti i precedenti tre confronti contro la Roma?
"Non credo possa essere pericoloso, la sola cosa pericolosa è l'avversario perché la sua qualità non cambia. La Roma è una grande squadra che, nelle partite contro di noi, ha giocato in modi diversi. Non so cosa faranno domani, se sarà la Roma di inizio stagione o quella dell'ultima volta che li abbiamo affrontati. Però i giocatori sono quelli, la filosofia del tecnico è quella, la qualità c'è, questi sono i soli pericoli nell'affrontare domani una squadra di grandissima qualità che gioca sempre per vincere. Infatti, non ho mai visto la Roma giocare una gara pensando a un pareggio, cercano sempre i tre punti e per questo le partite contro di loro sono sempre state con gol, qualità ed emozioni".

Nessuna squadra italiana è riuscita a vincere in Champions League...
"Preferisco non parlare di Champions League perché domani giochiamo il campionato".

In Inghilterra, in questi giorni si parla tanto di una presunta offerta a Mourinho da parte del Liverpool...
"Non è vero".


Nella gara di domani , è possibile qualche novità nel reparto offensivo? Potrebbero giocare Balotelli o Mancini?
"Mancini e Balotelli sono entrambi convocati e sono due opzioni a mia disposizione. Domani potremo ancora giocare in un modo diverso, perché la Roma, come noi, ha una routine e una dinamica che oscilla tra il 4-4-2 o 4-3-3. In questo momento mi piace molto Mario, mi piace il suo modo di lavorare e di stare in campo, e anche lui domani sarà una possibilità. L'unica risposta che posso dire in modo obiettivo è che domani Patrick Vieira sarà in panchina e non partirà da titolare. Per Balotelli non sono in grado di dare una risposta certa, però dico che è possibile che cambieremo qualcosa in campo".

E' orgoglioso di certe situazioni che è riuscito a risolvere in modo brillante ciome, ad esempio, i recuperi di Adriano e Balotelli o la definitiva consacrazione di Santon?
"Come ho già detto, credo che il recupero di Adriano non sia una mia responsabilità. L'unica cosa che io ho fatto è stata avere con lui un rappoirto serio, diretto e onesto nel quale io dicevo sempre tutto quello che pensavo senza nessun tipo di problema. Ma Adri ha trovato l'equilibrio senza di me, con i suoi compagni e la sua famiglia, sa solo. Mario è arrivato in prima squadra grazie a Roberto Mancini, non con me e quindi non è merito mio. Quello che voglio io è che lui possa diventare giocatore al cento per cento, con un pensiero tattico e non con gioco individuale, desidero che sia inserito in un gioco di squadra lavorando bene per capire che può ancora migliorare. Però. per far questo, deve ancora migliorare tanto, sono certo che anche lui sarà capace di farlo da solo. Santon, invece, è un fenomeno: aveva solo bisogno di un tecnico che si fidasse di lui e potesse dargli la vera opportunità. Tre-quattro mesi fa, quando si parlava di poterlo schierare in campo contro Panathinaikos o Werder Brema, avevo detto che il ragazzo avrebbe giocato quando sarebbe scattato il suo momento e non per un regalo del tecnico che voleva conoscere la sua reazione in campo. Io non gli ho mai fatto nessun regalo, ho deciso di farlo giocare in Tim Cup contro la Roma e poi ho continuato a schierarlo, anche contro il Milan e dopo ho capito che avrebbe potuto essere in campo contro il Manchester United. Ripeto: Davide aveva solo bisogno di un tecnico che si fidasse di lui, tutto il resto è merito della sua personalità e questa conta tanto. E' un grande giocatore e, tra diec-quindici anni quando diventerà il nuovo Zanetti, Facchetti o Maldini con duecento-trecento partite nell'Inter, chissà in quel momento mi ricorderò di lui".


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