LA STORIA DI GIANCARLA, 84 ANNI DI PURO INTERISMO

Prima di Inter-Sheriff ha ricevuto il premio di "Fan of the month" da Socios.com

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La storia di Giancarla, 84 anni di puro interismo
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La storia di Giancarla, 84 anni di puro interismo

84 anni. Sono sufficienti a raccontare non solo una vita, piena di persone, incontri, avvenimenti, emozioni, gioie e dolori. 84 anni sono il 75% della storia del nostro club. 84 anni di Inter, da interista al 100%.

Giancarla Gariati ha troppa vita, dentro. Servirebbe un libro intero anche solo per raccontare la passione che la anima, la storia indissolubile che ha con i colori nerazzurri. Quando è entrata a San Siro, di fatto la sua seconda casa, come "Fan of the month" con Socios.com, ha faticato a trattenere l'emozione.

Poi, con la sua carica eccezionale, ha rotto gli argini: "La mia storia inizia nel 1937, a Vigonzone, frazione di Torrevecchia Pia, provinca pavese. Le avvisaglie del mio interismo risalgono a quando avevo 8 anni, a una sciarpa nerazzurra che mi aveva confezionato la mia nonna. La mia è stata un'infanzia dedicata al lavoro: io, quinta di 11 figli, facevo la domestica, la mondina, la cameriera presso una famiglia".

Lo stadio come luogo dei sogni, assaporato con il marito, interista come lei: domeniche dedicate all'Inter, con Facchetti come idolo, bandiera, esempio in tutto. Dal 1962 a San Siro ogni volta che si poteva, poi "15 anni consecutivi di abbonamento con mio marito, interrotti dalla malattia che lo ha colpito, la SLA, e che lo ha portato via nel 1993".

Qui la signora Giancarla non si scompone e con una fermezza dolcissima racconta come la passione condivisa per i nostri colori abbia di fatto costituito il gancio tra lei e il marito anche negli ultimi momenti di una malattia invalidante che negava la possibilità di comunicare a vicenda: "Me lo faceva capire con gli occhi: mi diceva, 'Giancarla, vai allo stadio anche da sola'. E io provavo a rassicurarlo: 'Ercole, tu guarisci, che poi ci andiamo insieme. Da sola mi perdo".

La finestra del signor Ercole dall'ospedale San Carlo guardava verso San Siro: "La lucidità non gli mancava così organizzammo un sistema per portarlo allo stadio un'ultima volta: in reparto avevamo chiesto il permesso per uscire per presenziare a un battesimo. Ma non c'era nessun battesimo: quel giorno sono riuscita a portare Ercole, per l'ultima volta, a San Siro".

Da più di 25 anni Giancarla, iscritta all'Inter Club di Paullo e con già il tesseramento per i prossimi due anni, allo stadio viene da sola: "Ho già i biglietti per Inter-Juve e Inter-Udinese: settore 215, fila 9, posto 26: io prendo il tram".

Addosso, oltre alla nuova maglia "GIANCARLA 84", indossa solo il nerazzurro. Dalle unghie all'orologio, tutto parla di Inter, compreso il polsino numero 37, il suo anno di nascita: "Quando è arrivato Skriniar non sapevo pronunciare bene il suo cognome. Il nome, come sappiamo, è impronunciabile", dice ridendo. "Il suo numero è il mio numero, quando sono allo stadio urlo dall'alto le mie indicazioni per lui".

"I ricordi corrono a Facchetti, Mario Corso - che vado sempre a trovare al cimitero -, Mauro Bellugi. E Javier Zanetti, per me sempre nel cuore". E le vibrazioni persistono anche oggi, a distanza di tanti anni dal primo appuntamento con San Siro: "Anzi, sul finire dello scorso campionato, quando lo stadio era chiuso al pubblico ma si poteva uscire di casa, partivo da casa, prendevo il tram, andavo nel piazzale di San Siro e con la radiolina all'orecchio mi gustavo la partita in diretta. Che esultanza, al gol di Darmian in Inter-Verona!". Un rapporto, quello con la radio, che parte dagli anni 60 e corre fino ad oggi, quando l'Inter gioca in trasferta.

"Sempre e solo Inter, sempre. Adesso che ho la maglia nuova personalizzata devo capire quando usarla: se metterla nelle mie lunghe passeggiate al Parco Nord o addirittura per andare al lavoro. Sì, non sto scherzando! Faccio ancora la domestica, tre volte alla settimana". Non si ferma mai, la signora Giancarla. Ha un motore instancabile, tutto nerazzurro.


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