Mourinho: "Pandev, un attaccante moderno"

MOURINHO: "PANDEV, UN ATTACCANTE MODERNO"

"Mi piace l'orario di domani, non sarà un problema. Anzi, per i giocatori addirittura un vantaggio"

APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Chievo-Inter, gara valida per l'anticipo della 18^ giornata della Serie A Tim 2009-2010, in programma allo stadio 'Marcantonio Bentegodi' a Verona (ore 12.30). José Mourinho, dopo l'ultimo allenamento, ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa al centro sportivo "Angelo Moratti".


Inter.it vi offre la prima parte delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro.


Si ricomincia dopo una sosta natalizia più breve rispetto allo scorso anno, stile campionato inglese. La preferisce? E poi, cosa ne pensa del fatto che si gioca alle 12.30?
"La sosta non mi piace in assoluto. Se poi però ci deve essere per forza, la preferisco più breve possibile, come questa. Per questa ragione sono contento di tornare a giocare. Ad Abu Dhabi per tre giorni abbiamo lavorato, anche l'amichevole contro l'Al Hilal è stata importante, ha permesso a ogni giocatore di giocare 45 minuti, addirittura 90 minuti a Marco Materazzi, quindi è stata importante, avendo portato un po' di quella intensità di gioco che serve per prepararsi alle gare vere. Poi quando siamo tornati abbiamo fatto il nostro lavoro e ci siamo preparati per questa gara. Giocare alle 12.30 secondo me non è un problema, non è una scusa, non è un alibi per nessuno. Mi sembra, anzi, che possa addirittura essere meglio, perché se c'è una cosa che non mi piace sono le ore in cui si attende la partita: svegliarsi alle nove del mattino e poi giocare alle nove di sera, con tutta una giornata a fare niente, stando solo ad aspettare la gara, non è bello. Se tu invece ti svegli alle otto del mattino, mangi, ti metti sul pullman, vai allo stadio e giochi, credo che sia molto meglio. Mi piace di più e credo che sarà un'esperienza positiva anche per i giocatori".

Ci può dare un suo giudizio sull'arrivo di Goran Pandev?

"È un attaccante moderno, un attaccante multifunzionale, che sa giocare con due uomini davanti, ma anche con tre, che gioca sul destro, ma anche sul sinistro, che gioca come centravanti se si gioca con due uomini davanti, lo ha fatto con la Lazio agli ordini di Delio Rossi, a volte con il tridente con Rocchi e Zarate. Si è allenato per qualche anno con un bravo allenatore come Delio Rossi, per questo credo che sia un ragazzo con cultura tattica. Abbiamo parlato un po' insieme, abbiamo lavorato pure un po' per fargli capire il nostro gioco e mi sembra che avrà sì bisogno di recuperare l'intensità e la dinamica del suo gioco, però a livello di capire qual è il gioco dell'Inter e di adattarsi tatticamente al gioco dell'Inter, non mi sembra che farà fatica".

Come accaduto per Wesley Sneijder al suo arrivo, sta pensando di farlo giocare dall'inizio? Le condizioni dei due sono le stesse?
"Sono un po' diverse, perché Sneijder aveva giocato qualche gara con il Real Madrid e tante partite con la Nazionale, arrivava insomma con abbastanza minuti di partita nelle gambe. Per Pandev è un po' diverso, perché sono parecchi mesi che non gioca, ha disputato solo due gare con la Nazionale. Altra differenza tra i due, il fatto che Sneijder sia arrivato in momento in cui la squadra aveva 'un buco' là, in quella posizione, mentre Pandev gioca davanti, dove abbiamo Balotelli, Milito, Quaresma che torna, Arnautovic che pure lui è stato convocato. Insomma, la situazione è diversa, però lui è a disposizione ed è un giocatore che mi piace tanto: a me sembra che domani giocherà. Non so quanto tempo ma giocherà".

