NOLAN SHELDON "GIOVANILI INTER, UN ESEMPIO"

Il direttore dell'Academy del DC United a Inter Channel "È stata una grande opportunità stare con il direttore Samaden e mister Bellinzaghi, tutte le loro indicazioni sono molto utili per noi"

MILANO - Nolan Sheldon, direttore dell'Academy del DC United, è a Milano in questi giorni per osservare il lavoro delle squadre del settore giovanile di F.C. Internazionale e ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Inter Channel.

Qual è l'aspetto più importante che ha visto nel corso degli allenamenti dei giovani dell'Inter?
"Io penso che per noi sia molto importante osservare l'allenamento delle squadre giovanili dell'Inter; abbiamo avuto la grande opportunità di stare con la prima squadra nel corso della preparazione che precede l'inizio della stagione, e per me e per il nostro allenatore poter vedere la squadra in azione è stato molto istruttivo. È stata una grande opportunità per me stare con il direttore Samaden, e passare del tempo assieme a mister Bellinzaghi, tutte le loro indicazioni sono molto utili per noi".

In passato, negli Stati Uniti il calcio veniva considerato come un sport non professionistico. Cosa sta cambiando adesso?
"Io penso che stia cambiando molto. Il paese e gli appassionati di calcio si sono resi conto che abbiamo degli atleti e che il calcio sta diventando una parte importante della nostra cultura. Come sai, ci vuole tempo, è molto importante per la cultura calcistica che generazione dopo generazione si stia giocando sempre di più a calcio. Per far crescere la cultura calcistica nel nostro Paese, ci vorranno le infrastrutture e le risorse per sviluppare nello specifico il calcio giovanile. È significativo il fatto che noi abbiamo molti più fans rispetto a dieci anni fa e abbiamo molti più tesserati che in ogni altro Paese del Mondo. Parlando del DC United, abbiamo giocatori davvero meritevoli a cui diamo un'opportunità".

Qual è la cosa più importante che insegni ai tuoi ragazzi?
"Ci focalizziamo certamente su molti aspetti diversi: ci concentriamo anzitutto sulla tecnica di base, e alla giusta età, cominciamo a dare le prime disposizioni tattiche. Lavoriamo molto duramente sulla crescita caratteriale di un giocatore, per far sì che capisca che il gioco di squadra è davvero molto importante; sono tutte caratteristiche tipiche degli americani e abbiamo diversi calciatori su cui possiamo lavorare".

Quali sono le differenze fra il modo di allenare in Italia e negli States?
"Gli allenatori qui vengono da diversi anni di esperienza nella massima serie; noi possediamo un'accademia da solo dieci anni. La più grande differenza è anzitutto nell'esperienza degli allenatori; in secondo luogo, credo ci sia uno stile differente in termini di organizzazione degli allenamenti, di cosa inculcare nella mente dei giocatori, io penso che gli allenatori italiani abbiano molta più esperienza. Noi non possiamo che migliorare il livello dei nostri allenatori, così da migliorare il livello dei nostri giocatori. Ed è la ragione per cui noi siamo qui".


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