Match review: Napoli-Inter 1-1

MATCH REVIEW: NAPOLI-INTER 1-1

I nerazzurri vengono eliminati dalla Coppa Italia: non basta il gol di Eriksen, decisivo il pareggio di Mertens

Non è mai facile raccontare un'eliminazione. Ancora più difficile lo è quando gli ingredienti che la compongono sono: una sosta forzata di oltre tre mesi, uno stadio deserto, il peso di un periodo davvero difficile che ha colpito la vita di tantissime persone, un risultato sportivo da rimontare, una grande dose di sacrificio e dedizione, le parate straordinarie di un portiere che sembrava in giornata storta e, invece, ha trasformato la sua notte in un match da ricordare.

97 giorni dopo l'ultima partita. Inutile dire che la parte più delicata di un match come questo, da dentro o fuori e in uno stadio vuoto, rischiava di essere l'approccio. L'Inter, però, ha aggredito il match fin dal fischio iniziale e dopo meno di 180 secondi era già in vantaggio.

L'UOMO CHIAVE: CHRISTIAN ERIKSEN
Merito del destro di Christian Eriksen, capace di trovare il gol direttamente su calcio d'angolo. Un gol "olimpico", che era riuscito in maglia nerazzurra a Dejan Stankovic e Alvaro Recoba. La partita del danese è utile a raccontare quella di tutta l'Inter in generale: uno sforzo profondo, diffuso, testimoniato da numeri importanti. Eriksen ha percorso 11,6 km, un dato inferiore solo a quello dei due compagni di reparto Brozovic (12,2) e Barella (12,7). Un gol cinque conclusioni tutte nello specchio, 5 cross, 5 possessi guadagnati: testimonianze di una gara totale e di una prestazione che ha aiutato la squadra a creare una quantità davvero alta di palle gol.

LE STATISTICHE: INTER PADRONA
Se infatti il tabellino finale racconta un 1-1, ecco che il computo di possesso palla e occasioni da gol pendono clamorosamente dalla parte della squadra di Conte: 9 tiri nello specchio a 2, 23 cross a 2, 666 passaggi a 319, 68% di possesso palla. Un dominio, a tutti gli effetti, sporcato dal contropiede letale e dal gol di Mertens.

POCA DIFESA, TANTO GIOCO: BASTONI PLAYMAKER
Le parate di Ospina hanno strozzato l'urlo in gola nerazzurro in diverse occasioni: su Lukaku, su Candreva e ovviamente su Eriksen. Autentici miracoli che hanno stoppato l'Inter sul più bello. Alla coralità della manovra nerazzurra ha contribuito l'apporto come sempre importante dei difensori, autentici costruttori di gioco. Il caso eclatante è quello di Bastoni: 102 passaggi riusciti, più di Brozovic, con una precisione del 93%. Sia Bastoni che Skriniar hanno accompagnato con costanza la manovra nerazzurra, trovandosi spesso in proiezione offensiva, favorendo le sovrapposizioni degli esterni: nel primo tempo Candreva ha letteralmente macinato km sulla fascia destra, Young ha servito ottimi palloni. Poi, nel finale, l'ingresso di Moses e Biraghi: quest'ultimo ha sfornato cross a ripetizione.

I 5 CAMBI: SCINTILLA SANCHEZ
Per la prima volta Antonio Conte ha potuto sfruttare le cinque sostituzioni. Tre in un solo colpo, poi due nel finale. 
Quando la spinta sembrava essere calata, il neo-entrato Sanchez ha ridato vitalità all'attacco nerazzurro. Il cileno ha provato a rompere l'equilibrio con tiri e un assist di tacco davvero speciale, per Eriksen. Lo sforzo, come si evince dai dati, è stato collettivo, fino all'ultimo secondo. Non è stato sufficiente per trovare il secondo gol e accedere alla finale, ma come ha dichiarato Conte nel post-partita gli aspetti positivi di questo match sono tanti.

E allora è da questi che dobbiamo ripartire: la ripresa del campionato ci aspetta. L'Inter tornerà in campo contro la Sampdoria domenica 21 alle 21.45.


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