Ricardo Quaresma è pronto per avere un'altra chance domani?
"Anche lui l'avrà, anche se purtroppo non ha giocato a Riyad, quando invece sarebbe stato importante per lui rientrare, però psicologicamente sta molto bene. E né lui, né io, né i suoi compagni ci dimentichiamo la partita che ha fatto contro la Fiorentina, che per lui sarà sicuramente un punto di partenza. Quaresma conosce quanto è difficile giocare in Italia, contro difensori bravi, aggressivi, forti fisicamente come quelli italiani, ma mi sembra che in questo momento abbia tutte le condizioni per essere il giocatore che l'Inter ha comprato".

Il Chievo è definita una delle sorprese di questo campionato e l'Inter lo affronterà con molte assenze a centrocampo. Ha già deciso come rimediare a queste assenze?

"Zanetti, Vieira e Sneijder sono ovviamente tre giocatori di centrocampo che ho a disposizione, poi ho anche i ragazzini, ma anche Chivu che può giocare a centrocampo e anche Quaresma, che in Austria contro il Bahrein in amichevole, ha già fatto l'interno destro del rombo. Insomma, è vero, mancano quattro giocatori di centrocampo, Motta, Muntari, Cambiasso e Stankovic, però non ci sono e adesso non è quindi il caso né di pensarci su troppo, né di piangerci su. Andiamo a Verona con quelli che abbiamo e grazie alla nostra organizzazione di gioco possiamo farcela".

Una considerazione su questo mercato di gennaio: quale squadra si è rinforzata di più?

"Quando si fa qualcosa a gennaio si fa sempre qualcosa di importante, perché quando si opera a gennaio lo si fa perché c'è un buco, c'è spazio, c'è una debolezza, mentre ogni tanto in estate si scherza un po', tra virgolette si scherza un po'. A gennaio, invece, si solito, si va direttamente al bersaglio, a quello di cui si ha veramente bisogno. La Roma ha trovato in Toni un giocatore perfetto per il calcio italiano; Beckham torna, non è la sua prima volta qui, e se ha fatto bene l'anno scorso non c'è nessuna ragione per cui non possa fare meglio quest'anno; Dossena è un altro che torna e Pandev è un giocatore che ha giocato tutta la vita in serie A. Per questo mi sembra che tutti e quattro siano giocatori senza punti interrogativi, di qualità, senza la necessità di tempo per adattarsi. Mi sembra insomma che siano tutti e quattro buoni acquisti. E dopo sono stati fatti anche altri buoni acquisti, come Cribari, Suazo. Acquisti comunque importanti per colmare delle debolezze".

Quanto tempo servirà a Pandev, in termini di settimane, per riacquistare il giusto ritmo non avendo giocato con regolarità per tanti mesi?

"Non lo so, dipende dal suo profilo. Io dico sempre che l'aspetto psicologico fa miracoli e in questo senso la sua grandissima motivazione, la sua grande voglia di misurarsi nuovamente in una competizione, penso possano essere importanti. Quando ho parlato con lui, lui ovviamente non mi ha detto 'sono in condizione di giocare novanta minuti', però mi ha detto 'io gioco quanto vuole lei mister'. Può forse non essere al top delle sue condizioni, psicologicamente ha una voglia molto grande di fare, e questo significa che ogni minuto che gioca lo utilizzerà per migliorare e che dopo Siena, quando avremo una settimana completa di lavoro prima di giocare nuovamente, potrà avere a disposizione dei giorni molto importanti per lui per capire tutti i nostri processi e per trovare la condizione migliore".

In questo momento, quante possibilità ci sono che Vieira rimanga all'Inter?

"Penso pochissime. Però mi fido tantissimo di lui, nel senso che mentre è qua so che è un giocatore importante, un giocatore che ha giocato tanto, un giocatore che nonostante non sia titolare è stato sempre utilizzato in tutte le competizioni, un giocatore che è sempre stato in rosa. E' insomma un giocatore della cui professionalità mi fido. Molto probabilmente lui e la società e un'altra società stanno finendo un processo che secondo me porterà alla sua partenza tra qualche giorno o tra qualche settimana, ma mentre lui è qua per me è un giocatore di cui mi fido tanto".


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