Match review: Lazio-Inter 2-1

MATCH REVIEW: LAZIO-INTER 2-1

Non basta il gol di Young nel primo tempo, nella ripresa il rigore di Immobile e la rete di Milinkovic-Savic regalano i tre punti ai biancocelesti

ROMA - "La prestazione c'è stata, ma in partite come questa gli episodi sono decisivi e noi abbiamo commesso grosse ingenuità sui loro gol". Si potrebbe riassumere con questa analisi di Mister Antonio Conte il big match tra Lazio e Inter. Come nelle previsioni, all'Olimpico va in scena una partita molto tattica, giocata su equilibri sottili: e, se il primo tempo sorride all'Inter, che trova il vantaggio con Ashley Young poco prima dell'intervallo, nella ripresa la Lazio approfitta di alcune indecisioni nerazzurre e ribalta il risultato con Immobile e Milinkovic-Savic

Dopo un primo brivido sulla bordata improvvisa del numero 21 biancoceleste, fermata dalla traversa, l'Inter si dimostra più concreta nel primo tempo e, mentre la squadra di Inzaghi non riesce a innescare Luis Alberto e Immobile - ben controllati da Vecino e de Vrij - dall'altra parte Lukaku impegna non poco la retroguardia avversaria: prima un mancino deviato da Strakosha, poi un filtrante per Candreva, liberato al limite dell'area piccola, fanno sussultare l'ala nerazzurra dell'Olimpico. Ma l'appuntamento con il gol è rinviato.

Il gioco verticale e la maggiore precisione negli ultimi metri premiano l'Inter al 44' quando Strakosha riesce a opporsi a Candreva ma non può nulla sul destro di Ashley Young, bravissimo a coordinarsi e a battere al volo. L'esterno arrivato dal Manchester United, sempre più a suo agio sulla corsia mancina, festeggia così il primo gol con la maglia nerazzurra, diventando il terzo marcatore inglese della storia interista in Serie A dopo Ince e Hitchens.

Basta poco però in avvio di ripresa per cambiare l'inerzia del match: un episodio, un'incomprensione tra Skriniar e Padelli sulla verticalizzazione di Luis Alberto, scatena una mischia nell'area nerazzurra; Immobile ne approfitta e su un leggero tocco di de Vrij guadagna calcio di rigore. Dal dischetto il numero 17 biancoceleste trasforma il 14esimo penalty concesso in campionato alla Lazio e ristabilisce la parità. 

L'Inter fa più fatica a distendersi in verticale, la manovra diventa più macchinosa (264 passaggi nel secondo tempo contro i 226 del primo) e le percentuali di precisione nelle giocate si abbassano (dall'87,6% pre-intervallo all'82,6% della ripresa). È la Lazio allora a sfruttare l'onda emotiva e una nuova mischia nata dal corner di Luis Alberto porta al sinistro di Milinkovic-Savic su cui Padelli non riesce a intervenire. 

A questo punto Conte prova a scuotere i suoi con un doppio cambio: dentro Erisken e Moses per Candreva e Brozovic. Ed è proprio sugli sviluppi di una conclusione dal limite del centrocampista danese che Lautaro trova il colpo di testa del 2-2 ma l'assistente di Rocchi strozza in gola l'urlo del Toro alzando la bandierina per segnalare una posizione di fuorigioco.

L'Inter tiene in mano le redini della partita (nella ripresa il possesso palla è per il 57% nerazzurro, ndrLukaku è l'ultimo ad arrendersi ma la Lazio regge l'urto grazie soprattutto ad Acerbi, che si immola in due occasioni per respingere il sinistro a botta sicura di Big Rom. Le statistiche raccontano di un match in sostanziale equilibrio ma neanche l'ingresso di Sanchez per Godin riesce a riportare la gara sui binari più giusti. 

I nerazzurri devono così arrendersi alla seconda sconfitta in Serie A, ma nulla è compromesso nell'obiettivo di portare avanti un campionato di vertice, da protagonisti. Le prossime settimane saranno decisive: ora concentriamoci sulla trasferta di giovedì sul campo del Ludogorets per riprendere il cammino europeo nel migliore dei modi, poi testa alla sfida casalinga contro la Sampdoria per ridare subito slancio alla nostra corsa in campionato.


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