Mourinho: "Serve un pensiero collettivo"

MOURINHO: "SERVE UN PENSIERO COLLETTIVO"

"Noi e i tifosi insieme per conquistare i 15 punti che mancano; con tranquillità e determinazione"

APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Inter-Palermo, gara valida la 31^ giornata della Serie A Tim 2008-09, in programma domani allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano (ore 15.00; apertura biglietterie e varchi d'ingresso alle ore 13). José Mourinho ha incontrato i giornalisti, in conferenza stampa al centro sportivo "Angelo Moratti", dopo l'ultimo allenamento.

Inter.it vi offre la versione integrale delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro. 

Mourinho, un suo pensiero in questa giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto.
"Credo che, purtroppo, sono questi i momenti nei quali si è tutti insieme, si va tutti d'accordo, senza rivalità e senza sentimenti negativi tra noi. Purtoppo è cosi, e adesso siamo tutti insieme: accanto alle vittime, alle loro famiglie, con tristezza e dolore siamo tutti insieme. La vita continua per noi, e continua soprattutto per le famiglie e gli amici delle vittime, ma la memoria di questo momento rimarrà con tutti, per sempre. Di solito, in queste situazioni, c'è sempre solidarietà, l'importante è che questa non duri due giorni o due settimane, ma vada molto più lontano perchè questo momento è carico di emozioni per tutti ma, dopo, la vita continua e loro avranno davvero bisogno di una appoggio per ricostruirla. L'Inter sta facendo qualcosa direttamente con gli Inter Club attivi in Abruzzo, anche noi allenatori, insieme con i giocatori, stiamo facendo qualcosa dal punto di vista personale, ma credo che questo tipo di azione debba rimanere tra noi, è fatto con il cuore, non per fare pubblicità nè per migliorare l'immagine di qualcuno. Secondo me, adesso, non dobbiamo più parlare di quiesto, solo dire che noi stiamo facendo qualcosa e magari, dopo di noi o insieme a noi o prima di noi, altri professionisti del calcio possono fare qualcosa".

Con rispetto, torniamo a parlare di calcio. E' rimasto sorpreso dalle ultime parole di Adriano o se le aspettava?
"Non ho voluto parlarne troppo prima e anche adesso non vorrei farlo. L' Inter ha fatto di tutto per aiutare Adriano. Lha fatto ancora prima che arrivassi io e poi da quando io sono qui. Io come allenatore e come persona, il presidente come presidente e come persona, i suoi compagni come compagni e come amici. Tutti abbiamo qualcosa per aiutarlo. Ora è importante che lui sia felice. Se si perde il giocatore, ma l'uomo è felice, è perfetto. Altro non voglio dire perchè non abbiamo parlato insieme, le persone con un rapporto positivo avranno la possibilità di dirgli le cose in un modo un pò più profondo, avranno la possibilità di capire le ragioni di queste sue parole".

L'Inter ha nove punti di vantaggio sulla Juventus: è un dato che terrà presente al momento di fare le scelte sulla formazione inizale per affrontare il Palermo?
"Il vantaggio in classifica è importante e io lo capisco. Capisco anche che è uno dei vantaggi piu significativi nei grandi campionati d'Europa, però non è un vantaggio definitivo: ci mancano 15 punti per vincere lo scudetto. E' chiaro che se la Juve dovesse vincere o pareggiare una partita ci servirebbero meno punti, però noi non possiamo pensare ai punti che potrebbero perdere. Come ho già detto, dobbiamo solo pensare che ci mancano 15 punti per conquistare il titolo. Quando ho parlato dell'appoggio che potremo avere a San Siro da parte dei nostri tifosi, l'ho fatto esattamente perchè so che, potendo conquistare ancora 12 punti in casa, praticamente potremo avere la possibilità di vincere il campionato nel nostro stadio. Non dico che lo faremo, però c'è questa possibilità. Per questo abbiamo bisogno che ci sia questo questo pensiero collettivo e questa sensazione comune nei nostri tifosi che avranno la possibilità di aiutare la squadra, questo anche se sappiamo che è Pasqua e che questo è un fine settimana nel quale c'è la possibilità di uscire da Milano per rilassarsi qualche giorno. I nostri tifosi devono capire che domani per noi non sarà una partita facile. Non mi è mai successo che la mia squadra arrivasse in classifica davanti, con un grande vantaggio e poi perdesse il campionato, però nel calcio non si sa mai. Settimana scorsa tutti pensavano che sarebbe stato più facile che la Juventus, piuttosto che l'Inter, guadagnasse due punti in classifica. Invece è accaduto il contrario. Questa settimana tutti credono che sia più facile che l'Inter allunghi e passi da 9 a 11 punti di vantaggio, ma nessuno ha detto che magari potremo passare da 9 a 6. Nulla è ancora finito. Non mi facevo condizionare dalle dichiarazioni dei tesseratio della Juventus quando dicevano di credere nello scudetto, non ho avuto paura e non mi hanno creato pressione. Ora che gli stessi dicono che, per la corsa scudetto, ormai è quasi impossibile fare qualcosa, di certo, non sarò più tranquillo per questa situazione. L'ho già detto: il campionato continua e ci mancano 15 punti per vincere lo scudetto. Per rispondere alla tua domanda, dico che domani metterò in campo la migliore squadra possibile, quindi con Zanetti e Ibrahimovic, ovviamente. Qualche indicazione in più per la formzazione? Non c'è bisogno: avete già visto che ormai abbiamo una struttura che non cambia più di tanto, non farò grandi rivoluzione neppure domani. Si sa quali sono i giocatori infortunati, però abbiamo di nuovo tra noi tutti i difensori centrali. Abbiamo passato una situazione non facile quando mancavano tutti in difesa, in questo momento per l'allenatore è difficile scegliere chi gioca, chi va in tribuna o chi va a casa, ma questo ci dà tranquillità perchè in difesa ci siamo tutti. E' stata una settimana nella quale si è lavorato bene e con grande intensità e concentrazione. Ho visto la squadra bene, non c'è stato bisogno di trascinarla per allenarsi bene. Abbiamo passato una settimana tranquilla, con una squadra che ha lavorato bene e che ha capito che abbiamo ancora 8 partite da giocare e 15 punti da vincere".


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