UN CALCIO AL RAZZISMO: JAVIER ZANETTI CONTRO LE DISCRIMINAZIONI NEGLI STADI

Il Vice President nerazzurro ha preso parte all'iniziativa promossa dall'Unione delle Comunità Ebraiche

ROMA - In occasione delle celebrazioni dedicate al Giorno della Memoria, le società calcistiche e le istituzioni sportive hanno raccolto l’invito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e sono scese in campo ancora una volta nella lotta contro il razzismo e l’antisemitismo negli stadi.

L’iniziativa, fortemente voluta da Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha visto la partecipazione del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, del presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, del presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi e dell'ad della Lega Calcio Serie A Luigi De Siervo. Numerosi i club professionistici presenti in sala, tra cui una delegazione nerazzurra formata dal Vice President Javier Zanetti e da una rappresentanza del settore giovanile maschile e femminile.

"L’Inter nasce con questa storia dentro il proprio sangue: siamo fratelli del mondo. Questo ci hanno lasciato i padri fondatori più di 100 anni fa e questo è il messaggio che oggi noi vogliamo portare avanti ai nostri tifosi e ai nostri giocatori, a partire dai più giovani - le parole di Javier Zanetti -. Dentro questa storia siamo orgogliosi di avere avuto tra i nostri allenatori, Arpad Weisz, il più giovane allenatore ad aver vinto uno scudetto con noi e ad aver lanciato Peppino Meazza. Lui e la sua famiglia vennero deportati ad Auschwitz. Con la campagna BUU, Brothers Universally United - fratelli universalmente uniti - abbiamo preso una posizione forte, netta, contro ogni forma di razzismo, contro ogni discriminazione. Il razzismo non può trovare spazio nel calcio".


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