Pirelli è tra i principali produttori mondiali di pneumatici perché mette al primo posto lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia, capacità di innovazione e qualità dei suoi prodotti. Fondata nel 1872, la P lunga è leader nel settore grazie a una duplice vocazione: unisce il know how tipico di un’azienda italiana con la prospettiva e lo slancio tipicamente internazionale di uno dei brand più riconoscibili nel panorama internazionale.

Camminare sempre un passo avanti alla concorrenza. È questa la filosofia che ha permesso a Pirelli raggiungere i vertici del mercato: l’azienda oggi conta 36mila dipendenti, 19 impianti produttivi in 13 Paesi e un portafoglio di 6.100 brevetti. Una capacità di produzione di 76 milioni di pneumatici per auto (nel 2017) e una rete distributiva di circa 14.600 punti vendita in oltre 160 Paesi, un network di vendita capillare che rende Pirelli sempre più vicina ai suoi consumatori.

Il brand deve la sua diffusione globale anche alle numerose partnership nel mondo dello sport: fornitore esclusivo di pneumatici per la Formula 1™, dei Mondiali di Superbike e, complessivamente, sponsor di 224 campionati di corse automobilistiche e 119 campionati di moto. Legami che affondano le radici nella volontà e la necessità di ricercare il massimo delle performance e, allo stesso tempo, il massimo della sicurezza e del controllo. Le partnership sportive sono carburante per l’innovazione, come nello sci – Pirelli sponsorizza la Coppa del Mondo di sci alpino – dove ha lanciato il primo Sport Carve Ski.

Nel calcio, invece, Pirelli è protagonista in una delle più lunghe e vincenti partnership a livello mondiale per il suo legame con l’Inter, alla quale è unita dal 1995. Un sodalizio possibile grazie ai valori condivisi dalle due società: l’impegno e la passione per lo sport sono il cuore delle vittorie, e rimangono salde anche nei momenti più difficili, una forza unica e inarrestabile alimentata dal lavoro di squadra, vero moltiplicatore di energie. Una fusione identitaria che ha creato un’unione inscindibile, caratterizzata soprattutto da quella vocazione internazionale che da sempre è l’anima dei brand Inter e Pirelli.

1995/96 1-23


Prima partita ufficiale sulla maglia dell’Inter e prima vittoria per Pirelli. All’esordio in campionato contro il Vicenza il gol decisivo è di un maestro delle punizioni come Roberto Carlos.

1996/97 2-23


L’abbraccio tra Zamorano e Djorkaeff in un freddo gennaio, a San Siro, dopo l’indimenticabile rovesciata del francese contro la Roma scalda l’ambiente nerazzurro.

1997/98 3-23


La P lunga, in giallo, e l’Inter vincono il primo trofeo insieme nella notte magica di Parigi: un’imprendibile Ronaldo semina la difesa della Lazio e si prende la terza Coppa Uefa nerazzurra.

1998/99 4-23


Il Fenomeno e il Divin Codino, una coppia d’attacco di livello mondiale, carichi per l’inizio della nuova stagione: finiranno entrambi in doppia cifra.

1999/2000 5-23


C’è la firma di Ivan Zamorano nello spareggio Champions League con il Parma. Con la doppietta di Baggio e il sigillo del cileno Inter e Pirelli conquistano un posto nell’Olimpo del calcio.

2000/2001 6-23


C’è Recoba, c’è il suo sinistro magico, ci sono gli avversari che non lo prendono nella grande rimonta nerazzurra contro la Juventus (2-2).

2001/2002 7-23


La P lunga è come un tatuaggio sul petto di Luigi Di Biagio, in una straordinaria vittoria dell’Inter sulla Roma (3-1) nella primavera del 2002.

2002/2003 8-23


Un’istantanea, una fotografia, un piccolo momento della lunga storia che dal 1995 lega Javier Zanetti, l’Inter e Pirelli.

2003/2004 9-23


Lo stadio Highbury dell’Arsenal sembrava una chimera per le squadre italiane, fin quando non è arrivata l’Inter di Hector Cuper, che ha portato a casa un netto 0-3 guidata dal suo capitano.

2004/2005 10-23


Non poteva esserci modo migliore per festeggiare i primi dieci anni di Pirelli in nerazzurro: l’Inter di Mancini alza al cielo la quarta Coppa Italia.

2005/2006 11-23


La Supercoppa italiana è un gol di Veron alla Juve a fine agosto, il modo migliore per iniziare la nuova stagione.

2006/2007 12-23


Dodici stagioni in nerazzurro, dodici stagioni con la P lunga cucita sul petto. Marco Materazzi è uno dei protagonisti del quindicesimo scudetto.

2007/2008 13-23


Il nome dell’uomo-scudetto 2007/2008 è quello di Zlatan Ibrahimovic. Entrato nella ripresa su un campo maltrattato dalla pioggia, con una doppietta regala all’Inter lo scudetto numero sedici della sua storia.

2008/2009 14-23


Il marchio Pirelli si tinge d’oro nell’anno del primo scudetto targato Mourinho. È l’inizio di un biennio magnifico che si chiuderà con il Triplete.

2009/2010 15-23


Primavera 2010 è sinonimo di Triplete. La P lunga è sempre presente nella miglior stagione mai vissuta da una squadra italiana.

2010/2011 16-23


Inter e Pirelli insieme sul tetto del mondo nel dicembre 2010, con una formazione piena di campioni intramontabili come Maicon, Zanetti, Eto’o, Stankovic, Cambiasso.

2011/2012 17-23


Quattro gol in due partite. Il Principe Milito si prende il centro del palco in entrambi i derby di Milano: all’andata il gol vittoria, al ritorno una magnifica tripletta.

2012/2013 18-23


Una rimonta dal sapore argentino fa cadere, per la prima volta nella storia, il fortino dello Juventus Stadium. La doppietta di Milito e il sigillo di Palacio fanno volare l’Inter di Stramaccioni.

2013/2014 19-23


La treccia, il tacco, l’esultanza per una vittoria all’ultimo respiro. Ancora una volta Inter e Pirelli portano a casa un derby nella cornice di San Siro.

2014/2015 20-23


Nerazzurri e Pirelli festeggiano la ventesima stagione di partnership con il 7-0 al Sassuolo e Mauro Icardi assoluto protagonista.

2015/2016 21-23


Gary Medel prende la mira, spara dai venticinque metri e segna il gol decisivo nella partita di San Siro contro la Roma.

2016/2017 22-23


Il giallo tipico di Pirelli e Inter torna a dominare sulle maglie nerazzurre, e diventa speciale nella notte in cui Icardi trascina i suoi al successo per 2-1 contro la Juventus.

2017/2018 23-23


L’esultanza genuina di Vecino, dopo la vittoria all’Olimpico contro la Lazio all’ultima giornata, è la copertina migliore per una qualificazione in Champions League che mancava da sette anni.