Il gol di Sucic, l'esperienza di Mkhi: i cinque momenti di Inter - Parma
Squadra
— 47 minuti faIl campionato nerazzurro riparte con una netta vittoria dopo la sosta, la quinta in sei partite di campionato: ecco cinque istantanee del successo sui gialloblù
Il tramonto su San Siro, in una giornata dagli albori autunnali e dal sole pomeridiano, ci ha riconsegnato una grande Inter dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali. Un’Inter che approccia la partita con fame, voglia di vincere, di divertirsi e dare spettacolo. Un’Inter che pressa e recupera palloni, che accerchia il Parma e lo mette spalle al muro con poco più di 30 minuti. Troppa la voglia di tornare a far esultare un San Siro sempre pieno, sempre sull’attenti perché i nerazzurri arrivano da ogni parte. L’uno-due firmato da Sucic e Calhanoglu in 5 minuti tra il 13’ e il 18’ spalanca la strada, il sigillo di Thuram al 31’ incanala il match su un binario di gestione e spettacolo, con Chivu che può gestire le forze nel secondo tempo e dosare i minutaggi: 90 minuti per Mkhitaryan e Sucic, padroni a centrocampo e sempre pericolosi in transizione, esordio a San Siro per Djed Spence, che nei 27’ in campo ha dato modo di vedere quegli strappi sulla fascia destra che aveva mostrato in estate con la Nazionale inglese. Al fischio finale è già notte fonda, i tre punti sono archiviati: in attesa di proiettarsi al debutto casalingo in Champions League, in programma martedì 12 ottobre contro il Club Brugge, riviviamo Inter-Parma in cinque momenti, cinque istantanee per raccontare il 3-0 del Meazza nella sesta giornata di campionato.
LA FAME DI SUCIC
"Non mi importa dei minuti o del ruolo, voglio solo dare il massimo e aiutare la squadra". Ha appena ricevuto il premio di MVP del match, Petar Sucic, quando commenta in questo modo la sua prestazione contro il Parma. Aveva voglia di spaccare il mondo, di essere decisivo in nerazzurro, dopo una sosta in cui la sua Croazia ha subito tre sconfitte in quattro partite giocate. Chivu lo trova scalpitante e lo lancia dal primo minuto nel match contro il Parma: risultato? Gol dell'1-0, corsa a tutto campo, tante giocate belle e utili, personalità. La rete che sblocca il match, in particolare, è un manifesto dell'inizio di stagione dell'Inter, con Petar che incarna quello spirito combattivo e quella voglia di aggredire alti gli avversari che i nerazzurri stanno applicando con efficacia. Al minuto 13, dopo una conclusione alta di Calhanoglu, il Parma riprende il gioco dal fondo, con Corvi che serve Mandela Keita: il 16 gialloblù arriva a ricevere il pallone al limite della propria area, spalle alla porta avversaria, ma l'Inter è ben disposta per la pressione e le linee di scarico sono già coperte. Sucic legge la situazione in anticipo, è già francobollato a Keita e più reattivo nel momento in cui il pallone arriva tra i piedi del mediano belga: Petar gli sradica la palla dai piedi e lascia partire un bolide di sinistro che si insacca sotto alla traversa, realizzando il suo primo gol stagionale. Anche l'esultanza è rabbiosa e liberatoria per una rete che mancava da maggio e che ha messo in discesa una partita per nulla scontata, come l'ha definita Chivu nel post-gara: bentornato, Petar!
IL LAVORO DI PIO
Spesso si tende a ridurre il livello della prestazione di un attaccante al fatto che abbia segnato o meno: con Pio Esposito questo ragionamento è decisamente molto riduttivo. Era reduce da altre due reti con la maglia dell'Italia, e Chivu lo ha scelto accanto a Thuram per guidare l'attacco nerazzurro nel match contro il Parma: non ha segnato, stavolta, ma è riuscito comunque a risultare decisivo con quel lavoro spalle alla porta in cui sta diventando un maestro. Letture, attacco al primo palo, abilità nell'usare quel fisico possente a cui i difensori avversari sono costretti ad aggrapparsi, spesso commettendo fallo: Pio dà tutto per la squadra, e come ha detto Chivu, la parola egoista non esiste nel suo vocabolario. Due minuti dopo il vantaggio realizzato da Sucic, l'attaccante nerazzurro legge alla perfezione un cross basso di Dimarco, arrivando in anticipo su Diego Carlos e controllando il pallone in area: proprio questo anticipo, con cui Pio ruba il tempo al brasiliano, è decisivo nelle sorti del match. Il difensore del Parma, infatti, arriva in ritardo e pesta il tallone di Esposito: Pio conquista così un calcio di rigore, trasformato da Calhanoglu nel gol del 2-0 per l'Inter. Oltre al penalty procurato, Esposito lotta, recupera palloni e fa la sponda per Mkhitaryan nell'azione del terzo gol di Thuram, per poi uscire al minuto 61 tra gli applausi di San Siro.
