BENITEZ: "CHE ORGOGLIO ESSERE QUI"

"L'accordo è di 2 anni: facciamo bene in questo periodo e chissà che non si apra un ciclo più lungo"

APPIANO GENTILE - Si è tenuta oggi, nella sala conferenze del centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile, la presentazione del nuovo allenatore nerazzurro Rafael Benitez.

Inter.it vi propone, in esclusiva, la seconda e ultima parte della versione integrale delle dichiarazioni dell'allenatore nerazzurro

 

Lei ha subito l'occasione di giocare per due trofei importanti, la Supercoppa italiana e quella europea. E' una partenza che le piace?
"Noi abbiamo visto dopo questo anno speciale per l'Inter che c'è la possibilità di vincere 6 trofei quest'anno e si inizia subito, con due partite importanti. Io ho l'esperienza con il Liverpool della Supercoppa europea, della Community Shield contro il Chelsea. Sappiamo che il mese di agosto è un mese che va preparato anche se non c'è molto tempo, ma abbiamo esperienza e possiamo farlo".

In Spagna lei non ha allenato la squadra più forte eppure ha vinto, in Inghilterra pure, mentre qui in Italia ha la squadra sulla carta in assoluto più forte. Questo rende il lavoro più facile o più difficile per una questione di responsabilità?
"Non si sa, sempre è difficile il calcio perché ogni anno tutto cambia. Io comunque sono molto contento di avere giocatori di livello, che giocano un buon calcio, con cui si può vincere e mantenere questo livello. La difficoltà è mantenere questo livello ma penso che possiamo farlo perché stiamo parlando della squadra che abbiamo adesso, stiamo parlando della possibilità del prossimo anno, e penso che il livello è alto e se manteniamo la mentalità vincente si possono vincere più tornei, penso che si possa farlo. Preferisco una situazione come questa, di avere qualità in squadra, piuttosto che un'altra situazione".

Lei ha una squadra fortissima, qual è secondo lei il reparto che va migliorato?

"E' sempre difficile migliorare una squadra che ha già fatto molto bene. Adesso comunque stiamo analizzando il tutto, se possiamo fare qualcosa, ne parleremo con Marco Branca e vedremo che cosa si potrà fare. Penso che si possano fare delle cose per migliorare ma è meglio tenere queste cosa per noi per non dare vantaggi agli avversari. Preferisco lavorare con tranquillità e poi vedere cosa migliorare".

A differenza del ct della nazionale argentina Maradona, pensa che Mascherano e Cambiasso possano giocare insieme? E poi, cosa pensa di Coutinho?
"Maradona è il ct della nazionale argentina e lui sa cosa deve fare con la sua squadra. Per me Cambiasso è un giocatore di massimo livello, sono molto contento di averlo qui perché so che è un giocatore bravo, ma non posso parlare dell'altra cosa perché l'unico giocatore che abbiamo qui è Cambiasso. Capisco la domanda ma è meglio fare un dribbling. Coutinho? Abbiamo parlato un po' di lui, è giovane, è un buon giocatore, non l'ho visto ma ho ricevuto molte informazioni su di lui".

Che cosa significa per il calcio spagnolo l'arrivo di un tecnico spagnolo in un club al top in Italia e in Europa? Si rende conto che la concorrenza principale per lei è quella con Mourinho per ciò che ha significato per l'Inter?

"Sono molto contento di essere qui, con questa squadra, con questa società così forte, sono molto orgoglioso, e chissà che non si possa così aprire una nuova strada agli allenatori spagnoli, che sono bravi come quelli italiani. Per quanto riguarda la seconda domanda, penso che per noi sia più importante pensare al ritorno della squadra, prepararla per l'inizio della nuova stagione, per le gare di agosto, e dopo penseremo al resto, come per esempio alla Champions League, che verrà più tardi".

Lei ha voluto Torres al Liverpool e lo ha consacrato in maniera definitiva, pensa di poter fare la stessa cosa con Balotelli?

