L'analisi dell'avversario: il Feyenoord
Squadra
— 3 ore faGli olandesi di van Bronckhorst affronteranno l'Inter nella quarta giornata di League Phase della Champions League 2026/27
È di nuovo tempo di Champions League, con l'Inter attesa dalla trasferta di Rotterdam contro il Feyenoord, in occasione della quarta giornata della League Phase 2026/27. La partita è in programma martedì 3 novembre alle ore 21:00 allo Stadion Feijenoord "De Kuip". La formazione olandese arriva all'appuntamento con tre punti conquistati nelle prime tre gare europee, frutto della vittoria casalinga contro il Como e delle sconfitte contro Barcellona e Real Betis, con quattro reti realizzate e otto subite.
In campionato, invece, il Feyenoord sta vivendo un avvio decisamente positivo: dopo undici giornate di Eredivisie è primo in classifica con 25 punti, frutto di sette vittorie e quattro pareggi, senza sconfitte. La squadra è allenata da Giovanni van Bronckhorst, tornato sulla panchina del club nel giugno 2026. Per lui si tratta della prima stagione di questo nuovo ciclo, dopo la precedente esperienza alla guida del Feyenoord tra il 2015 e il 2019, culminata con la conquista del campionato olandese nel 2016/17.
MODULO E STILE DI GIOCO
Giovanni van Bronckhorst ha impostato il Feyenoord principalmente con un 4-3-3, sistema utilizzato in due delle prime tre gare di Champions League, alternato al 4-2-3-1 in base alle caratteristiche dell'avversario e ai momenti della partita. L'identità della squadra olandese è legata alla ricerca di un calcio propositivo, con i centrocampisti che partecipano alla costruzione del gioco e la volontà di sviluppare azioni attraverso le corsie esterne. Il Feyenoord cerca di mantenere una struttura offensiva con diversi uomini coinvolti nella manovra, sfruttando la qualità tecnica degli interpreti e la capacità degli esterni di creare superiorità nell'uno contro uno.
Il 4-3-3 di van Bronckhorst prevede una buona occupazione della zona centrale del campo, con un centrocampista incaricato di dare equilibrio e due mezzali che possono accompagnare l'azione, inserirsi negli spazi e partecipare alla rifinitura. Gli esterni offensivi, invece, hanno il compito di allargare il raggio d’azione, puntare l’avversario e creare presupposti per gli inserimenti dei compagni. Un altro aspetto importante riguarda le transizioni offensive: recuperata la palla, il Feyenoord cerca di sfruttare la velocità dei propri giocatori offensivi per attaccare gli spazi prima che gli avversari riescano a ricompattarsi.
Ci sono però alcune vulnerabilità. La propensione a portare molti uomini nella metà campo avversaria può lasciare spazi alle spalle dei terzini e tra il reparto difensivo e quello di centrocampo. Quando la prima pressione viene superata, la squadra può faticare a ricomporre rapidamente le distanze, concedendo agli avversari la possibilità di attaccare in campo aperto. È una situazione emersa soprattutto nelle prime tre gare europee, nelle quali il Feyenoord ha dovuto confrontarsi con avversari capaci di sfruttare la qualità tecnica e la velocità nelle ripartenze.
L'INIZIO DI STAGIONE
Il Feyenoord ha iniziato la stagione 2026/27 con un rendimento convincente in Eredivisie. Dopo undici giornate, la formazione di Van Bronckhorst occupa il primo posto con 25 punti, grazie a sette vittorie e quattro pareggi. Sono 33 i gol realizzati e 12 quelli subiti, con una differenza reti di +21.
Numeri che raccontano una squadra molto produttiva in fase offensiva, capace di segnare 3 reti a partita, ma anche sufficientemente solida nella propria metà campo. Il rendimento domestico è confermato dai dati relativi alle occasioni create: il Feyenoord ha prodotto 29,06 expected goals nelle prime undici giornate, con una media di 2,66 a partita, mentre gli expected goals concessi sono 10,77, pari a 0,96 a gara. Anche il volume offensivo è significativo: 20,6 conclusioni a partita, di cui 8,4 nello specchio della porta. Il dato relativo al possesso medio si attesta invece al 53,2%, con una precisione nei passaggi dell'86,8%.
