COMO, ITALY - NOVEMBER 04: Ange Yoan Bonny of FC Internazionale in action during the FC Internazionale training session at Inter Training Center - In memory of Angelo Moratti at Appiano Gentile on November 04, 2026 in Como, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

L’analisi dell’avversario: il Como



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I nerazzurri scenderanno in campo contro la squadra di Cesc Fabregas domenica 8 novembre alle 18:00 a San Siro


Dopo la vittoria in Champions League in casa del Feyenoord, la seconda stagionale nella League Phase, l’Inter si prepara al prossimo impegno in campionato, l’ultimo prima della sosta per gli impegni delle Nazionali, con i nerazzurri che ospiteranno a San Siro il Como nell’11ª giornata di Serie A. Un confronto che nella scorsa stagione ha regalato gol e spettacolo, una sfida tra due squadre ricche di qualità: l’Inter occupa il secondo posto in classifica a quota 25 punti, con il secondo miglior attacco del campionato con 26 gol segnati; il Como, quarto, ha conquistato 23 punti e ha la miglior difesa del torneo al pari della Lazio, con otto reti subite. La squadra di Fabregas, in settimana, ha conquistato una roboante vittoria per 1-9 in Champions League in casa del Lens, e sta vivendo un avvio di stagione da protagonista sia in Italia che in Europa.

Domenica 8 novembre - ore 18:00

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Arrivato alla sua quarta stagione sulla panchina lariana, Fabregas è riuscito a costruire un sistema di gioco riconoscibile e cucito sul talento dei suoi giocatori offensivi, riuscendo allo stesso tempo a dare alla squadra equilibrio in fase difensiva. Il tecnico catalano ha impostato un 4-2-3-1 in grado di far coesistere contemporaneamente in campo almeno quattro giocatori offensivi, sfruttandone anche l’atletismo e la predisposizione al ripiegamento per tenere le giuste distanze in campo. Il Como possiede grandi qualità nella gestione del possesso, che sfrutta per chiudere gli avversari nella propria metà campo e creare presupposti per occasioni da gol: nelle prime dieci giornate, il dato del possesso palla medio dei lariani è del 62,1%, il secondo in Serie A alle spalle dell’Inter (62,4%). Una mole di gioco che, in proporzione, non ha prodotto un elevato numero di situazioni da rete: con 18 gol segnati in 10 partite il Como è il sesto attacco del campionato, un dato in linea con quello degli XG (18.32).

La squadra di Fabregas riesce a costruire le sue manovre offensive attraverso due sviluppi principali: le corsie esterne, presidiate da due terzini costantemente proiettati in avanti, capaci di arrivare al cross con grande qualità e di combinare con i trequartisti, e le combinazioni nello stretto nella zona della trequarti avversaria. Il Como è molto pericoloso quando riesce a mettere un giocatore nelle condizioni di crossare con spazio, grazie alla grande capacità dei giocatori offensivi di riempire l’area di rigore (almeno tre considerando la punta, il trequartista della fascia opposta e l’inserimento di uno dei due mediani). Allo stesso modo, la duttilità e l’intelligenza nell’occupare gli spazi e le posizioni intermedie di giocatori come Nico Paz, Baturina, Da Cunha consente al Como di creare superiorità numerica sulla trequarti o all’ingresso dell’area di rigore: diversi giocatori in zona palla in grado di dar vita a combinazioni nello stretto e tentare la conclusione. Proprio le qualità balistiche dei trequartisti del Como rappresenta un’ulteriore arma offensiva: i lariani hanno tentato 203 conclusioni nelle prime dieci giornate (secondo miglior dato alle spalle delle 220 tentate dall’Inter).

Difensivamente, invece, il Como cerca di aggredire gli avversari nella propria metà campo in diverse fasi del match, arrivando a realizzare quattro reti da situazione di recupero palla alto. Un tipo di pressione che si è rivelata efficace, ma che ha anche lasciato campo e occasioni agli avversari una volta superata. A sua volta, poi, la squadra di Fabregas ha incontrato qualche difficoltà contro squadre capaci di aggredire alte sulla costruzione dal basso (Torino, Feyenoord), o contro squadre abili a ribaltare velocemente il fronte una volta recuperato il pallone.

