L'analisi dell'avversario: il Bologna
Squadra
— 15 ott 2026I rossoblù di Raffaele Palladino saranno gli avversari dell'Inter nella settima giornata di campionato
Dopo due impegni consecutivi a San Siro tra campionato e Champions League, l’Inter si prepara ad affrontare la trasferta di Bologna, valida per la settima giornata di Serie A. I nerazzurri si presentano al Dall’Ara al primo posto in classifica con 16 punti, al pari della Lazio, e affronteranno un Bologna reduce dalla prima vittoria in campionato: i rossoblù hanno ottenuto un successo per 1-2 in casa del Lecce nell’ultimo turno grazie alle reti di Orsolini e Enem. I felsinei occupano al momento la quattordicesima posizione in classifica dopo aver conquistato 5 punti in sei partite, quattro dei quali ottenuti nelle ultime due partite, le prime due con Raffaele Palladino in panchina: dopo la quarta giornata, infatti, il Bologna ha cambiato guida tecnica, con l’allenatore campano che ha preso il posto di Domenico Tedesco.
MODULO E STILE DI GIOCO
Dopo le due stagioni con Vincenzo Italiano, passato in estate sulla panchina del Besiktas, il Bologna ha scelto di ripartire da Domenico Tedesco. Il mercato ha portato diverse novità tra i rossoblù, che hanno perso giocatori chiave dell’ultima stagione come i due attaccanti, Santiago Castro e Thijs Dallinga, un pilastro difensivo come John Lucumì, due giocatori offensivi come Giovanni Fabbian e Jonathan Rowe. A ricoprire il ruolo di punta sono arrivati Roberto Piccoli e Artem Dovbyk, a centrocampo Mikel Amondarain, in difesa è tornato Arthur Theate.
Tedesco ha dunque provato a raccogliere il blocco reduce dalle due annate con Italiano, impostando un 4-2-3-1 di base per dare continuità al lavoro svolto nelle ultime due stagioni, ma i risultati delle prime giornate hanno visto un Bologna che ha raccolto un pareggio e tre sconfitte, faticando a trovare la via della rete nonostante un possesso palla medio del 55%. L’arrivo di Palladino ha portato un cambiamento sostanziale, con il passaggio al 3-4-3 che si è visto nelle sfide contro Torino e Lecce.
In queste due partite i rossoblù hanno lasciato agli avversari il controllo del pallone, con il dato del possesso medio sceso al 41,5%, ma hanno conquistato quattro punti e segnato tre gol, grazie all’aggressività in pressing, al gioco più verticale e alle iniziative sviluppate dagli esterni. Una delle giocate più ricercate contro Torino e Lecce è stata la verticalizzazione diretta sulla punta, che ha giocato di sponda per lanciare l’uno contro uno delle ali. Le tre reti sono arrivate dalla fascia sinistra, nate dal piede di Cambiaghi e dall’occupazione dell’area dell’ala opposta, Bernardeschi o Orsolini, o dell’attacco centrale della punta (Enem contro il Lecce).
L'INIZIO DI CAMPIONATO
Un punto conquistato nelle prime quattro partite, quattro nelle ultime due: il Bologna sta provando a cambiare marcia dopo un avvio di stagione complicato dal punto di vista dei risultati. Dopo l’esordio interno contro la Lazio e la seconda giornata in casa dell’Atalanta, in cui sono arrivate due sconfitte per 1-0, i rossoblù hanno pareggiato al Dall’Ara contro il Sassuolo: un 2-2 in cui sono andati a segno i due nuovi attaccanti, con Piccoli e Dovbyk che hanno risposto due volte al vantaggio neroverde. L’1-0 subito a Napoli è stato decisivo per le sorti di Tedesco, sollevato dall’incarico lo scorso 16 settembre e sostituito da Palladino.
La scelta di passare al 3-4-3 ha portato benefici immediati dal punto di vista della produzione offensiva: Miranda e Zortea hanno alzato la propria posizione a esterni di centrocampo, e hanno avuto più libertà nella spinta offensiva associandosi alle ali per favorire l’uno contro uno e la ricerca della superiorità numerica. Piccoli, attaccante di riferimento in questo inizio di stagione, si è sdoppiato nella veste di giocatore di raccordo, abbassandosi per giocare di sponda spalle alla porta facendo salire la squadra, e di catalizzatore offensivo. Il punto forte di queste due partite sono state le iniziative sviluppate sulle fasce: a sinistra, Cambiaghi ha dato prova di essere pericoloso quando riesce a puntare e crossare. Contro il Lecce ha servito i due assist per Orsolini ed Enem, contro il Torino il gol di Bernardeschi è arrivato da un suo cross.
I GIOCATORI CHIAVE
Rosa dall'età media di 26 anni, il Bologna può contare su un gruppo di giocatori che compongono da diversi anni la spina dorsale della squadra, rinnovato dagli arrivi dell'estate. I rossoblù saranno però privi del giocatore di maggior talento offensivo: Riccardo Orsolini è infatti indisponibile a causa di un problema fisico, e a prendere il suo posto sul lato destro dell'attacco bolognese sarà Federico Bernarderschi. Il classe '94 sta vivendo un inizio di stagione positivo, con un gol realizzato contro il Torino, e avrà il compito di legare il gioco e occupare l'area di rigore. L'altro elemento chiave delle manovre rossoblù è Nicolò Cambiaghi: dalla sua qualità nell'uno contro uno passa gran parte della pericolosità offensiva della squadra di Palladino. Piccoli e Dovbyk rappresentano due profili diversi da schierare al centro dell'attacco: più mobile e dinamico il primo, più fisico il secondo. A loro si aggiunge Jay Enem, classe 2003 arrivato a settembre dalla Stella Rossa: punta alta, fisica e brava nell'attaccare l'area, ha già trovato un gol in Serie A nell'ultimo turno contro il Lecce.
A guidare la squadra a centrocampo è Lewis Ferguson, punto fermo e leader, alla sua quinta stagione con la maglia del Bologna: lo scozzese garantisce qualità e fisicità, dinamismo e inserimenti, e accanto a lui possono trovare posto Pobega, Moro o Amondarain, oltre al rientrante Odgaard, che può ricoprire anche zone di campo più offensive a seconda delle fasi della partita. Dall'arrivo di Palladino, poi, le fasce laterali hanno acquisito ulteriore importanza nel gioco rossoblù: Zortea a destra e Miranda a sinsitra rappresentano due profili in grado di mettere a disposizione una spinta costante, con velocità e qualità nelle giocate per accompagnare l'azione, oltre ai ripiegamenti in fase difensiva per abbassarsi e aiutare il terzo centrale di riferimento. In difesa, invece, il ritorno di Theate ha restituito a Palladino un giocatore solido, e l'arrivo dell'ex nerazzurro Darmian ha portato esperienza e leadership, aggiungendosi a un reparto che può già contare su Heggem e Casale a protezione di Skorupski.
Al Dall'Ara, dunque, i nerazzurri si troveranno di fronte una squadra rinnovata rispetto alle ultime stagioni, con un nuovo allenatore e un nuovo modulo, ripartita dopo un avvio in salita e determinata a dare continuità ai risultati positivi delle ultime due gare.