“Inter Calling” con Zamorano e Recoba

“INTER CALLING” CON ZAMORANO E RECOBA

Il video e gli estratti più emozionanti della puntata che ha unito il talento, la classe e la determinazione dei due campioni nerazzurri

MILANO – Insieme hanno condiviso quattro stagioni con la maglia nerazzurra, conquistando la Coppa Uefa del 1998 e regalando gol spettacolari e giocate incredibili. Bam Bam Ivan Zamorano e il Chino Recoba sono i protagonisti della puntata di oggi di Inter Calling.

Grazie al loro talento hanno da subito conquistato il pubblico nerazzurro, ognuno con le sue specialità, come il sinistro di Recoba: “Mio padre, quando eravamo bambini, diceva che in casa poteva esistere solo il pallone di cuoio. La palla doveva essere dura, mai calciare quelle più leggere di plastica e naturalmente, quando ho iniziato a giocare, ero già più forte. Non so se è stata quella la ragione o la genetica o cosa, ma facevo già la differenza, forse per la forza che avevo nel colpire. E mi è capitato di ferire, ovviamente senza volere, qualche portiere, chi metteva la mano male poteva farsi male. Ma è una conseguenza di cose, di esperienze che ti portano, come in questo caso, a calciare un pallone duro, penso a Ivan e al doppio ritmo per salire di testa”.

Difficile da dimenticare l’elevazione di Zamorano e i suoi colpi di testa che lo tenevano in sospensione per secondi interminabili, anche questa una dote coltivata fin da bambino: “Quando sei piccolo, cerchi sempre di fare progressi. Sapevo di avere una virtù, che era il colpo di testa, e ci ho lavorato. Da bambino mia madre aveva un lampadario nel corridoio di casa, del nostro appartamento da dove pendeva una specie di piccolo fiore artificiale, che era piccolo, circa 30 centimetri più in basso. Io ho sempre cercato di colpire il fiore, fino a quando l'ho colpito ma il giorno dopo, quando sono tornato a casa da scuola, volevo fare la stessa cosa e non riuscivo più. E ricominciavo ancora e ancora e ancora, finché non l'ho colpito di nuovo. Poi il giorno dopo, tornato a casa da scuola, non ci arrivavo ancora. Mi sembrava strano. Poi ho scoperto che ogni volta ero riuscito colpire il fiore mia madre ci faceva un nodo per tirarlo un po’ più su, con lo scopo di farmi progredire, per farmi superare i miei limiti, finché ho rotto la lampada e così è finito il gioco. Se tu hai una dote e giochi con calciatori come il Chino, come Ronaldo, come Baggio, Moriero, devi sapere perfettamente che bisogna essere pronti per cercare di finalizzare la giocata. E quello, naturalmente, è una mia dote, cioè il colpo di testa: sapevo perfettamente che la palla sarebbe arrivata in area, non dovevo far altro che buttarla dentro”.

Tra i momenti più emozionanti della puntata, il ricordo dell’arrivo all’Inter del Chino: “Quando sono arrivato all'Inter mi sono ritrovato con questi giocatori che erano i migliori del mondo. Penso a Bam Bam, Simeone, Ronaldo stesso, Bergomi, Pagliuca e anche agli avversari. Era incredibile pensare di essere arrivato lì, è qualcosa che se mi fosse stato detto quando ero un bambino non ci avrei creduto. Sicuramente il calcio mi ha dato tanto, anzi ha dato a tutti noi, credo, molto più di quanto pensassimo”.

Qui la puntata integrale di Inter Calling con Ivan Zamorano e Alvaro Recoba:


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