Alessandro - Il Posto Giusto
Legends
— 1 ora faTrentasei anni fa il gol di Alessandro Bianchi decisivo per completare la rimonta contro l'Aston Villa, lanciando il cammino dell'Inter verso la conquista della Coppa Uefa: riviviamolo nella puntata odierna di Internazionale Morning Club
7 novembre 1990. San Siro è pieno, il terreno è pesante e l'Inter deve recuperare due gol all'Aston Villa nei sedicesimi di Coppa UEFA.
Due settimane prima, a Birmingham, era finita 2-0 per gli inglesi. Una sconfitta netta, che ha lasciato poche certezze. Ma a Milano l'atmosfera è completamente diversa.
Dichiarazioni della vigilia.
Klinsmann: “All’andata abbiamo sbagliato molte occasioni. Oddio, abbiamo. Ho sbagliato molte occasioni. Chiedo scusa a tutti: compagni, allenatore, tifosi. Mi prendo le colpe ma non sono disperato: il calcio è una parte importante della mia vita, ma non è tutto”.
Matthäus: “Sarà una grande serata, adesso che abbiamo fatto pace e siamo di nuovo tutti amici. Purtroppo a Birmingham abbiamo giocato in dieci: mancavo io.”
Trapattoni: “Ultima spiaggia? L’ultima spiaggia è per chi muore e io, grazie a Dio, sto bene. Il futuro è l’opportunità dell’uomo. I grandi pensano sempre al giorno dopo, comunque vada. Per una rivincita o per vincere un’altra volta.”
E questo strano miscuglio di responsabilità personale, fatalismo e filosofia non poteva che produrre una partita diversa. Strana, vibrante, epica. Trapattoni schiera Klinsmann e Serena in attacco, Matthäus a guidare il centrocampo e Alessandro Bianchi sulla fascia. E dopo appena sette minuti arriva il primo gol.
Klinsmann riceve il pallone, guadagna spazio sul suo marcatore che non ha dubbi. Lo tira giù in area. Oggi sarebbe rigore ed espulsione, il regolamento, allora, tutelava meno gli attaccanti. Nel dubbio, Jurgen anche se ormai sta cadendo per terra calcia lo stesso. Uno a zero. San Siro, che in quegli anni è così pieno e ribollente solo in alcune serate, esplode. La rimonta è cominciata. L'Inter attacca, crea occasioni, costringe gli inglesi a difendersi. Serena sfiora il raddoppio, Bianchi ci prova, Matthäus inventa giocate. Ma Spink continua a parare.
Si va all'intervallo sull'uno a zero. Manca ancora un gol per pareggiare i conti, due per qualificarsi. Nella ripresa il copione non cambia. L'Inter spinge e al sessantaduesimo arriva il raddoppio. Punizione di Matthäus dalla destra, Pizzi prolunge, pallone che arriva a Nicola Berti. Nicolino prende la mira e spara, di sinistro. Palla all’angolino. Esultanza a braccia spalancate, a prendersi l’affetto della sua gente. Due a zero. San Siro ci crede. Ma con questo risultato si andrebbe ai supplementari. Dodici minuti dopo, ecco l'azione decisiva. Pizzi mette il pallone in area dalla sinistra. La palla è uscita, diranno gli inglesi. No, diranno interisti e guardalinee. Sul secondo palo arriva Alessandro Bianchi, che calcia al volo da posizione defilata, senza pensarci. Spink prova a intervenire, ma non riesce a fermarlo. Tre a zero. L'Inter è qualificata.
Bianchi corre a festeggiare, i compagni lo inseguono. San Siro è una bolgia. Il giorno dopo i giornali titolano: «L'Inter si moltiplica per tre». E Trapattoni, soddisfatto, sottolinea soprattutto una cosa: la squadra ha giocato con ordine, senza farsi prendere dalla frenesia. Per Alessandro Bianchi è una serata speciale. Non è un attaccante, non è abituato a segnare gol decisivi. Ma quella sera si trova nel posto giusto, al momento giusto, e firma una delle reti più importanti della sua carriera. L'Inter proseguirà il suo cammino europeo eliminando Partizan Belgrado, Atalanta e Sporting Lisbona. In finale arriverà la Roma, battuta nella doppia sfida che consegnerà ai nerazzurri la prima Coppa UEFA della loro storia.
E Alessandro Bianchi, da Cervia, si è ritagliato un posto speciale proprio in questa magica storia.