MOURINHO: "SODDISFATTO DI RITORNARE"

"Ho voglia di lavorare, allenare e giocare. Quaresma? Ha il diritto di avere un'altra possibilità"

APPIANO GENTILE - Un nuovo anno all'insegna dei colori nerazzurri, un nuovo anno con Josè Mourinho. Queste le parole dell'allenatore portoghese durante la conferenza stampa nel giorno del raduno dell'Inter 2009-2010.

Mourinho: ha trascorso delle buone vacanze? "Si, grazie".

Ci siamo lasciati il 31 maggio con l'ultima partita di campionato, ci si ritrova dopo 40 giorni. Con quale spirito e quali aspettative si riparte? "Iniziamo con gli stessi obiettivi di sempre. Sono soddisfatto di ritornare. Mi piace lavorare, mi piace allenare, mi piace giocare, e mi piace la competizione, solo che per questo devo aspettare ancora un pò. Da oggi, invece, potrò già allenare, in ritiro ci andremo subito e le partite amichevoli sono in programma già la prossima settimana. Sono soddifatto, molto".

Ha sempre detto di desiderare di lavorare con una rosa ridotta con 23 o 24 giocatori. Anche quest'anno, però, ripartirà con poco meno di 30 giocatori. Sarà un problema? "Sì, lo è. Non mi piace e non fa bene al lavoro. In una partita di calcio si gioca 11 contro 11, avere 27 o 28 giocatori durante l'allenamento non è positivo, come non lo è avere in ritiro calciatori che io non desiderero ci siano e che sono loro stessi consapevoli di questa mia volontà. Non è positivo, ma è la realtà. Al giorno d'oggi, alcuni calciatori sono forse meno orgogliosi rispetto al passato. Qualche anno fa era più facile: un allenatore diceva alla Società che non un certo giocatore non era previsto per il futuro, e questo aveva un peso importante in una scelta dell'interessato. Oggi non è così, sembra che ci siano altri interessi, principalmente a livello economico o di qualità della vita, perchè a Milano si vive molto bene e qualcuno preferisce restare in una squadra, pur sapendo che non è gradito dall'allenatore, che cercare una nuova vita, un'altra ambizione. Luis Jimenez, ad esempio, ha accettato subito, con tranquillità e con gioia, una nuova sfida della sua carriera e ha scelto l'Inghilterra, la Premiership con il West Ham. Potrà ritornare più forte o rimanere lì, ma è andato in cerca di un nuovo futuro. Altri giocatori, invece, si comportano diversamente. Io come allenatore dell'Inter devo rispettare, dal punto di vista legale, tutte le regole, ma ciò nonostante non cambio la mia idea: se qualcuno pensa di poter passare avanti a Krhin o a Obi, davanti a quei giovatori sui quali io punto per costruire il futuro, allora si sbaglia".

Pare essersi interrotta la trattativa con il Chelsea per Deco e Carvalho, e ieri è spuntato il nome di Pavel Nedved...
"Non faccio nomi. Non parlo di giocatori che possiamo avere, che abbiamo voluto o che possiamo volere, ma solo di coloro che abbiamo. Questo è il mercato: è aperto fino al 31 agosto e, come ho già detto, è aperto come lo è una porta del Far West o una cassaforte, sia in entrata che in uscita".

Se le cose dovessero rimanere così, l'Inter è già completa?
"Giochiamo con 11 giocatori, possiamo giocare con 7, ne portiamo 18 a una partita, 11 più 7 in panchina. Con una rosa di 25 o 26 giocatori come la nostra nessuno potrebbe dire che non è completa, però questo è un modo pragmatico di vedere le cose. Un altro modo di vederle è, d'accordo con le idee dell'allenatore e della Società, quando abbiamo progettato la stagione 2009-2010 abbiamo pensato che 8 giocatori sarebbero dovuti uscire dalla squadra e quattro sarebbero dovuti entrare con funzioni molto specifiche in modo che la squadra potesse crescere come noi avevamo pensato. In questo momento volendo essere molto chiaro e obiettivo, senza assolutamente sembrare critico nei confronti del mio club che sta vivendo nel modo nel quale si può in questo momento, dico che di otto giocatori che dovevano andar via, l'hanno fatto in quattro, dei quattro che sono usciti, tre l'hanno fatto per scadenza di contratto e uno in prestito. Questo significa che il mercato ha portato alla cassaforte dell'Inter zero euro, o forse qualcosa grazie al prestito di Jimenez. Questa è la realtà, e quando una società non ricava profitti, il suo allenatore deve essere molto pragmatico e rispettoso della situazione. Poi è anche vero che volevamo quattro giocatori: un centravanti, un trequartista, un uomo di centrocampo e un difensore centrale. Ora abbiamo Thiago Motta e Milito".

Di questi otto giocatori che sarebbero dovuti partire c'è anche Ricardo Quaresma?
"No".

Ha avuto modo di riscontrare nel centrocampista portoghese una voglia di rivincita per dimostrare qualcosa in più all'Inter?
"Ho conosciuto due Quaresma: uno che per tre, quattro anni è stato il miglior calciatore del campionato portoghese, giocando molto bene anche in Nazionale e in Champions League, e poi ho conosciuto il Quaresma dell'Inter. Credo che un giocatore che è stato una scommessa importante della Società abbia il diritto, e noi il dovere, di una seconda opportunità. Con l'addio al calcio di Luis Figo, che l'anno scorso è stato ancora un giocatore fondamentale, credo che Ricardo meriti una possibilità. Quest'anno inizierà a lavorare dal primo giorno. Il mercato è aperto fino al 31 agosto, ma chi arriva in una squadra così tardi già non ha le stesse possibiltà di successo rispetto agli altri che hanno svolto la preparazione. Lui lavorerà subito con noi, giocherà le gare amichevoli, gare belle da giocare, senza la pressione di quelle ufficiali, ma con la bellezza di affrontare squadre come Milan e Chelsea o il Monaco. Nella pre stagione tutti i miei giocatori giocheranno lo stesso numero di minuti e vedremo quello che Quaresma potrà fare".

Da 1 a 10 quanta voglia di calcio c'è in Josè Mourinho?
"Undici".


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