"Torres è un buon giocatore e lui ora è al livello al quale è perché ha lavorato tanto. Balotelli è un giocatore di qualità, sappiamo che è un giocatore importante, come gli altri di cui abbiamo parlato prima e di cui si legge sui giornali, sono giocatori dei quali posso dire di essere contento che siano con noi, poi però vediamo, perché dobbiamo lavorare con loro e loro devono lavorare con noi, con la corretta mentalità. In questo momento però siamo contenti perché lui ha qualità".

Lei è venuto qui per vincere ancora la Champions League. Pensa che veramente l'Inter sia il club più forte in Italia e in Europa?
"Penso che l'Inter sia una squadra fortissima, che ha fatto molto bene quest'anno, è stata la squadra migliore, e ora insieme vogliamo mantenere questo livello".

Parliamo del suo periodo al Liverpool, che lei ha definito diverse volte bellissimo. I giocatori che lei ha avuto a Liverpool, come per esempio Gerrard, le hanno per caso detto che vi sareste rivisti in Italia? E poi, ha avuto per caso occasione di parlare con José Mourinho?
"E' stato difficile lasciare Liverpool, effettivamente per me è stato un periodo fantastico. Lì ho vissuto tanti anni, il club e la città sono stati veramente fantastici con me, quindi non è stato facile andarsene. Ma per me questa dell'Inter è una grande opportunità, perfetta, e penso che possa esserlo sia per me che per la squadra, per essere felici insieme. Io ho allenato molti giocatori, ho avuto ottimi rapporti con tutti loro, e come ho già detto club e città sono stati davvero fantastici con me. Il giorno della mia partenza è stato un giorno triste per me, ma le cose nella vita cambiano: adesso lavoro per l'Inter e sono felice. Gerrard? Ho parlato con tanti giocatori, ho avuto contatto con tutti, loro mi hanno fatto l'in bocca al lupo. Ho parlato anche con Gerrard nel giorno del suo compleanno, ma lui adesso vuole parlare solo del Mondiale, non vuole parlare di altro. Per quanto riguarda Mourinho, non ho parlato con lui perché io sono molto impegnato qui, ma se dovesse parlarci non sarebbe certo un problema".


Con Mourinho i giocatori erano una specie di soldati che ogni giorno andavano in battaglia guidati dal loro generale. Lei che rapporti ha con i giocatori?
"L'esperienza dice che i giocatori li devi conoscere per sapere come stare loro vicino, questa è la prima cosa. Bisogna sapere cosa vuole uno e cosa vuole l'altro. Poi ogni allenatore, ogni persona, è diversa, e si deve trovare il modo giusto affinché la squadra mantenga la mentalità vincente. Adesso c'è questa mentalità vincente ed è molto importante: e penso che se i giocatori continueranno a mantenerla, per altri due anni o ancora di più, questa potrebbe essere una tappa storica per l'Inter".

Ha deciso se andrà anche lei a vivere a Como?

"In questo momento non lo, sono appena arrivato, è importante parlare dei giocatori e del futuro della società, mentre c'è tempo per decidere dove andare a vivere".

Comprerà dei nuovi giocatori?
"Credo di sì (sorride, ndr). Penso che compreremo dei giocatori di livello, del livello che serve per una squadra come questa. Ma non posso fare nomi".

Potrebbe dirci un suo pregio e un suo difetto?
"Mi piace parlare con i giornalisti ma non so se è un pregio o un difetto, non so se è una cosa positiva o negativa, dobbiamo vedere. Poi mi piace lavorare molto, con lo staff e con i giocatori, mi piace insegnare".

Pensa che a differenza di Mourinho lei farà più allenamenti a porte aperte?

"Quanti ne ha fatti lui? Uno o due? Facciamo allora tre e sono tutti contenti (sorride, ndr). In Spagna, normalmente, si fanno degli allenamenti a porte aperte per i tifosi, in Inghilterra no. Penso però che si possa trovare un equilibrio, una via di mezzo, anche perché è importante lavorare a porte chiuse per provare delle cose che non si vuole si sappiano, però qualche volta è anche importante per i tifosi il fatto di poter essere vicini alla squadra. Vedremo di trovare un equilibrio per accontentare anche i tifosi".

