PREMI: LA STORIA DELLA "PANCHINA D'ORO"...

Nasce come apertura al calcio europeo; strada facendo ha perso internazionalità; ma in tutti i sensi

MILANO - Massimiliano Allegri ha conquistato 18 preferenze su 42. Le cronache da Coverciano raccontano che hanno votato più gli allenatori di Serie B che quelli di Serie A, che non c'è stata coda ai seggi, che Josè Mourinho ha conquistato 7 voti, così tanti da sorprendersi (lo ha detto oggi, in conferenza stampa).

Per la cronaca, ieri a Coverciano, quartiere generale e tecnico della Figc, Allegri ha vinto l'ultima edizione della "Panchina d'Oro". E' risultato il più votato dai colleghi per aver dato al Cagliari, in una stagione e mezza, gioco e continuità di risultati, qualità importanti per la squadra attesa domenica a Milano nella sfida ai Campioni d'Italia.

Per la storia, invece, la "Panchina d'Oro" venne istituita, al termine della stagione 1990-1991, da Massimo Moratti, allora presidente del settore tecnico e ideatore del riconoscimento. Così ideatore che conserva ancora, con orgoglio, i disegni e gli stampi del trofeo. L'obiettivo, allora, era quello di aprire il calcio italiano al panorama internazionale. Infatti vinse il massimo riconoscimento Raymond Goethals, tecnico dell'Olympique Marsiglia. A Ljubomir Petrovic (Stella Rossa), Vujadin Boskov (Sampdoria) e Johan Cruijff (Barcellona) venne consegnata la "Panchina d'Argento". Votavano i giornalisti e quel giorno erano tutti presenti a Coverciano: un angolo di Firenze sembrava l'ombelico europeo del mondo del calcio.

C'è traccia di internazionalità anche nella seconda edizione: Fabio Capello si aggiudica la "Panchina d'Oro", ma a Carlos Da Silva (Porto), ancora a Raymond Goethals (O.M), a Howard Wilkinson (Leeds) e a Bobby Robson (Psv Eindhoven) vengono assegnate le panchine d'argento. Sono questi gli ultimi nomi di allenatori stranieri presenti nell'albo d'oro. Poi escono di scena i giornalisti votanti, cambia il regolamento del premio, diventa un referendum locale e cala il sipario sull'internazionalità. In tutti i sensi. Infatti - sarà un caso? - il premio non è mai stato assegnato a un allenatore dell'Inter in attività. Caso sfortunato per Gigi Simoni (nel 1998, nel giorno dell'esonero), mentre Roberto Mancini vince quando già non lavora più ad Appiano Gentile.

Detto fra noi interisti, forse a Josè Mourinho è andata anche sin troppo bene....


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