MEAZZA RIPOSA TRA I CAMPIONI DI MILANO

MILANO - L'eternità conquistata e meritata sul campo, dominando la scena per vent'anni: il primo campione, il primo idolo, la prima leggenda del calcio italiano. Giuseppe Meazza è nato a Milano il 23 agosto 1910, a Porta Vittoria in via Maestri Campionesi, ed è scomparso nel 1979. Meazza vuol dire Inter che per un certo periodo è stata Ambrosiana (408 presenze, 287 gol, 2 scudetti, 1 coppa Italia, 3 volte capocannoniere), pur avendo indossato anche altre maglie (Milan, Juventus, Atalanta) per motivi che non amava ricordare quando poi, allenatore, raccontava ai ragazzi la sua carriera. Meazza vuol dire Milano, perché milanese era veramente, parlava meneghino, viveva la città che girava a bordo di una fiammante Balilla, ma per tutti era l'amico campione, Peppino o più semplicemente Pepp, l'ex ragazzino che era uscito dalla fabbrica di cinghie di uno zio per entrare nell'Arena napoleonica, esordire in maglia nerazzurra a sedici anni e mezzo con l'allenatore ungherese Arpad Veisz, incantare il pubblico con scatti e acrobazie, vestire l'azzurro (53 presenze e 33 gol) e vincere due Mondiali, nel '34 e nel '38. Questa mattina, al Famedio del cimitero Monumentale, alla presenza del sindaco di Milano, Gabriele Albertini, si è svolta la cerimonia di traslazione delle spoglie dell'immenso campione, che ora riposa accanto ai milanesi illustri che hanno scritto la storia della città. Con le figlie, Gabriella e Silvana Meazza, il presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti.


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