Mourinho: "Le nostre mani, il nostro destino"

MOURINHO: "LE NOSTRE MANI, IL NOSTRO DESTINO"

"Ibra è il miglior giocatore del campionato, la sua assenza è importante, ma noi siamo una squadra"

APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Chievo-Inter, gara valida per la 35^ giornata della Serie A Tim 2008-'09 in programma domani allo stadio "Marco Antonio Bentegodi" di Verona (ore 15.00). José Mourinho ha incontrato i giornalisti, in conferenza stampa al centro sportivo "Angelo Moratti", dopo l'ultimo allenamento.

Inter.it vi offre la versione integrale delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro.

Mourinho: domani, per la prima volta, l'Inter avrà la possibilità aritmetica di vincere il campionato. Ha una sensazione diversa rispetto alle altre partite?
"No, abbiamo bisogno di sei punti e questo non cambia. Quello che cambia, da quando ho detto per la prima volta che stava iniziando il contro alla rovescia, è il numero di partite che restano da giocare. Solo una volta, dopo aver giocato contro il Napoli, siamo usciti dal campo avendo bisogno dello stesso numero di punti dei quali avevamo bisogno prima di entrarci. Le altre volte, invece, i punti di cui avevamo bisogno sono sempre diminuiti. Adesso ne mancano sei e possiamo tornare da Verona avendone bisogno solo di altri tre: questo sarebbe il film perfetto per il fine settimana. Se a fine partita ne avremo bisogno di altri cinque sarà così e se ne avremo bisogno di sei... ne avremo bisogno di sei. Il destino continua ad essere nelle nostre mani: ora e anche dopo. Però il nostro obiettivo di questo fine settimana è conquistare i tre punti a Verona".

Ha qualche dubbio sulla formazione che affronterà il Chievo?
"Il mio unico dubbio sono Chivu e Muntari. Sono stati entrambi infortunati, non hanno lavorato con la squadra per tutta la settimana. Dovrò decidere se non giocherà nessuno dei due, se giocherà solo uno di loro o entrambi: è questo che devo decidere. Se non giocherà nessuno di loro significherà avere assenze importanti in squadra perchè si tratta di giocatori che giocano sempre. Far giocare entrambi sarebbe un rischio perchè, magari, potrei essere costretto nel corso della partita a fare due sostituzioni. Far giocare uno dei due sarebbe forse la decisione più equilibrata".


Il dubbio è per entrambi allo stesso livello?

"Si, oggi hanno lavorato entrambi al 100%, nenza nessun tipo di ostacolo, ma si tratta sempre di due giocatori che, il resto della settimana, hanno svolto un lavoro indivisuale. In generale, preferisco sempre in modo maggiore quei giocatori che hanno svolto la preparazione di una partita tra la squadra, però è una decisione che ancora non ho preso, è l'unico dubbio che ho sulla formaizone di domani".

Il Chievo è una squadra che, nelle ultime prestazioni, ha dimostrato di essere forte e di avere personalità sorprendete...
"Il Chievo è una squadra che ha realizzato tanti punti, conquistando una posizione che è, praticamente, uguale alla nostra, nel senso che noi lottiamo per il titolo di campioni d'Italia loro per allontanarsi dalla zona retocessione. Abbiamo esattamente lo stesso merito, la stessa gioia e la stessa voglia di arrivare alla fine della stagione e poter dire di aver vinto. Loro sono molto vicino a farlo, hanno 35 punti in classifica, sono sopra le altre squadre che lottano per la salvezza e che se la giocheranno tra di loro. Il Chievo ha conquistato questa posizione in campo con qualità di gioco, cion risultati importanti, pareggiando all' "Olimpico" contro la Juve e la Roma, sfiorando il pareggio con il Milan. Hanno vinto tanti punti anche fuori casa. E' una squadra molto, molto, molto equilibrata, capace di creare pericoli con i gli attaccanti, grazie alla forza fisica di Bogdani, alla velocità e all'intelligenza di Pellissier. E ' una squadra che sa creare difficoltà".

Anche se squalificato, Zlatan Ibrahimovic è stato vicino alla squadra in questi giorni?
"Ibra è tornato ad allenarsi giovedì. Ha lavorato bene con la squadra tra virgolette allenatrice, ha creato difficoltà ai compagni che tatticamente dovevano lavorare di più. Ha svolto il suo lavoro con tranquillità ed è andato a casa con tranquillità perchè è quello che deve fare. Una squalifica può capitare a chiunque, ora è arrivata a lui, ma una settimana l'hanno scontata anche Balotelli e Stankovic. E' qualcosa che capita a tutti coloro che giocano per un'intera stagione e arrivano, in questo momento, ad avere il settimo o ottavo cartellino giallo. E ovvio che Ibra è un giocatore importante per l'Inter, ma noi siamo una squadra: abbiamo giocato contro la Roma senza di lui e abbiamo realizzato tre gol; contro la Sampdoria e abbiamo vinto. Si può dire che senza di lui abbiamo conquistato quattro punti su sei. Ibrahimovic non è semplicemente importante, è il miglior giocatore del campionato italiano 2008-2009. Ripeto, la sua è un'assenza molto importante. Non voglio far credere il contrario e dire che siamo la stessa Inter anche senza di lui, però noi siamo una squadra e questa è la nostra forza: dimostrare sempre che lo siamo, e nei momenti difficili lo siamo anche di più, come è capitano quando abbiamo subito una sconfitta. Aabbiamo sempre avuto una grande reazione e per questo siamo una squadra di grande carattere".


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