Mourinho: "Io e l'Inter, un progetto comune"

MOURINHO: "IO E L'INTER, UN PROGETTO COMUNE"

"Mi sento parte integrante dell'evoluzione di tutto il club. Sono qui perchè mi piace tanto esserci"

APPIANO GENTILE - Questa la seconda e ultima sintesi della conferenza stampa di José Mourinho alla vigilia di Genoa-Inter, gara valida per l'anticipo dell'8^ giornata della Serie A Tim 2009-2010 in programma allo stadio "Luigi Ferraris" in Marassi a Genova (ore 20.45).

Mourinho: il presdiente Enrico Preziosi ha parlato dell'Inter come di una squadra 'con tante figurine' e del Genoa come di un gruppo che può giocarsela alla pari con i nerazzurri. Che cosa ne pensa?
"Non penso nulla".

Come giudica la prova di Davide Santon in campo mercoledì scorso con la nazionale italiana?
"Non ha cambiato in nazionale quello che sta facendo nel club, nè in meglio nè in peggio".

Goran Pandev potrebbe essere utile a questa squadra?
"Il mercato è chiuso e riaprirà a gennaio".

Quella di domani contro il Genoa è una gara che l'Inter deve affrontare consapevole delle proprie condizioni o andrete allo stadio "Ferraris" per fare la solita gara?
"Ma la solita dell'Inter è sempre una partita che si gioca per vincere. Poi, ovviamente, dipenderà da come si comportarà l'avversario, ma non mi sembra che il Genoa sia una squadra che permette al suo avversario di giocare 90 minuti nella sua metà campo: è una squadra troppo forte per poter lasciare l'avversario condurre la partita come e quando vuole e con il ritmo che vuole. Credo sia un tipo di partita domanda-risposta e risposta-domanda, giochiamo noi-difendete voi e viceversa: come tutte le partite contro il Genoa sarà una sorta di dialogo, non certo un monologo. In questo senso l'Inter dovrà saper difendere molto bene perchè il Genoa è una squadra che, se si proietta in attacco, può creare difficolta per la sua velocità e quando siamo noi ad aver palla tenteremo di far gol. Siamo una squadra che segna praticamente sempre, in tutta la stagione non abbiamo segnato solo contro la Sampodoria. Anche il Genoa segna sempre, forse non l'ha fatto solo nella trasferta a Udine che ha perso 2-0 e, infatti, sono Inter, Genoa e Roma le uniche tre squadre ad aver realizzato 14 gol. Si fanno sempre tantissimi commenti sul gioco di una squadra, su com'è e su come dovrebbe essere ma, alla fine, sono le statiche ad essere pragmatiche e oggettive e le statistiche dicono che ci sono solo tre squadre che hanno realizzato 14 reti - noi, la Roma e il Genoa - , che solo una squadra ha la più alta percentuale di pericolosità -  e questa è l'Inter-  e che c'è un'altra squadra che ha maggior possesso palla e l'Inter in questo è seconda. Per questo motivo, credo sia una partita di dialogo e non un monologo".

Thiago Motta potrà essere in campo domani?
"No".

Domani giocheranno sia Balotelli che Suazo?
"Potrebbero giocare tutti e due, ma anche nessuno dei due. Abbiamo disputato una grande partita contro la Juve a Pescara nel Trofeo Tim: abbiamo fatto bene senza attaccanti di ruolo, in campo c'erano Quaresma e Mancini....".

Oggi Mourinho sembra avere una personalità molto inglese: un po' fredda e distante, perchè?
"Non è così, ho già parlato ieri con Inter Channel e se parlo al canale tematico nerazzurro significa che parlo con tutti perchè tutti guardano e sentono".

Oggi l'Inter si allenerà per la prima volta sui nuovi campi. E' importante?
"E' molto importante, lo è per me, per i giocatori, per l'Inter e per il suo futuro, non solo per oggi. Sappiamo tutti che questa struttura è in piedi da tanti anni, che a poco a poco si potrà cambiare e questo è un cambiamento fondamentale: l'anno scorso non abbiamo potuto praticamente lavorare tra dicembre e febbraio perchè i campi sui quali ci allenavano erano in condizione drammatica; i giovani della Primavera non avevano mai avuto la possibilità di lavorare qui con la prima squadra, lo spazio di tanti metri quadrati è molto più adatto al lavoro rispetto all'avere un solo campo singolo. In questo momento abbiamo tutto qui: la possibilità di lavorare con la Primavera, la possibilità di definire lo spazio di lavoro di cui abbiamo bisogno, tecnologicamente abbiamo il meglio, pochissime squadre in Europa hanno dei campi con questa capacità di riscaldamento che non soffre nè ghiacchio nè neve, abbiamo delle condizioni di lavoro fantastiche. La società ha risposto molto, molto, molto bene alla mia richiesta e questo è qualcosa che rimane. La sensazione negativa che ho avuto quando sono arrivato qui un anno e mezzo fa, non si ripeterà quando arriverà un altro allenatore al mio posto perchè adesso i campi sono bellissimi e fantastici per lavorarci".

Se il presidente Moratti e l'Inter chiedessero a Mourinho di costruire un'Inter che dai Pulcini ai Giovanissimi cominci ad avere un'impronta di gioco come, ad esempio, quella dell'Ajax...
"Stiamo lavorando a poco a poco, con tranquillità. Siamo insieme in un progetto, adesso abbiamo la struttura ci permetterà di avere i ragazzi della Primavera vicino a noi. Non è ovviamente facile, ma stiamo lavorando in questa direzione. C'è comunicazione tra tutti noi e, come dicevo prima a proposito di Oriali, anche con tutti i rappresentanti del Settore Giovanile c'è un rapporto professionale ma anche d'amicizia. Siamo amici, lavoriamo tante ore nello stesso spazio, c'è comunicazione e un rapporto di lavoro molto positivo. Sono io il primo a dire che non mi interessa se l'Inter vince contro il Milan il derby Primavera o se chiude la stagione al primo o al terzo posto, voglio solo che tutti i giovani giocatori nerazzurri abbiano la giusta tranquillità e le giuste condizioni per lavorare nel modo che, stagione dopo stagione, arriverà in prima squadra qualche giocatore che possa avere un futuro con l'Inter del grandi".

Le piacerebbe creare una scuola del calcio che si occupi dei più piccoli oltre che dei grandi o ha un carattere per il quale dopo un po' di tempo ha voglia di cambiare e andare altrove?
"No, non si tratta di me, ma dell'Inter. Credo che le scuole di calcio siano poche, occorrono anni, anni e anni per costruirle e io mi sento parte integrante di questa evoluzione. Per la personalità che ho, posso dire che scelgo sempre di essere in un club dove mi piace tanto stare, se invece mi dovesse piacere e basta, già non avrei una certa voglia di rimanere. E' stato sempre così per me. In questo momento mi piace tanto stare qui e penso solo a questo".


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