Mourinho: "Contano i punti, non il record"

MOURINHO: "CONTANO I PUNTI, NON IL RECORD"

"Non ho mai fatto niente per la lunga imbattibilità interna; neppure sapevo bene quando è iniziata"

APPIANO GENTILE - Domani è il giorno di Inter-Sampdoria, gara valida per l'anticipo serale della 25^ giornata della Serie A Tim 2009-2010, in programma allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, a Milano (ore 20,45). José Mourinho ha incontrato i giornalisti, nella consueta conferenza stampa della vigilia, al centro sportivo "Angelo Moratti".

Inter.it vi offre la seconda e ultima parte della versione integrale delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro.

 

E' più facile o più difficile affrontare la Sampdoria senza Antonio Cassano?

"Non lo so. E' difficile giocare contro una squadra piena di morale e di fiducia. Nel girone di andata arrivavano da quattro-cinque vittorie e ora è la stessa cosa: l'Inter affronta sempre la Sampdoria nel momento migliore per la loro autostima. Ma loro sanno bene che non sarà facile domani e che noi entreremo in campo per vincere la gara".

 

Juventus e Sampdoria, le uniche due squadre che hanno battuto l'Inter in campionato, hanno avuto poi un grande calo. Sembra quasi una maledizione...

"Penso che la Sampdoria stia bene: magari non hanno avuto un cammino regolare, però hanno vinto quattro-cinque partite di fila all'inizio, poi tre mesi dopo l'hanno rifatto, e quindi mi sembra che stiano molto bene sommando tutti i punti raccolti. E considerando che non giocano per vincere lo scudetto, ma per conquistare un posto in Europa. In questo senso stanno facendo un campionato bellissimo. Forse, a noi allenatori, piace di più equilibrio o una strada più equilibrata, senza passare prima un momento spettacolare e poi uno orribile. A loro per un mese o due è mancata questa tranquillità, visto che in quel periodo hanno perso tutte le partite, però in classifica adesso stanno molto bene".

 

Le ha dato fastidio che la partita del Milan contro il Manchester United sia stata paragonata a quella dell'Inter contro la stessa formazione inglese della passata stagione?

"No. Non sapevo neanche che avevano fatto questo paragone".

 

Nelle gare contro Parma e Napoli avete perso l'occasione di dare il colpo del kappaò al campionato? Forse l'Inter in questo deve ancora crescere?

"No. Dare il colpo del kappaò a gennaio o febbraio può succedere solo in campionati che io non seguo, come ad esempio in Lussemburgo, in Lichtenstein o a Malta. Non so se in quei campionati c'è una squadra con 20 punti di vantaggio, non lo so veramente. Guardo i campionati importanti. In Spagna, Real e Barcellona hanno due punti di distacco. In Inghilterra c'è un punto tra Chelsea e Manchester. In Germania hanno gli stessi punti le prime in classifica. In Portogallo tra Benfica e Braga c'è un punto di differenza. Non conosco nessun campionato top nel quale ci sia già un kappaò. Un torneo lungo è fatto da momenti importanti nei quali fai 15 punti in 5 partite, ma anche da momenti di difficoltà. Dopo le vittorie con Milan e Cagliari avevo detto, proprio in conferenza stampa, che magari sarebbe arrivato il momento nel quale noi avremmo magari perso una gara e pareggiato un'altra lasciando per strada cinque punti. Non è arrivata la sconfitta, sono arrivati due pari in due campi non facili, in un periodo di tempo nel quale abbiamo disputato quattro gare in dieci giorni. Abbiamo conquistato due punti che per me sono positivi. Se si parla di una gara isolata da un contesto, un pari a Napoli o a Parma è un risultato che non mi piace. Però, se parliamo di continuità e di quello che significa giocare un campionato o una stagione con tante competizioni e partite, i due punti in due trasferte dure sono due risultati positivi. La squadra era un po' stanca, ma non è un problema, né una novità, né un dramma, è una sorpresa. Gli avversari hanno preparato molto bene quelle gare visto che giocare contro l'Inter dà sempre grandi motivazioni. Per qualche allenatore, che nella sua carriera non ha neppure vinto la Coppa Lombardia o la Coppa Toscana, diventa la cosa più importante fare risultato contro Mourinho. E quindi sono normali questo tipo di risultati per noi e per me: per questo motivo considero positivamente i due pari con Parma e Napoli".

 

Ma quanto assomiglia l'Inter che ha costruito sino a oggi a quella che Mourinho aveva e ha in mente?

"Ho sempre parlato di momenti e dettagli, e a volte la squadra che arriva ai momenti chiave non è quella che tu hai in mente, che hai idealizzato. Faccio un solo piccolo esempio riguardo alla gara di mercoledì: per caratteristiche del nostro avversario, caratteristiche fisiche, di intensità di gioco e di stile, avrei bisogno di Zanetti a centrocampo. Se non c'è Santon e Zanetti gioca come terzino sinistro, perché non ho altre opzioni, già la squadra sarà diversa da quella che avevo in mente. Per questa ragione è molto difficile parlare in modo assoluto. Però, ripeto, l'Inter di oggi è una squadra migliore di quella della passata stagione".

 

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha dichiarato che non la prenderebbe come allenatore. Andrebbe mai ad allenare una squadra con De Laurentiis come presidente?

