Barella: "Abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo"



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— 1 ora fa
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Le parole del centrocampista nerazzurro, che ha parlato al termine del match di Champions contro lo Shakhtar insieme a Josep Martinez e Manuel Akanji


Una partita che si è trasformata in una battaglia: intensità, duelli, pressione, corsa, con la volontà di dare il massimo fino all'ultimo secondo per portare a casa un risultato pesantissimo. Nicolò Barella ha messo tutto se stesso in campo, da capitano, per guidare la squadra alla prima vittoria in questa Champions League. Nel finale era ancora lì a rincorrere gli avversari, a recuperare palloni, a provare a portarli lontani dalla porta nerazzurra. Ha alternato gestione del possesso a fasi di lotta e di contrasti, con determinazione e leadership.

Queste le sue parole al termine della sfida contro lo Shakhtar:

“All'inizio abbiamo fatto un po' fatica, eravamo contratti e la mancanza della vittoria in Champions era un pensiero. Non abbiamo giocato la nostra miglior partita ma contava vincere in qualsiasi cosa. Quando eravamo in dieci avevamo le spalle al muro e abbiamo tirato fuori tutto quello che avevamo e qualcosa in più: serve migliorare nell'approccio delle partite, anche con un po' di cattiveria, in Champions può succedere di tutto. In qualche situazione serve più concentrazione. Mkhitaryan? Penso che sia come il vino, migliora con il passare degli anni, posso solo fargli i complimenti e ringraziarlo perché era abituato a giocare sempre da titolare e adesso che gioca meno quando entra è fondamentale e riesce a dare il meglio di sé.”

Nicolò Barella

Una prova di solidità, il primo clean sheet europeo, un risultato conquistato anche grazie alla prestazione della linea difensiva nerazzurra: Manuel Akanji ha giocato una partita rocciosa, grintosa, di esperienza e di personalità.

Queste le sue dichiarazioni al termine della sfida:

“Non era facile oggi, abbiamo deciso di non pressare troppo alto per non dare troppe occasioni agli avversari, abbiamo controllato di più in difesa. L'espulsione? Mi chiedo come l'arbitro abbia potuto dare due gialli: poteva condizionare la partita, ma abbiamo lottato da squadra, abbiamo mostrato molto carattere e anche in dieci abbiamo creato occasioni per segnare il secondo gol. Questi dettagli fanno capire lo spirito di questa squadra. Sapevamo che dovevamo reagire dopo le prime due partite, soprattutto dopo la scorsa in cui abbiamo concesso gol e occasioni, ma oggi abbiamo fatto un buon lavoro e avevamo la necessità di vincere per andare avanti. Credo che a volte dobbiamo ragionare in modo da limitare gli avversari e non concedere occasioni: non sempre possiamo andare alti a prendere gli avversari mostrando il fianco, ma possiamo far salire gli avversari e trovare il modo di far male.”

Ci ha messo le mani, Josep Martinez, più e più volte. Decisivo il portiere spagnolo, che ha messo la firma sul primo successo stagionale dell'Inter in Champions League con tre interventi fondamentali: una smanacciata nella prima frazione su colpo di testa di Bondar, un riflesso felino per salvare quasi sulla linea un colpo di testa che è rimbalzato davanti a lui. Due interventi nel giro di un minuto nel finale, con l'Inter raccolta dietro a difendere il vantaggio: prontissimo sul destro secco di Newertton sul primo palo, reattivo sul corner seguente a respingere il colpo di testa di Matviyenko .

Queste le sue parole a Inter TV al termine della partita:

“Sono contento per la squadra, era una partita molto importante per noi dopo non aver preso punti nelle prime due partite. Una vittoria del genere con un uomo in meno ha tantissimo valore, non è un impresa da tutti. Loro sono una grande squadra e hanno giocato bene, ma è stata davvero una vittoria fondamentale per noi. Cerco di aiutare la squadra, voglio fare i complimenti ai miei compagni per la consapevolezza con cui hanno giocato. Dal punto di vista dell'umiltà, della sofferenza e della voglia di mollare mai è stata una vittoria che ci serviva moltissimo. oggi contava solo conquistare i tre punti.”

Josep Martinez


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