Julio - El Jardinero
Legends
— 9 ore faOggi Julio Cruz festeggio 54 anni: i migliori auguri all'ex attaccante nerazzurro da parte del Club e del popolo interista nella puntata odierna di Internazionale Morning Club
L’uomo del destino.
Da Ronaldo a Crespo, da Crespo a Cruz. In dodici mesi scarsi, da agosto 2002 ad agosto 2003, il destino della maglia numero nove dell’Inter sembrava avere un peso insostenibile. Banfield, River Plate, Feyenoord e Bologna. Un curriculum non da Inter, mormorava qualcuno. Sei anni e settantacinque gol dopo, possiamo dirlo ad alta voce: si sbagliavano tutti. Perché quando si parla di attaccanti, oltretutto, diceva qualcuno, i gol non si contano, si pesano. E se c’è un uomo specializzato in gol pesanti, beh, quello è Julio Cruz, cinquantadue anni proprio oggi.
Vittima preferita in carriera: la Juventus, a cui ha segnato dieci volte. Due col Feyenoord in Champions League, uno col Bologna, ben sette con l’Inter. Alcuni indimenticabili, come la doppietta a Torino del 29 novembre del 2003. O quello del 2005, sempre a Torino, volo d’angelo per lo zero a uno finale.
Robert Horry, ala che ha militato in diverse squadre NBA, Houston Rockets, San Antonio Spurs, Los Angeles Lakers, ha vinto sette titoli, l’unico a riuscirci dagli anni ’80 in poi. Era soprannominato “Big shot Rob” perché segnava sempre nei momenti decisivi. Potrebbe essere un buon soprannome per Julio, Big Shot, visto che oltre alla Juventus nel carniere aveva un’altra vittima illustre: il Milan. Tre gol ai rossoneri in tre derby consecutivi peraltro, in generale quattro Scudetti in sei stagioni, oltre a due Coppe Italia e tre Supercoppe. Una sola stagione senza trofei, la prima, che gli servì a prendere le misure. Per il resto, il miglior attaccante di scorta del pianeta. In pochissimi erano in grado di incidere su in una partita come lui. Come nel derby del marzo 2007, che sembrava stregato. Crespo, scelto da Mancini come titolare, si divora almeno quattro palle gol. Ronaldo, in maglia rossonera, reagisce ai fischi segnando da campione. Zero a uno e un’intervallo da brividi, poi il cambio. Cruz per Crespo. Bastano undici secondi a Julio per pareggiare la contesa e far esplodere il Meazza. Darà poi anche l’assist a Ibrahimovic per il 2-1 finale.
Big Shot. Anche se un soprannome Julio ce l’aveva già. El Jardinero, il giardiniere. Un giorno ai tempi del Banfield giocava con il tagliaerba in un momento libero. Era ancora nelle giovanili. Poi segnò un gol pesantissimo contro il Boca. I giornalisti si chiedevano chi fosse. Massì, quello là che giocava col trattore, te lo ricordi. El Jardinero. Gli è rimasto addosso.
Oggi Cruz è ancora vicino all’Inter, anzi vicinissimo. Potete vederlo spesso su InterTV a bordocampo prima dei match dei nerazzurri. Perché il suo cuore ha sempre avuto solo due colori.
Tanti auguri Julio.