"Non ha soldi per me... " (ride, ndr)

 

Mercoledì, Mario Balotelli era a San Siro a vedere la gara del Milan in Champions. Che ne pensa?

"Normalissimo. Normalissimo. Noi giochiamo col Chelsea mercoledì e, se dovesse arrivare Gattuso a vedere la gara, perché ha piacere di guardarla, o se arrivasse Nesta, curioso di gustarsi una gara importante, non vedrei nessun dramma".

 

Roberto Bettega, dopo le sue dichiarazioni di Napoli in merito al rigore concesso ad Alessandro Del Piero contro il Genoa, ha detto che sarebbe meglio che Mourinho guardasse a casa sua e non parlasse più della Juventus...

"Allora perché noi oggi parliamo di Bayern Monaco-Fiorentina? Solo perché possiamo guardare in casa nostra? Tutti parlano di Bayern-Fiorentina in Italia e penso che i professionisti della Fiorentina meritino che si parli di questa cosa. Allora in questo momento perché non diciamo tutti 'guardiamo solo in casa nostra' e facciamo parlare solo Prandelli di questo? Ma non c'è solo Prandelli che parla, parliamo tutti: tutti voi giornalisti, Federazione, Lega Calcio, tutti ne parliamo. Per quale ragione quando si parla di calcio italiano, in quello che succede nel calcio italiano, dobbiamo fare tutti come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia? O c'è coerenza o non c'è coerenza. Se oggi il signor Bettega dice che dobbiamo stare tutti zitti perché non si può parlare di Bayern-Fiorentina, perché di quella partita devono parlare solo Rumenigge, Van Gaal, Prandelli e Della Valle, allora siamo coerenti e stiamo tutti zitti... Però di area con 25 metri ce n'è solo una in Italia... ".

 

Torniamo al campionato. Mourinho aveva dichiarato che era forse arrivato il momento di gestire i punti di vantaggio...

"No, avevo detto che il miglior modo di gestire il vantaggio è vincere le gare. Si può pareggiare perché sei davanti, e quando sei davanti puoi pareggiare, invece la Roma e il Milan non possono farlo perché vogliono recuperare. Però il miglior modo di gestire la situazione è sempre vincere. Se noi pareggiamo quattro o cinque gare di fila non avremmo più questo vantaggio. Bisogna rispettare il campionato e accettare che non si può vincere sempre. Però bisogna vincere qualche volta... ".

 

Domani sera, se l'Inter non perderà, saranno otto anni che Mourinho non perde una gara interna di campionato e di coppa nazionale. Se guarda indietro, avrebbe mai pensato di poter stabilire questo record?

"L'unica cosa che mi viene in mente è che non ho mai fatto niente, in assoluto, per alimentare questo record. Ho avuto delle gare che stavamo pareggiando a dieci minuti dalla fine e nelle quali abbiamo rischiato tutto per vincere. Non ho mai fatto niente pensando che non potevo perdere per aggiungere una partita in più al record. E domani sarà esattamente la stessa cosa. Se a dieci minuti dalla fine non staremo ottenendo la vittoria che noi vogliamo, rischierò tutto come ho sempre fatto. Non ho mai giocato per questo record, veramente. E questo record ha un solo significato: ha aiutato il Porto a vincere due campionati, il Chelsea a vincere due campionati e l'Inter a vincere un campionato. Quando una squadra vince praticamente tutte le gare in casa, pareggiandone solo alcune e quindi non perdendo più di otto-dieci punti, ha conquistato praticamente mezzo campionato. Questo è l'unico significato del record. Non ricordo il numero di gare consecutive, sapevo che non perdevo dal 2002 perché quella era la mia prima stagione al Porto, però non sapevo giorno e mese nei quali è iniziata la serie. Solo oggi ho saputo la data, perché mi hanno segnalato l'articolo su un quotidiano sportivo (ndr: 'Il Corriere dello Sport'). Il record, dunque, ha un solo significato: i risultati in casa aiutano a vincere il campionato. E cambierei il record se mi potessero dire che, invece di ottenere tre pari nelle prossime tre gare, arrivassero due vittorie e una sconfitta. Arrivederci al record, ma due vittorie uguale sei punti, mentre con tre pareggi di punti ne avrei solo tre... ".

 

Rispetto all'ultima gara disputata dall'Inter negli ottavi di finale della Uefa Champions League, che cosa è cambiato?

"Vi racconto una cosa divertente. Nell'ufficio dei miei assistenti c'è una foto della squadra di quando siamo arrivati qui ad Appiano e ieri stavo mettendo una croce su ogni persone che non lavora più con noi: 14 giocatori sono andati via, un preparatore ora è alla Juventus, un altro preparatore porta avanti la sua attività all'estero, un assistente lavora da primo allenatore in Portogallo. La squadra è completamente diversa e noi siamo felici ed orgogliosi del fatto che la squadra stia continuando a vincere e cercando di fare meglio nonostante questi cambiamenti. Abbiamo costruito, costruito tanto. Sicuramente avremo un futuro migliore: quando sono arrivato nella squadra c'erano tanti giocatori che erano alla fine della loro carriera, adesso ci sono tanti giovani sui quali costruire il futuro".

 


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