Mourinho: "Sfida importante, non decisiva"

MOURINHO: "SFIDA IMPORTANTE, NON DECISIVA"

"Dopo la Dinamo ci saranno altre 3 gare nel girone: potremo fare 9 punti e qualificarci con 11 o 12"

APPIANO GENTILE - José Mourinho ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti" in vista di Inter-Dinamo Kiev, gara valida per il MatchDay 3 della Uefa Champions League 2009-2010 in programma domani, martedì 20 ottobre, allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro a Milano (ore 20.45).

Inter.it vi propone le dichiarazioni integrali del tecnico portoghese.

Mourinho: la gara di domani sarà decisiva per il futuro dell'Inter in Europa. Si avverte il peso di una sfida a eliminazione diretta?
"Inter-Dinamo Kiev non è una sfida decisiva: mancano quattro partite e 12 punti per concludere il girone. Sarà sicuramente una gara importante perchè a seconda del suo esito potremo avere maggiore tranquillità o una maggiore pressione, ma dopo quella di domani ci saranno ancora tre partite da giocare nelle quali potremo fare 9 punti. L'Inter ne ha 2, una squadra con 11 o 12 punti totali si qualifica senza nessun tipo di problema. Ripeto, quella di domani non è l'ultima partita del girone".

Samuel Eto'o ed Esteban Cambiasso potranno essere in campo domani sera?
"Non lo so. Ieri non si sono allenati con il gruppo, oggi lavoreremo nel pomeriggio e l'allenamento sarà aperto alla stampa. Sicuramente non potranno allenarsi con i compagni, ma potremo comunque capire se sarà possibile o meno vederli in campo. Questa mattina abbiamo intravisto un piccolo spiraglio che non potevamo vedere tre giorni fa per Milito, non per Thiago Motta soprattutto perchè non vogliamo rischiare un giocatore importante, ma che agisce in un ruolo dove attualmente ci sono altri compagni disponibili. Con Diego invece c'è una situazione diversa perchè non ci sono così tanti attaccanti e se c'è una piccola possibilità di vederlo in campo, la coglieremo".

Il modulo utilizzato sabato scorso a Genova può essere un punto di partenza per l'Inter?
"In passato avevo già schierato la squadra con quel modulo. Chi ha prestato maggiore attenzione avrà potuto capire che abbiamo giocato così contro Lecce, Catania e in qualche altro spezzone di gare. Quest'anno l'abbiamo usato nell'amichevole contro il Chelsea disputata in America dove Balotelli era l'unico attaccante e in allenamento continuiamo a provarlo ogni tanto. Non facciamo nulla per istinto, quello che facciamo è sempre la conseguenza del lavoro che facciamo e per la gara contro il Genoa, le caratteristiche dell'avversario, del gioco che ci aspettavamo e dei giocatori che avevamo a disposizione, abbiamo deciso in questo modo. Per la stampa si tratta quasi sempre di modulo o di tattica ma per me, che considero un giocatore come un uomo e una squadra come un gruppo di undici giocatori che sono undici uomini, l'effetto psicologico e mentale è fondamentale. A Genova, la squadra ha disputato una partita del genere perchè ha avuto un approccio psicologico alla gara fantastico".

Si possono trarre indicazioni in funzione della sfida di Champions dalla partita di Genova?
"No. E' la stessa cosa che ho detto sabato sera ai giocatori prima di scendere in campo e cioè che il miglior modo di preparare la gara di Champions non sarebbe stato riposare, giocare al 50 per cento o lasciare i giocatori importanti in panchina, bensì uscire dallo stadio di Genova con gioia. La gioia arriva quando si vince e si gioca bene, ovviamente dopo quella gara la squadra era molto felice e fiduciosa, ogni giocatore ha fatto il suo lavoro molto bene e credo che in queste ore prima della gara contro la Dinamo la squadra sia felice e, ripeto, a mio parere il miglior modo di preparare una partita importante è essere felici".

Tra i calciatori felici c'è anche Patrick Vieira?
"Quello che mi piace di Patrick in questo momento è la sua professionalità. Un giocatore con la sua qualità e con il suo passato non è stato convocato con la sua nazionale ed è rimasto qui a lavorare con quattro o cinque rappresentanti della prima squadra e tanti ragazzi dlla Primavera, ha giocato un'amichevole che era stata programmata per i giovani ed è stato super professionale lavorando per la sua condizione e se entra in campo lui può fare qualcosa di positivo per la squadra. A Genova ha giocato 45 minuti in una gara difficile, di alta velocità, alta intensità e l'ha fatto molto bene. Qualche volta ci sono dei problemi, a Kazan per esempio avevo a disposizione solo tre giocatori a centrocampo, non c'erano nè Muntari nè Motta nè Sneijder, adesso ci sono tutti, non abbiamo bisogno di rischiare Thiago che lavorerà per 4 o 5 giorni in più e ritornerà sicuramente per affrontare il Catania. Si tratta della gestione dei giocatori che a volte è possibile, altre no. Ho sempre detto che in Champions il momento è fondamentale, quello attuale per noi è un momento di difficoltà nella zona d'attacco dove Milito ed Eto'o sono in dubbio, Balotelli è squalificato e c'è solo Suazo che è disponibile. Però, in questo momento, a livello di squadra crediamo di poter vincere".

Quali sono le insidie della Dynamo Kiev e quali quelle mentali dell'Inter in relazione alla Champions League in quanto squadra con  faccia diversa nelle gare in Europa rispetto al campionato?
"Si tratta di due competizioni completamente diverse. Poco fa ho sentito dire a Sulley di molto vero: la Champions Laegue è una competizione di campioni. Può capitare non lo sia quando una squadra fortunata viene abbinata a una che ha chiuso il suo campionato in terza posizione e dopo ha avuto nelle eliminatorie la possibiulità di arrivare in Champions, ma in generale ogni girone è un girone di campioni. Abbiamo affrontato i campioni di Russia, affronteremo quelli dell'Ucraina, ricordando che la Dinamo è composta per più del 50 per cento da giocatori che fanno parte della nazionale ucraina che disputerà i playoff e che è ad un passo dal campionato del mondo, poi ci sono due o tre brasiliani, due o tre giocatori della ex Jugoslavia, della Serbia e della Croazia. E' una squadra che è in una buona posizione nel suo campionato e questo le permette di avvicinarsi alla gara contro l'Inter con un atteggiamento forte: è anche una squadra che è stata sconfitta in casa dal Barcellona, ma che avrebbe potuto segnare un gol in qualunque momento della gara lasciandola fino alla fine con un risultato dubbio. E' una squadra che ha tutto: struttura fisica impressionante, grandissima organizzazione perchè ha un allenatore di grandissima qualità ed esperienza in questa competizione, una squadra con velocità sulle fascie grazie a giocatori come Oleg Gusev o Shevchenko e che in attacco ha i due migliori centravanti di tutta l'Ucraina, uno giovane di grandissima qualità e potenziale come Milevskiy e Sheva, che è sempre Sheva e che, se non lo è ancora, sarà dopo Raul il giocatore ad aver realizzato più reti in questa competizione. Non c'è bisogno di parlare di quello che lui ha fatto in Europa. La Dinamo è una squadra di qualità e saranno due partite difficili per noi ma, come ho detto alla vigilia dell'ultima gara di campionato, la gara con il Genoa darebbe stata molto difficle per noi, ma anche per il Genoa, adesso dico lo stesso: la gara di domani sarà difficile per noi, ma non facile per la Dinamo".


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