Il quadro cambia parzialmente in Champions League. Dopo tre giornate, gli olandesi hanno raccolto una vittoria e due sconfitte, segnando quattro gol e incassandone otto. In Europa, il possesso palla medio scende al 45,34%, con una precisione nei passaggi dell'87%. Il dato più significativo è quello relativo ai gol subiti: 2,67 di media a partita, senza aver ancora mantenuto la porta inviolata. La differenza tra rendimento nazionale ed europeo emerge soprattutto nella gestione del pallone e nella capacità di controllare le partite. In Eredivisie il Feyenoord riesce a imporre con maggiore continuità il proprio ritmo, mentre in Champions ha dovuto affrontare avversari capaci di metterlo in difficoltà attraverso la pressione e la qualità nelle transizioni. Il Feyenoord ha subito la superiorità tecnica e il ritmo del Barcellona, faticando a mantenere il possesso (28%) e a contenere le iniziative offensive avversarie.
L'unico successo europeo del Feyenoord è arrivato contro il Como: nel match contro la squadra di Fabregas, gli olandesi hanno mostrato una maggiore capacità di gestire il pallone e di sviluppare la manovra offensiva, mantenendo un’intensità molto elevata in fase di pressione e di recupero palla, arrivando a calciare da fuori area con ottimi risultati. Contro il Betis, il Feyenoord ha provato a mantenere la propria identità di gioco, arrivando al 53% di possesso e schierandosi ancora con il 4-3-3. Nonostante una maggiore presenza nella gestione del pallone rispetto alla gara contro il Barcellona (in cui il dato del possesso del Feyenoord era intorno al 28%), gli olandesi non sono riusciti a trovare la via del gol. Una sconfitta che ha evidenziato qualche difficoltà nel trasformare il possesso in occasioni realmente pericolose.
I GIOCATORI CHIAVE
La rosa del Feyenoord a disposizione di Giovanni van Bronckhorst presenta un interessante equilibrio tra giocatori di esperienza internazionale e giovani talenti, con un'età media di circa 24,6 anni. La squadra dispone di diverse soluzioni soprattutto dalla metà campo in avanti, dove qualità tecnica, dinamismo e capacità di attaccare gli spazi rappresentano alcuni dei principali punti di forza. Tra i giocatori che si sono maggiormente messi in evidenza nelle prime tre giornate di Champions League spicca Anis Hadj Moussa, esterno offensivo algerino che agisce prevalentemente sulla destra. Rapido e abile nell'uno contro uno, garantisce imprevedibilità e qualità, e ha già lasciato il segno in Europa con la rete realizzata nella vittoria contro il Como. Nella stessa partita è stato decisivo anche Gjivai Zechiël, centrocampista dinamico e di buone qualità nel palleggio, autore del gol del pareggio contro i lariani.
Il punto di riferimento è Luciano Valente, capitano della squadra: centrocampista versatile e abile nel collegare i reparti, partecipare alla costruzione e trovare gli spazi tra le linee. Insieme a lui agisce bene tra le linee Sem Steijn, trequartista o centrocampista offensivo con propensione agli inserimenti e alla conclusione, già a segno nella trasferta contro il Barcellona. Nel reparto avanzato il Feyenoord può contare inoltre su Ayase Ueda, centravanti giapponese che garantisce presenza in area e capacità realizzativa, Nacho Ferri, attaccante spagnolo dotato di struttura fisica, e Gonçalo Borges, esterno portoghese veloce e imprevedibile. Completano il pacchetto offensivo Reiss Nelson, Gaoussou Diarra e il giovane Shaqueel van Persie.
A centrocampo, oltre agli spunti offensivi di Valente, Steijn e Zechiël, c'è l'equilibrio offerto da Oussama Targhalline, mediano marocchino che abbina dinamismo e capacità di recupero del pallone. Charles Vanhoutte, centrocampista belga, è utile nel garantire equilibrio e intensità, e Jakub Moder, duttile nel ricoprire più ruoli nella fascia centrale di campo.
Anche il reparto difensivo presenta una buona varietà di caratteristiche. Givairo Read è uno dei giovani più interessanti della rosa: terzino destro dinamico, capace di accompagnare la manovra e garantire spinta sulla fascia. Sulla corsia opposta opera Javi López, mentre Mika Mármol e Jeremiah St. Juste rappresentano due importanti riferimenti per il reparto centrale. A disposizione ci sono anche Tsuyoshi Watanabe, difensore giapponese dotato di esperienza e solidità, e altri interpreti come Gijs Smal, Bart Nieuwkoop, Jordan Bos e Mats Deijl, che ampliano le possibilità di rotazione.
Tra i pali il titolare è Tjark Ernst, portiere tedesco classe 2003, che ha disputato tutte e tre le prime partite di Champions League, subendo complessivamente otto reti. Nonostante il passivo, si è distinto soprattutto nella trasferta contro il Real Betis, nella quale ha effettuato numerosi interventi, limitando il risultato.