STORIA: QUEL SANTO STEFANO DI 89 ANNI FA...

Il 26 dicembre 1920 i cinque fratelli Cevenini contemporaneamente in campo contro l'U.S. Milanese

MILANO - Tutti in campo a Santo Stefano. No, non oggi (purtroppo). E' storia di 89 anni fa, quando il calcio inglese non era il solo a potersi vantare di ben riusciti dribbling a danno delle feste natalizie. All'epoca, il 26 dicembre 1920, ad andare in campo era anche l'Italia del pallone, ottenendo addirittura un record mondiale rimasto tuttora imbattuto. Merito dei fratelli Cevenini. Addirittura cinque, contemporaneamente in campo in quel Santo Stefano di 89 anni fa, e tutti nella stessa squadra, l'Inter.

Contro l'U.S. Milanese, quel giorno, giocarono contemporaneamente Aldo, Mario, Luigi (nella foto), Cesare e Carlo Cevenini. Ovvero, come recita la storia del calcio, Cevenini I, II, III, IV e V. Risultato 2-1 per l'Inter, marcatori Cevenini III e Cevenini V, ovvero i due attaccanti della famiglia, rispettivamente 156 gol in nerazzurro Luigi (190 presenze dal 1912 al 1923) e 15 gol Carlo (16 presenze, tutte nella sua unica - ma scudettata - stagione nerazzurra 1920-21). Difensori invece Cevenini II (nell'Inter 39 presenze, un gol) e Cevenini IV (12 presenze, un gol), centrocampista Cevenini I (91 presenze, 47 gol), il capostipite di questa vera e propria 'squadra nella squadra' che costringeva la signora Cevenini a lavare in continuazione, ma con orgoglio, calzoncini.

Nerazzurri e non solo, perché storia vuole che tutti i fratelli tranne Cesare (Cevenini IV) abbiano finito con il vestire anche la maglia del Milan, perché il calciomercato di allora era - spesso - una questione di opportunità e non di opportunismo. Milan che, però, i cinque fratelli Cevenini affrontarono tutti insieme in quella stessa stagione 1920-21, bissando l'eccezionalità di quella gara di Santo Stefano. Per il derby i Cevenini scesero in campo il 30 gennaio 1921, Inter-Milan 1-1, a segno per i nerazzurri Cevenini III.

Forse il più famoso, forse il migliore, sicuramente il più stravagante. A cominciare dal soprannome, Zizì, per la sua abitudine a non stare mai zitto in campo. Zizì, come il ronzio di una mosca: paragone calzante per Luigi, furbo e strafottente, e dalla parlantina irrefrenabile, non solo prima e dopo una partita, ma anche e soprattutto durante, all'indirizzo dei compagni e pure dell'arbitro. Sì, l'arbitro. Tanto che leggenda vuole che suo fratello Mario (Cevenini II, di due anni più grande), una volta divenuto arbitro alla fine della carriera da giocatore, si fosse augurato di non incontrare mai un giocatore linguacciuto come suo fratello. Insomma, un personaggio in piena regola, di quelli che ai giorni nostri avrebbero spopolato sui quotidiani. Leggenda vuole che Zizì, un bel giorno, alla vigilia di una grande partita, scomparve da Milano. Gli stessi parenti ne ebbero notizia solo quindici giorni dopo: Luigi si era recato a Londra, desideroso di mettersi a confronto col calcio inglese. Riuscì nell'intento, e quando quelle società si fecero innanzi per tesserarlo, Cevenini III scomparve da Londra misteriosamente com'era scomparso da Milano. L'episodio è del primo dopoguerra. Quando a Santo Stefano si giocava ancora anche in Italia.


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