Lei è rimasto al Liverpool sei anni. In questo momento il suo contratto con l'Inter è di due anni: pensa che un ciclo della durata di quello di Liverpool possa essere ripetibile per lei qui all'Inter?
"Penso di sì. In Spagna e in Italia non è normale fare un contratto lungo. L'Inter e io abbiamo un accordo di due anni e siamo contenti così, ma sono sicuro che se facciamo bene insieme si può rimanere qui anche 6-7-8 anni. Ma cominciamo a fare bene in questi due anni, poi vedremo".

Dicono in Inghilterra che lei cambiava troppo la formazione, che ne ha fatte addirittura 99.

"Quest'anno che ho fatto 99 cambi, gli altri allenatori ne hanno fatti 119. Se giochi due partite alla settimana è normale cambiare la squadra, e se cambi basta un giocatore cambia tutto".

Lei mancherà molto alla curva del Liverpool. A lei mancherà molto quella curva?

"La mia relazione con i tifosi del Liverpool è stata molto buona, io sono stato molto bene lì, ma ora mi aspetto anche di avere una buona relazione con i tifosi dell'Inter. Se vinciamo e facciamo del buon calcio spero che i tifosi saranno contenti".

Insiste molto nel parlare di 'bel calcio': anche lei, come molti critici di Mourinho, pensa che lui non faccia un buon calcio?
"E' una domanda difficile, perché che cos'è il buon calcio? Per me che cos'è il buon calcio? E per i nostri tifosi? Non si sa. Tutti sappiamo che in Inghilterra si gioca in maniera più diretta, che in Spagna adesso si gioca con passaggi corti. Poi ci sono tante variabili, in base alla tua squadra, alla squadra che hai davanti, ai giocatori. La mentalità però deve sempre essere quella di vincere giocando bene, ma bene dipende dai giocatori che si ha. Penso che i giocatori dell'Inter siano buoni, penso che a loro piaccia giocare un buon calcio, quindi proveremo a fare entrambe le cose, a giocare un buon calcio e a vincere. Se no, è comunque sempre meglio vincere, perché dopo puoi imparare e migliorare il calcio".

Ci sono giocatori di altre squadre che le interessano? Ha parlato con qualcuno?
"Noi non parliamo di giocatori di altre squadre. Se dobbiamo fare qualcosa sul mercato, parliamo con le società di questi giocatori. Noi cercheremo di mantenere la mentalità vincente della squadra e vincere il più possibile, se sarà una stagione di successo lo si dirà alla fine".

Secondo lei è più facile che la Spagna vinca il Mondiale o che l'Inter vinca di nuovo la Champions?

"Questa è una domanda-trabocchetto... (sorride, ndr). Se si possono fare entrambe le due cose, per l'Inter andrà bene e per la Spagna pure, ma non si sa chi potrà vincere il Mondiale perché per esempio l'Italia ieri non ha fatto benissimo ma è una squadra sempre forte, l'Argentina e il Brasile pure, la Germania anche. Il Mondiale è una cosa diversa, chi vince vince. Se noi possiamo vincere siamo contenti".

Ci racconta di quella che è stata la sua trattativa con la Juventus?

"Non ho molta memoria adesso. Penso che nel calcio si parli molto di allenatori e giocatori, ma alla fine quello che è importante è dove sei e io sono qui in una squadra fortissima, e sono contento".

Il 22 maggio lei era a Madrid. E' stato un caso?
"Io il 22 maggio ero in Inghilterra".

Però il 21 maggio era a Madrid. Casualmente? Quando vi siete incontrati con Moratti la prima volta?

"Non mi ricordo. Io ero in vacanza in Sardegna, tranquillo, stavo parlando con il Liverpool per trovare un accordo, poi quando sono stato libero ho parlato con l'Inter, è stata una trattativa normale. Sono stato triste nel momento di chiudere la mia avventura con il Liverpool, ma poi ho avuto un'opportunità come questa e ora sono felice".

In passato, negli anni scorsi, c'era già stato un contatto con l'Inter?
"Direttamente no. Quando sono andato al Liverpool però c'erano quattro società interessate e un procuratore mi aveva detto che l'Inter era un'opzione, ma io non avevo parlato direttamente con nessuno".


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