L'analisi dell'avversario: il Club Brugge
Squadra
— 1 ora faI nerazzurri ospiteranno i campioni del Belgio nella seconda giornata della League Phase 2026/27
Una vittoria per 3-0 contro il Parma per riprendere la marcia in campionato, il modo migliore per lanciarsi verso la prima notte europea da vivere a San Siro. L’Inter si prepara al debutto casalingo nella Champions League 2026/27, in cui i nerazzurri ospiteranno il Club Brugge al Meazza nel match valido per la seconda giornata della League Phase, in programma martedì 12 ottobre alle 21:00. Entrambe le squadre arrivano alla sfida a quota zero punti in classifica, frutto delle sconfitte subite nella prima giornata, con l’Inter battuta 2-1 dal Real Madrid e il Club Brugge k.o. per mano dell’Aston Villa, che ha vinto 2-3 il match del Jan Breydelstadion. I nerazzurri si troveranno di fronte a una squadra giovane, intraprendente e con un’idea di gioco chiara, allenata dal 2025 da Ivan Leko che ha guidato il Club Brugge al titolo di campione del Belgio conquistato nella passata stagione.
MODULO E STILE DI GIOCO
Leko ha costruito le recenti fortune del Club Brugge disegnando un 4-2-3-1 che può trasformarsi in un 4-3-3 nelle diverse fasi della partita: i campioni del Belgio sono una squadra che predilige avere il controllo del pallone, con una mentalità propositiva in fase di possesso e di pressione. Il gioco del Club Brugge si sviluppa in modo da favorire le iniziative sulle fasce, con due esterni capaci di puntare l’uomo e creare superiorità numerica, sfruttando allo stesso tempo gli inserimenti dei centrocampisti nella fascia centrale. I numeri di questo avvio di stagione raccontano di una squadra capace di mantenere saldamente il controllo del pallone, come testimonia il 63% di possesso palla medio fatto registrare nelle prime sette partite della Pro League 2026/27, con 611 passaggi effettuati a partita con l’88% di precisione.
Un predominio territoriale che ha portato il Club Brugge a tentare 18,6 conclusioni in media a partita, 6,1 delle quali nello specchio. Analizzando l’unica gara giocata in Champions League, invece, il dato relativo al possesso palla scende al 56% rispetto alla media mantenuta in campionato, ma indica comunque la volontà di fare la partita contro un avversario come l’Aston Villa. I due gol realizzati dalla squadra belga sono nati entrambi da iniziative laterali: nel primo caso è stato Virgili a puntare sulla sinistra, mettendo poi un cross basso e arretrato che ha trovato il mancino preciso di Vetlesen in mezzo all’area, mentre nel secondo è stato Seys ad alimentare l’azione e procurarsi il calcio di rigore con un cross deviato con il braccio da Wan-Bissaka. Le difficoltà per il Club Brugge sono arrivate in fase difensiva lasciando spazio in transizione sia nella fascia centrale di campo che in quelle laterali, con un baricentro mediamente alto che ha esposto la squadra belga alle ripartenze degli inglesi.
L'INIZIO DI STAGIONE
L’annata del Club Brugge è cominciata in modo positivo, con sette vittorie e una sconfitta nelle prime otto partite di Pro League: la squadra di Leko (21 punti) occupa al momento il secondo posto in classifica alle spalle del Gent (22). In campionato il Club Brugge ha realizzato diciannove gol subendone appena quattri: se però il dato degli Expected Goals in media a partita (2,17) è in circa in linea con la produzione offensiva reale, gli Expected Goals Attended sono circa 1,3 a partita, numeri che raccontano di una squadra che può concedere spazi e occasioni agli avversari. La gara di Champions contro l’Aston Villa è stata un esempio di questo tipo di scenario, il riferimento più importante per analizzare la sfida con l’Inter: il Brugge ha dimostrato di poter reagire allo svantaggio e creare occasioni e situazioni pericolose, ma ha anche concesso molti spazi agli avversari e ha incassato tre reti nel primo tempo.
L’Aston Villa è infatti riuscita a superare la pressione belga e attaccare gli spazi che si sono aperti quando la squadra di Leko ha portato diversi uomini in avanti, sia con trame palla a terra che con lanci lunghi a scavalcare la linea difensiva, come accaduto nel terzo gol realizzato da Jackson. Per quanto riguarda la produzione offensiva, invece, molti dei pericoli prodotti dal Club Brugge nascono dalle fasce: si cercano gli esterni con la circolazione palla a terra e con i cambi di gioco, per poi portare in zona palla il terzino e la mezzala di riferimento. In questo modo si crea la superiorità numerica fornendo diverse opzioni di scarico per combinazioni palla a terra, cercando di entrare in area di rigore. Un’altra arma di rilievo sono i calci piazzati: nella partita contro il Genk, ad esempio, due delle tre reti segnate dal Club Brugge sono arrivate sugli sviluppi di palla inattiva.
GIOCATORI CHIAVE
Squadra giovane, dall’età media di circa 24 anni, il Club Brugge, può contare su un gruppo talentuoso che gioca con una mentalità offensiva e la volontà di mantenere la propria identità contro qualsiasi avversario. Il punto di riferimento dei campioni del Belgio è Hans Vanaken, capitano e leader tecnico di una squadra che abbina esperienza e gioventù. Attorno a lui, Ivan Leko ha costruito un gruppo nel quale il dinamismo di Hugo Vetlesen e Freddie Potts si combina con la velocità degli esterni e la presenza offensiva di Nicolò Tresoldi. In difesa, Brandon Mechele rappresenta uno dei principali riferimenti per continuità ed esperienza, mentre Yann Sommer porta alla squadra il bagaglio internazionale maturato ai massimi livelli.
Vanaken è il giocatore attorno al quale ruota buona parte della manovra offensiva del Brugge, con la sua capacità di leggere gli spazi, giocare tra le linee e collegare il centrocampo con gli attaccanti, una struttura fisica importante a una buona sensibilità tecnica. Può agire da trequartista alle spalle della punta oppure abbassarsi per partecipare alla costruzione, diventando un riferimento per i compagni quando la squadra deve consolidare il possesso. Il suo compagno di reparto, complementare, è Vetlesen, può incidere con movimenti senza palla, corse verticali e inserimenti alle spalle dei centrocampisti avversari. Davanti a loro, il riferimento offensivo è Nicolò Tresoldi: punta giovane (22 anni), mobile e capace di attaccare la profondità, offre al Brugge una presenza in area senza essere necessariamente un centravanti statico. Sugli esterni agiscono Virgili e Forbs, esterni rapidi e capaci di puntare l’avversario, abili sia nella rifinitura che nell’accentrarsi per concludere l’azione. In difesa, invece, il riferimento principale per esperienza e continuità è Brandon Mechele, con Lee Han-Beom al suo fianco. Sulla fascia, invece, viene prevalentemente impiegato Joaquin Seys, 21 anni, che ha iniziato da titolare tutte le prime sette gare di campionato e ha totalizzato 618 minuti. Alle loro spalle, a difendere la porta belga, l’ex nerazzurro Yann Sommer, profilo internazionale che garantisce esperienza e qualità nell’impostazione.
A San Siro arriverà dunque un Club Brugge ambizioso, giovane e dinamico, una squadra che mette in campo idee propositive e con un’identità ben precisa, contro un’Inter che vorrà centrare i primi punti dell’annata europea nella prima notte di Champions League al Meazza.