Benitez: "La gara più importante, la prossima"

BENITEZ: "LA GARA PIÙ IMPORTANTE, LA PROSSIMA"

"Pensiamo un match alla volta. E poi, prima di tutto viene la nostra squadra, sempre protagonista"

APPIANO GENTILE - Rafa Benitez ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa della vigilia, in vista di Inter-Bari, gara valida per la 4^ giornata della serie A Tim 2010-2011 in programma domani, mercoledì 21 settembre, allo stadio "Giuseppe Meazza" in San Siro, a Milano (ore 20.45).


Inter.it propone la seconda e ultima parte della versione integrale delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro


Quanto il 'rumore di fondo' prima delle grandi partite, delle quali ha parlato, la infastidisce?

"Niente. Io sono una persona a cui piace lavorare in campo e sapere cosa possiamo migliorare lavorando in campo. Il resto non posso controllarlo. Meglio essere concentrati sulle cose che possono essere controllate. Era una curiosità la mia ma niente di più".

Qual è la cosa che è piaciuta di più a Benitez della gara di Palermo?

"Ho già detto che mi è piaciuto molto come la squadra sta migliorando. La gara di Palermo è la migliore che abbiamo fatto. Nel secondo tempo contro il Bologna abbiamo fatto bene, abbiamo fatto molto bene il secondo tempo contro l'Udinese, con pressing alto, facendo tutto per vincere. La differenza è che il Palermo ha continuato a giocare in maniera offensiva, avendo quindi magari qualche difficoltà in difesa, con noi che invece abbiamo fatto molto bene in attacco. Penso che abbiamo fatto davvero molto bene a Palermo, comunque anche nelle altre partite abbiamo fatto bene".

Pensa al turnover?

"Pensiamo una partita alla volta, l'ho già detto".

Le correzioni che fa in corsa durante la partita possono anche essere un'opzione per cominciare la gara?

"E' una possibilità, ma non sono questi cambiamenti a essere decisivi. Sono più importanti l'intensità e la determinazione, non è il modulo che fa la differenza".

Su sei partite ufficiali l'Inter è andata in svantaggio in quattro occasioni, c'è qualcosa da correggere?

"Mostrare il carattere della squadra è una cosa buona, ma preferirei fare bene all'inizio. Nei primi trenta minuti contro il Palermo abbiamo avuto diverse situazioni da gol, se dopo abbiamo fatto un errore questo non vuol dire che non avessimo avuto occasioni prima. Non so se è una casualità, ma forse se segniamo alla prima occasione la gara può essere diversa. Forse dobbiamo avere un po' più di concentrazione, però non è un problema se dopo trenta minuti abbiamo già creato quattro occasioni nitide da gol".

Sostiene che a Palermo si è vista l'Inter migliore, forse anche per l'atteggiamento della squadra siciliana?

"Mi è stato chiesto se quella per me era la migliore partita, io sono d'accordo sul fatto che abbiamo giocato bene trenta minuti e un buon primo tempo, la differenza con le altre gare è stata che ad esempio il Bologna ci aspettava in difesa, il Palermo è una squadra che ha dei giocatori che giocano più avanzati e quindi abbiamo avuto più spazi".

L'Inter che ha in testa si sta avvicinando, a prescindere dall'avversario?
"Sì, è chiaro che per me la cosa più importante è la nostra squadra, ogni settimana siamo un po' meglio. Poi, si può vincere o no, ma si vede che la squadra ha le idee chiare e va sempre più vicino a quello che vogliamo ottenere".

Nella sua filosofia è molto importante lo studio dell'avversario per decidere gli uomini da schierare?
"La prima cosa è la nostra squadra, vediamo cosa vogliamo fare e sceglierò i giocatori giusti per questa partita. Solo dopo guardiamo gli altri e se dobbiamo fare un cambiamento per aggiustare meglio le cose, possiamo farlo e non sarà un problema. Ma nella mia idea una squadra come l'Inter deve sempre essere protagonista e pensare di poter fare quello che desidera".

Cristian Chivu potrebbe soffrire la velocità di Alvarez?
"(sorride, ndr) Mi avete fatto una domanda su Milito, poi una su Chivu, alla fine vi dico la formazione... Ripeto quello che ho già detto: la nostra squadra deve essere protagonista, se vogliamo controllare la partita dobbiamo farlo con i giocatori dei quali abbiamo fiducia e che possono giocare bene. Dopo, se vogliamo aggiustare qualcosa, lo facciamo, ma all'inizio la nostra idea e la nostra mentalità è controllare il gioco ed essere protagonisti con le nostre idee e con il possesso palla, se dobbiamo fare pressing faremo pressing, se dobbiamo giocare in contropiede giocheremo in contropiede".

Tra le sue ipotesi di squadra esiste un centrocampo a rombo con Thiago Motta e Stankovic interni?

"Ho detto all'inizio che a volte mi piace aspettare, Molowny Molowny, lo dico sempre come idea per aspettare un poco. Thiago Motta ha almeno due-tre settimane di lavoro, a quel punto parleremo di questa idea".

Stankovic può giocare anche al fianco di Cambiasso davanti alla difesa?

"Lui è un giocatore di qualità ed esperienza e ha giocato in tante posizioni del centrocampo, come ad esempio sulla destra. Abbiamo scherzato con lui quando ha giocato sulla destra, dicendogli che erano tornati i tempi della Lazio, dove era stato utilizzato lì e doveva fare la fascia avanti e indietro Penso che lui possa giocare a fianco a Cambiasso perché ha qualità e può farlo tatticamente".

Si aspettava l'Inter prima in classifica dopo tre giornate?
"Sono molto contento di essere in questa posizione di classifica, mi aspetto di migliorarla se possibile, ma questa non è la cosa che fa la differenza, a me interessa che la squadra possa migliorare. Questa squadra può crescere, sono sicuro che lo farà. Sono contento di essere in questa posizione ma ogni settimana dobbiamo mostrare dei miglioramenti e allora sarà più facile parlare della classifica".

Ci vuole parlare del rapporto particolare che ha avuto con la Juventus?

"La partita più importante è sempre la prossima, quindi quella di domani, contro il Bari. Una squadra che ha fatto bene in questo inizio di campionato e anche nello scorso. Rispetto il Bari perché è una squadra che gioca a calcio, mi hanno detto che anche l'anno scorso è stata una squadra difficile da affrontare, ma ripeto: rispetto sempre gli avversari, ma la nostra squadra è la più importante, se facciamo bene possiamo vincere contro chiunque".


Load More