L'ALTROPALLONE: PREMIATO SAMUEL ETO'O

In scena a Milano un Altroeto’o. “Razzismo? Il sangue ha un unico colore e solo Dio può giudicare"

MILANO - È giunto alla sua tredicesima edizione, 'L'altropallone', premio coraggiosamente controcorrente, nato in alternativa al 'Pallone d'Oro', perché si assegna al migliore non in campo, ma fuori dal campo. Allo Spazio Oberdan di Milano, questa mattina c'erano Gianni Mura, presidente della Giuria, Milly Moratti, madrina del premio, Gianni Di Domenico, presidente dell'associazione 'Altropallone', e Michele Papagna, coordinatore della campagna 'Altrimondiali'. A ricevere i riconoscimenti, Giuseppe Pillon, allenatore dell'Ascoli, la Città di Cinisello Balsamo, uno dei migliori esempi di integrazione, Lele Pinardi per l'associazione Colomba e Samuel Eto'o.
L' Eto'o che ancora si conosce poco, troppo poco, in Italia. Maglione nero, camicia bianca, parole precise, nette, a inquadrare il suo impegno nella vita. Samuel in Camerun ha dato vita a una fondazione che porta il suo nome e si occupa di scolarizzazione, di avviamento alla vita, di ragazzini incarcerati, apparentemente di storie colate a picco nell'abisso di povertà, di mancanza di prospettive che in nazioni come questa mettono in crisi il futuro.
'Per tutti quelli che hanno un cuore, per me, questo premio è ancora più importante del 'Pallone d'Oro'. Sono nato in un angolo dimenticato dell'Africa, e ancora più dimenticato del Camerun'. Ha esordito così, Eto'o.
'Credo in Dio e mi sono detto che se Dio mi ha dato tutte queste possibilità, se sono diventato la persona che sono, devo condividere tutto con chi non ha niente'.
Chi non ha niente è la gente che nasce dove è nato lui. 'Sono il volto visibile di chi lavora con me e che con me è riuscito a fare qualcosa per i minorenni in prigione. Ricordo un bambino di nove anni in carcere. Abbiamo creato una scuola, con professori, computer, attrezzature e per me è stata una gioia vedere un ragazzo che ha preso la maturità in carcere, io non giudico mai, è Dio solo che può giudicare perché un bambino sia in prigione. Quando mi hanno detto che avevo vinto il premio, ho pensato ai ragazzi che aiuto. La mia famiglia, oggi, è aumentata, non è stretta al mio nucleo personale. Ho pensato a questo ragazzo, adesso è all'Università'.
A chi gli ha chiesto un'opinione sul razzismo negli stadi, Eto'o ha risposto che lo stadio è il riflesso della vita.
'Dobbiamo far capire alla gente che il sangue è dello stesso colore, quando mia figlia va a scuola, se la insultano, non me la prendo certo col bambino, sono i genitori a educare. Educare la gente dipende da chi governa, il razzismo è ignoranza. Chi non ha girato il mondo non sa che siamo tutti uguali'.
Peggio la Spagna o l'Italia?: 'A Saragoza, solo lì, mi è capitato che mi facessero il verso della scimmia, mi sono chiesto perché tutte queste persone hanno speso i soldi del biglietto per vedere una scimmia che gioca a calcio? Mi avevano detto che Mario (Balotelli, n.d.r.) aveva dei problemi, Mario per inciso è italiano'.
Prendendo a prestito il nome del premio, questo è l'Altroeto'o.


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