HALL OF FAME: UNA SERATA MAGICA

Le voci dei protagonisti che hanno ritirato il prestigioso premio istituito da FC Internazionale Milano

MILANO - Quattro nuovi ingressi nella Hall of Fame dell'Inter e una serata magica per celebrarli. Prima del fischio d'inizio di Inter-ChievoVerona il prato di San Siro ha ospitato ancora una volta quattro leggende della storia nerazzurra per assegnare loro un posto d'onore nella storia di FC Internazionale Milano.

A margine della premiazione davanti ai 60.000 tifosi sugli spalti del Meazza i protagonisti hanno raccontato le loro sensazioni ai microfoni di Inter TV. Per la categoria portieri il racconto è quello di un emozionatissimo Francesco Toldo: "Ricevere questo premio sul campo di San Siro con tutto il pubblico che applaude crea emozioni grandissime. Per me è un onore essere entrato nella Hall of Fame. Con Dejan Stankovic abbiamo vissuto grandi battaglie coronate da vittorie incredibili, Giacinto Facchetti l'ho vissuto da Presidente, è stato colui che mi ha accolto all'Inter, Meazza lo ricordo bene. Mi ha colpito il pubblico, l'affetto che abbiamo ricevuto quando siamo entrati in campo, è una serata che mi porterò nel cuore".

A ricevere il premio assegnato a Giacinto, i figli Luca e Barbara Facchetti: "È stata una piacevole sorpresa ricevere questo premio a nome di papà. Sicuramente mio papà da lassù sarebbe stato molto felice e onorato di entrare a far parte dei grandi della storia nerazzurra ed è bellissimo che sia stato premiato oggi insieme a personaggi che fanno parte della sua stessa storia. C'è un filo conduttore che li lega, Meazza è stata la persona con cui ha fatto il primo provino nelle giovanili dell'Inter nel 1958 e poi da lì è partito un ciclo bellissimo, quello della Grande Inter di Helenio Herrera e quindi la sua carriera da giocatore, poi c'è stata la carriera da Presidente e Stankovic e Toldo sono legati a quell'epoca, per cui è bellissimo che sia entrato proprio in questo momento nella Hall of Fame. La cosa più bella è che è sia stato votato dai tifosi. Tanti al giorno d'oggi non hanno avuto il piacere di vederlo giocare, quindi i vari racconti e le immagini sono state tramandate di generazione in generazione. La sua memoria è ancora viva e lui è ancora qui con noi e questo è bellissimo".

Un anno dopo Lothar Matthaus, ha fatto il suo ingresso nella categoria centrocampisti Dejan Stankovic: "Ho pensato tante volte a cosa avrei potuto dire dopo un riconoscimento così importante. Aver giocato dieci anni nell'Inter con tutte queste vittorie e tutti questi trofei mi fa solo onore. Stasera mi sono sentito di nuovo come ai vecchi tempi, aver salutato i tifosi dal campo dove ho fatto mille battaglie insieme ai miei compagni mi ha fatto sentire onorato di aver portato sempre cuciti nel cuore i colori nerazzurri. L'anno scorso ha vinto Lothar Matthaus, era uno dei miei modelli quando ero piccolo, ho avuto la fortuna di giocarci contro quando eravamo ai mondiali del 98' in Francia. Ringrazio per l'opportunità che mi è stata data di indossare questi colori e lottare ogni singolo giorno, partita, minuto, con questa maglia addosso".

A chiudere le premiazioni, il riconoscimento per Giuseppe Meazza, consegnato al nipote Federico Jaselli Meazza: "È un orgoglio grandissimo ricevere un premio per mio nonno, è indescrivibile. Ringrazio i tifosi per aver acclamato il suo nome, è stata un'emozione incredibile. Passando gli anni c'è sempre il rischio che un nome venga dimenticato, invece anche i tifosi più giovani hanno voluto premiarlo e questo è un motivo di grande soddisfazione per cui li ringrazio di cuore".

 

 

 


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