Mourinho: "Tre punti e il calore dei tifosi"

MOURINHO: "TRE PUNTI E IL CALORE DEI TIFOSI"

"Andare sul mercato? La società ha già fatto molto e bene in estate, sono d'accordo con Moratti"

APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Inter-Siena, gara valida per l'anticipo serale della 19^ giornata della Serie A Tim 2009-2010, in programma allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, a Milano (ore 20.45). José Mourinho, nel consueto appuntamento della vigilia, ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo "Angelo Moratti".

Inter.it vi offre la seconda parte delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro.

 

Pensa che adesso sia necessario tornare sul mercato?
"Prima di tutto voglio dire che la fortuna è importante. Aver perso Materazzi e aver recuperato Samuel ci lascia in uno stato di equilibrio, mentre perdere Chivu e non avere Santon no, già è più difficile, come è stato difficile nella partita scorsa non avere tutti quei giocatori a centrocampo. Ma con un po' di fortuna l'equilibrio si trova. Per esempio, contro il Siena non abbiamo Cambiasso, Muntari e Vieira però tornano Stankovic e Motta. E' senza la fortuna che è un problema. Suazo è andato via, però Pandev è un giocatore con qualità diversa, che dà qualità alla squadra. Amantino Mancini non sappiamo ancora se andrà via o meno, però se dovessere andare via, fra Quaresma e le piccole evoluzioni che sta dimostrando Arnautovic e Pandev che può giocare sulla fascia, non ci saranno problemi. Per quanto riguarda Vieira, se abbiamo tutti i giocatori di centrocampo a disposizione non è un gran problema, però lo è adesso. Mancano cinque mesi per finire il campionato, ma io sono d'accordo che non si può fare niente né oggi né domani con supervelocità, si deve valutare la situazione con tranquillità, e alla fine del mese vedremo se qualcosa di equilibrato e facile da fare si potrà fare, perché sicuramente un grande affare, di grandi dimensioni, non lo faremo, e sotto questo punto di vista sono d'accordo con il presidente che il club ha lavorato bene in estate e dobbiamo vedere come stanno le cose".


Ma non è un po' rischioso affidarsi alla fortuna?
"Io più che affidarmi solo alla fortuna mi affido alla nostra capacità di squadra di rispondere alle difficoltà. A Verona non avevamo un terzino sinistro però Cordoba ha giocato lì e ha fatto un gran lavoro per noi. E' così, domani non avremo un terzino sinistro, ma avremo Zanetti, Samuel, a disposizione per dare tutto. Non mi affido solo alla fortuna, mi affido anche a questo spirito di squadra che è molto positivo, spirito di chi vuole dare tutto. Io scherzavo ieri dicendo che Pandev avrebbe potuto fare il terzino sinistro, ma in caso di emergenza si può fare tutto, come ha fatto Muntari. Perché la squadra è più importante dei singoli, per questa ragione abbiamo un gruppo fantastico. Preferirei avere un giocatore per equilibrare la situazione e lasciare tutti un po' più tranquilli però sono io il primo a dire che la società ha lavorato bene in estate, ha continuato a lavorare bene con l'arrivo di Pandev, e se non arriva nessuno, non arriva nessuno. Va bene lo stesso".


Ritornando al discorso di Balotelli, come dovrebbe comportarsi secondo lei? Sono giuste le sue reazioni?
"Purtroppo è così, la società in cui viviamo è così. Ci sono giocatori africani, di colore, che arrivano in Europa e situazioni simili le ignorano, mentre ci sono altri che reagiscono in altro modo, in modo negativo, e hanno il diritto di farlo, dipende dalla loro personalità. A me quello che lascia sorpreso non il fatto che Mario abbia avuto cinque secondi di parole non felici, perché Mario è Mario, lui è così. Quello che mi lascia un po' sorpreso è il modo in cui il potere, fra virgolette, ha reagito a questa situazione. Non capisco perché Mario sia stato sanzionato. Io continuo a dirgli che deve entrare in campo e dimenticare tutto e tutti, che non deve dare retta a nessuno, che deve fregarsene, giocare a pallone e finire la gara e andare a casa, però sicuramente non è facile. Però di Mario preferisco analizzare il suo contributo alla squadra, quello che ha fatto per 90 minuti, per 50, per il tempo che sta in campo. A Verona ha giocato molto bene per noi, anche in fase difensiva, ha fatto davvero bene. Non mi arrabbio per il fatto che non giocherà domani, non mi arrabbio per il cartellino giallo 'naif', mi concentro solo su quello che ha fatto in campo: ha giocato bene per noi".


Cosa ne pensa del fatto che dopo il match di Verona sia stata multata solo l'Inter e non altrettanto sia accaduto al Chievo?

"L'unica cosa che mi sento di dire è che l'ideale per noi è che i tifosi dell'Inter - di una società che ha un nome grande nella storia e a livello internazionale, di un club aperto a tutti, con tanti giocatori di origine africana - si comportino in un certo modo, si comportino bene. La nostra è una società dove noi guardiamo a manifestazioni anche piccole del nostro pubblico come a manifestazioni di un pubblico che non sembra il nostro. Alcune cose non sono da Inter. E se gli altri le fanno contro i nostri giocatori, non significa che noi dobbiamo fare lo stesso con i giocatori avversari. Per questa ragione mi aspetto che nel fututo, sia a San Siro sia quando giochiamo fuori, qualche giocatore non senta mai quello che sentono Mario e Muntari. L'Inter è questo. Comunque non capisco perché i nostri tifosi siano stati trattati in un modo e gli altri no. Questa è la stessa domanda che mi ponevo prima. Io stesso vedo un arbitro parlare con tranquillità con la panchina vicina alla mia, mentre io vengo guardato da 50 metri di distanza e subito corrono per mandarmi fuori. E' la stessa situazione, la differenza tra uno e l'altro. Lo stesso è accaduto con i nostri tifosi".

 

Alla luce dell'infortunio di Cristian Chivu, c'è necessità di un rinforzo in difesa?

"C'è sempre un rischio, però speriamo che torni Materazzi. Ci sono Lucio, Cordoba e Samuel: ci siamo".

 

E' sembrato meno arrabbiato del solito con Balotelli: Mario sta migliorando?

"Non vale la pena arrabbiarmi, è quello che dicevo prima: preferisco valutare quello che fa in campo da un punto di vista tecnico-tattico, l'importante è che faccia quello che vogliamo noi, che cambi mentalità a livello di lavoro di squadra, a livello di lavoro difensivo. Questo mi piace. Poi, il cartellino giallo, è un cartellino giallo a Mario, 'naif', niente da fare: vediamo le cose da un punto di vista positivo, non gioca col Siena, ci sarà a Bari e con il Milan. Vediamo le cose da un punto di vista positivo: come il fatto che dopo il giallo sia riuscito lo stesso a giocare bene a Verona, in maniera controllata, senza rischi, come invece è accaduto in passato".

 

Cosa significa essere campioni d'inverno per Mourinho?

"Nulla. Le statistiche servono a poco, i campioni d'inverno non esistono, esistono solo in Russia dove il campionato finisce in inverno, in Europa non ci sono campioni d'inverno. Però, mi piace avere un vantaggio che ci permette di dire oggi che domenica sera l'Inter in ogni caso sarà leader, questo ci dà tranquillità. E se noi vinciamo col Siena, come dicevo prima, saremo ancora più tranquilli. Campioni d'inverno non lo scrivo di certo nel mio curriculum vitae".


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