Inter Campus Israele e Palestina: la parola a Ghetton

INTER CAMPUS ISRAELE E PALESTINA: LA PAROLA A GHETTON

Complesso, difficile, altalenante, spesso imprevedibile, il progetto israelopalestinese nella chiacchierata Instagram con i partner locali, Yasha Maknouz e Jasmine Seror, e il moderatore, psicologo, educatore, allenatore, Silvio Guareschi: un’occasione per approfondire

Tel Aviv – La situazione di emergenza – legata al Corona Virus - sta lentamente e progressivamente tornando alla normalità, sia in Israele sia in Palestina: apertura uffici, attività commerciali, parchi, scuole.

Gli allenamenti non sono ancora consentiti – solo attività sportive in modalità individuale – ma con la speranza di tornare in campo, sicuri e con cautela, per giocare a pallone insieme.

Questo momento di criticità che sembra lentamente affievolirsi è stato, come ci hanno raccontato Yasha e Jasmine, un’occasione per attenuare le distanze e le difficoltà interne dovute alla situazione socio-politica del Paese.

"Malgrado il continuo sviluppo e cambiamento, sotto tutti i punti di vista, economico, politico, sociale del Paese, Inter Campus Israele e Palestina ha saputo seguire il suo corso, altalenando momenti difficili e meno e credendo e confidando nella forza e sostanza del progetto: con risorse importanti, grazie ai nostri grandi vertici; unione e condivisione tra partner locali, PM e parte tecnica; inclusione delle famiglie e aiuti straordinari come quelli del partner che ha regalato, in questo momento di particolare difficoltà, pc ai bambini profughi di Tel Aviv, oggi più che mai mezzo di aggregazione virtuale e possibilità di gioco, nonché momento e strumento di felicità!

 

 

 

 

 

 

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