L'ESPERIENZA DI MKHI
Sembra aver spostato indietro le lancette del tempo, Henrikh Mkhitaryan: una prestazione totale contro il Parma, in cui si è fatto trovare ovunque in mezzo al campo. Percussioni, strappi, imbucate, gestione del pallone, pulizia tecnica: l'armeno ha ricordato ancora una volta il valore dell'esperienza e della professionalità. con quella voglia di farsi trovare sempre pronto per aiutare la squadra, di dare il massimo in campo, di mettere le sue qualità a disposizione dei compagni. Testa alta, gambe che spingono, giocate: al 15' sguscia via sulla trequarti e allarga per Dimarco, dal cui cross nasce il rigore del 2-0. Al 31' riceve palla nella metà campo nerazzurra, trova Esposito in verticale e si catapulta in avanti per chiudere l'uno-due con Pio, trovandosi davanti una prateria da attaccare: la scelta, ancora una volta, è quella giusta, con il tracciante in profondità per Thuram. Un invito perfetto per il francese, freddissimo a fulminare Corvi con un diagonale di destro che si infila rasoterra all'angolino basso. Ancora, nella ripresa, con quella semi-rovesciata terminata larga non di molto che fa vibrare San Siro e fa sobbalzare in panchina proprio Thuram, che nel mentre aveva lasciato il posto a Lautaro: nel post-partita, Tikus dirà: "Mi sembrava dentro, sarebbe stato un gol pazzesco". Senza tempo, Henrikh, in campo per 90 minuti spiegando calcio.
L'EQUILIBRIO DI CALHA
Non giocava da un mese, Hakan Calhanoglu: l'ultima volta era stata al Bernabéu, contro il Real Madrid, poi c'è stato un problema fisico che lo ha costretto a saltare i match con Udinese e Roma, oltre alla chiamata della sua Turchia per la Nations League. Rimasto ad Appiano Gentile, ha lavorato per recuperare e dare il suo contributo in quello che sarà un mese ricco di impegni difficili e importanti per l'Inter, a partire dalla sfida contro il Parma. Una sfida su cui Hakan ha impresso il suo marchio con la solita regia illuminata, con il rigore realizzato al minuto 18' per mettere i nerazzurri sopra di due gol. Una partita che poi è diventata di gestione e di palleggio, fondamentali in cui il turco si esalta. Il Parma, però, nel secondo tempo non ha disdegnato qualche ripartenza, arrivando a creare un paio di pericoli dalle parti di Martinez: ecco allora l'altra faccia di Calha, quella da equilibratore. Quella che fa da schermo davanti alla difesa, che rincorre, contrasta e recupera, che rende sostenibile un tipo di gioco offensivo e un baricentro alto. Quando sta per scoccare il 61', i gialloblù recuperano un pallone nella propria trequarti e lanciano in contropiede Touré, accompagnato da Elphege per un potenziale due contro due. L'attaccante del Parma non fa neanche in tempo a pensare a come svolgere la ripartenza che Calha è già arrivato da dietro a sradicargli il pallone con un tackle da difensore navigato. San Siro si alza in piedi e applaude come per un cambio di gioco illuminante o un dribbling pazzesco, per un recupero difensivo che di fatto è l'ultima azione della partita di Hakan, che un minuto dopo lascia il posto ad Aleksandar Stankovic.
LA PRIMA DI DJED
Il cronometro segna il 73’ quando sui maxischermi di San Siro appare per la prima volta il nome di Djed Spence. Il Meazza si alza in piedi e accoglie con un boato l’ingresso in campo dell’inglese, al suo debutto ufficiale con la maglia dell’Inter. Sul volto un sorriso, negli occhi l’emozione di chi si trova per la prima volta davanti al pubblico nerazzurro. Ma una volta in campo, Djed mostra subito la giusta personalità. Passano pochi minuti e arriva la prima accelerazione bruciante, accompagnata dall’entusiasmo degli spalti. Il suo cross rasoterra, diretto a Bonny appostato sul secondo palo, viene però deviato in corner. La partita è in ghiaccio e l'Inter la gestisce, ma Spence vuole provare subito a lasciare il segno, e all’83’ disegna un traversone perfetto per la testa di Lautaro: il colpo di testa del capitano sfiora il bersaglio e termina di poco sopra la traversa. Nel finale c’è spazio per un’altra ripartenza, un’altra sgasata sulla corsia di destra, dove l’inglese sembra volare ogni volta che distende le gambe. È proprio lui a dare il via a un’azione che si sviluppa al limite dell’area del Parma e si conclude con Bonny, ancora una volta fermato dall’intervento della difesa gialloblù. Ha aspettato pazientemente di trovare la miglior condizione, e ora è pronto a dare il suo contributo in nerazzurro. Al triplice fischio, San Siro festeggia e Spence raccoglie i primi applausi di un Meazza in festa. Il suo viaggio in nerazzurro è ufficialmente cominciato.