Hernanes ospite di "Tiki Taka"

HERNANES OSPITE DI "TIKI TAKA"

In onda su Italia Uno, il programma condotto da Pierluigi Pardo ha visto il centrocampista nerazzurro protagonista dagli studi di Cologno Monzese

COLOGNO MONZESE (MI) - Hernanes è stato ospite di 'Tiki Taka - Il calcio è il nostro gioco', il talk show sportivo condotto da Pierluigi Pardo in onda su Italia Uno.

Il centrocampista nerazzurro, direttamente dal salotto degli studi Mediaset, ha parlato del momento attuale suo e della sua Inter non dimenticando chi per primo lo ha voluto in Italia e chi, da sempre, lo accompagna in questa avventura: i tifosi.

Che momento è della tua carriera?

"Un momento molto bello, per anni ho puntato a una grande squadra e, non perché le altre non lo siano state ma l'Inter e' l'Inter. Adesso ho ventotto anni, sono maturo, ho esperienza, è un momento magico".

Come nasce l'esultanza con la capriola?

"Le facevo fin da bambino, da quando facevo gol cioè da quando avevo 10 anni, a calcetto".

Che succede all'Inter?

"E' un momento un po' così, capita, ne ho passati tanti nella mia carriera. Se mi aspettavo un periodo più semplice? Si perché all'inizio abbiamo vinto quattro partite di fila e poi è arrivato questo incidente di percorso, un momento un po' così, ma nulla di irrimediabile, è tutto sotto controllo, siamo pronti a fare bene per finire nel miglior modo possibile".

Come ti vedi come centante? (viene chiesto al giocatore mentre va in onda un suo video dove si cimenta con la chitarra)
"Era una dedica, ma è come giocare un pallone rischioso, io ho rischiato anche se non sono bravo a cantare. Era dedicata a Mazzarri? No, dai...(ndr, sorride)".

L'avere ricevuto meno rigori a favore di quanti sarebbe stato giusto assegnare è qualcosa che si sente nello spogliatoio?

"Ogni tanto se ne parla, ma noi non dobbiamo concentrarci su queste cose perchè possiamo fare di più. Adesso, per fortuna ne hanno dato uno, così si può guardare avanti'.

Hernanes ha sensazioni positive, pertchè i tifosi dovrebbero crederci?

"Quello che ho visto da quando sono all'Inter è tanta qualità, anche da parte dei ragazzi che giocano di meno. Ho visto che questa è una squadra che ha tante possibilità e io sono convinto‎ che sin qui non ho potuto aiutare come ho voluto per qualche problema, ma ora è passato e le cose sbocceranno".

Rigore nella partita con il Bologna: avete rincuorato Diego Milito?

"Nel calcio ci sono momenti in cui le cose accadono così, puoi mettere tutto quello che hai, ma anche se ti sforzi le cose non si sbloccano perchè non hai serenità, c'è pressione. Lui è un rigorista da sempre, ero andato anche io vicino la palla ma lui si è preso la responsabilità ed e' stato il più veloce a decidere".

Ultimo giorno a Formello e saluto con i tifosi laziali all'uscita: che momento e' stato quello?

"Io mi attacco molto facilmente alle persone. Anche qui in albergo a Milano ci sono stato un mese e mi sono legato molto a un ragazzo che mi portava sempre da mangiare. Cosa e' la Lazio per me?  Io in Brasile avevo 10 procuratori che volevano mandarmi da tutte le parti, la Lazioè venuta a prendermi, mi ha portato qui, credendo in me quindi se posso dire una sola parola alla Lazio è "grazie", per tutto quello che mi hanno dato".

Sei a conoscenza della polemica tra il presidente Lotito e i tifosi laziali?

"Si, lo so. Non so perche accade, spero che passi".

Come è stato il tuo rapporto con i tifosi romanisti?

"Era strano perchè ogni tanto incontravo qualcuno che mi diceva "Profeta, sei un grande", ma poi aggiungeva "Guarda che però sono tifoso della Roma" (ndr, sorride)".

Che differenze ci sono tra Roma-Milano?
"Non me lo aspettavo, ma ho trovato anche qui molto calore".

Che rapposto hai con il presidente Thohir? E' simpatico? In che lingua parlate?

"In inglese...Si, è molto, anche se l'ho visto solo tre volte mi è piaciuto il suo approccio con noi giocatori".

Senti un po' di responsabilità per essere stato l'acquisto fatto per risollevare le sorti dell'Inter?

"Si, ma sono anche molto contento perché questa possibilità e' arrivata nel momento giusto della mia carriera. Adesso sono a mio agio e posso dare il meglio per riportare l'Inter nel posto che merita".

Chiudiamo con un pensiero al Mondiale, chi lo vince?
"Il Brasile, spero. Come vedo l'Italia? Come una squadra temuta dalle avversarie".


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