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23 punti in campionato frutto di sette vittorie, due pareggi e una sconfitta, con 18 gol fatti e 8 subiti, una striscia aperta di quattro successi consecutivi in Serie A. 9 punti in quattro partite di Champions League, con le due vittorie interne – entrambe per 4-1 – su Lipsia e Manchester United, lo straordinario successo esterno per 1-9 contro il Lens e una sconfitta per 3-2 contro il Feyenoord. I primi due mesi della stagione del Como sono stati decisamente positivi, con una grande continuità nei risultati e nel gioco prodotto. La squadra di Fabregas ha iniziato la stagione pareggiando a Udine nel match inaugurale, poi ha centrato i tre punti nelle trasferte con Napoli (1-2) e Genoa (1-2) e nel primo match interno contro il Parma (2-1), seguito dalla prima – e unica – sconfitta in campionato in casa del Frosinone (2-0). Dopo il pareggio per 0-0 contro la Roma, il Como ha collezionato quattro vittorie consecutive contro Fiorentina (1-3), Sassuolo (2-0), Torino (1-3) e Venezia (1-0). Partite e situazioni diverse, che hanno testato i lariani in scenari differenti, ma che non hanno modificato lo stile di gioco e l’approccio alla partita della squadra. La vittoria contro il Venezia è arrivata controllando il pallone cercando di aggirare il blocco basso della squadra di Nicola: una combinazione in velocità in area ha procurato il rigore realizzato da Da Cunha che ha deciso la sfida. Contro il Torino, invece, il Como ha sofferto la pressione e l’intensità messa in campo dalla squadra di Abate, passata in vantaggio recuperando un pallone nei pressi dell’area lariana e andata più volte vicina al raddoppio distendendosi in contropiede: nel finale, però, il Como ha ribaltato il match con tre gol negli ultimi minuti, sfruttando le qualità di Nico Paz e la grande densità portata nell’area di rigore granata. Nel match contro il Sassuolo sono state decisive le iniziative sulle fasce e il recupero alto per consentire a Douvikas di battere a rete due volte. Recuperi e transizioni letali anche contro la Fiorentina: una pressione sulla trequarti ha portato al primo gol di Liberali, un’azione in velocità sulla fascia ha propiziato la rete di testa di Nico Paz.

GIOCATORI CHIAVE

Rosa giovane (età media di 25,7 anni) e ricca di giocatori di talento, il Como può contare su diversi elementi capaci di fare la differenza in ogni reparto. Il giocatore attorno a cui gira la fase offensiva lariana è Nico Paz, reduce da un’annata da 12 gol e 7 assist, uno dei trascinatori alla qualificazione in Champions League conquistata nello scorso campionato. Giocatore completo tecnicamente e fisicamente, dotato di un piede sinistro di livello assoluto, Paz ama svariare sul fronte offensivo, legare il gioco e cercare la conclusione. Un vero e proprio regista offensivo, capace di fare la differenza in più zone di campo: può rendersi pericoloso dalla distanza e su calcio da fermo, è in grado di allargarsi per cercare il cross ma anche di inserirsi coi tempi giusti per staccare di testa (due gol in campionato sono arrivati in questo modo, contro Fiorentina e Torino).

Ad affiancare l’argentino sulla trequarti del Como ci sono Baturina e Da Cunha, giocatori estremamente tecnici e versatili, capaci di vedere la porta da lontano e di occupare al meglio gli spazi intermedi tra il centrocampo e la difesa avversaria. I movimenti e le combinazioni di questi tre giocatori sono spesso decisivi nella produzione offensiva del Como, ma il loro lavoro prevede anche un grande impegno in fase di pressing: contro il Manchester United, ad esempio, il primo gol nasce da un’iniziativa di Da Cunha sulla sinistra, che vede l’inserimento di Nico Paz alle spalle di Matheus Cunha. Il dieci del Como riceve al limite dell’area e, sfruttando la distanza di Maguire, sposta il pallone sul sinistro e calcia a giro sul secondo palo. Nel secondo tempo, invece, realizza la propria doppietta recuperando un pallone su Baleba per poi mettersi in proprio e andare a concludere.

Davanti a loro agisce Tasos Douvikas, attaccante estremamente versatile e in grado di rendersi pericoloso in più modi, capocannoniere della Champions League con 6 gol in quattro partite: bravissimo ad attaccare la profondità, forte fisicamente e nel lavoro spalle alla porta, abile ad attaccare il centro dell’area. Saranno invece assenti Diao e Kean, due profili in grado di alzare il tasso di velocità, fisicità e dribbling.

L’equilibrio del Como si basa sul grande lavoro svolto dalla coppia di mediani: Maximo Perrone, Luis Milla e Maxence Caqueret si alternano, a volte insieme a Da Cunha, nei due slot davanti alla difesa. I mediani sono un collante tra fase difensiva e offensiva, spesso abbassandosi tra i centrali per costruire gioco, arrivando poi a supporto dell’azione nell’attacco dell’area opposta, schermo davanti alla retroguardia, pressione sui riferimenti avversari. A guidare la linea difensiva, invece, è Jacobo Ramon: centrale fisico e tecnico, abile in impostazione e molto pericoloso nel gioco aereo con già 3 gol attivo in stagione tra Serie A e Champions League. Al suo fianco ha trovato posto Kempf vista l’assenza di Chalobah, mentre sulle fasce Fabregas può contare su terzini di qualità e spinta come Yan Couto, Alex Valle e Kaiki.


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