Bastoni: "Limitiamo gli errori per migliorare"
Squadra
— 1 ora faLe parole del difensore nerazzurro alla vigilia della sfida di Champions contro lo Shakhtar Donetsk
Appuntamento di Champions League alle porte per l'Inter: i nerazzurri affronteranno a San Siro lo Shakhtar Donetsk mercoledì 21 ottobre alle ore 21:00. Alla vigilia della sfida, Alessandro Bastoni ha presentato la sfida rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa dell'Inter Training Center.
Questa partita ha un valore diverso, anche se arriva presto nella League Phase, rispetto a quelle che potreste giocare più avanti: siete obbligati a fare punti per qualificarvi, quanto è importante? Domani siamo obbligati a fare risultato, o diventa proibitivo entrare nelle prime otto. Vorrei dire, ed è un mio pensiero personale, che dobbiamo guardare di più la realtà. Le finali e i percorsi che abbiamo fatto in Champions negli ultimi anni fanno parte del passato. Non dico che non siamo più quella squadra, ma il calendario e le partite recenti devono riportarci coi piedi per terra. Come detto dai miei compagni e dal mister, la Champions è un sogno, non abbiamo mai dichiarato che fosse un obiettivo. Volevo ridimensionare il nostro pensiero, a partire da domani dobbiamo dare risposta importante.
Hai vinto sia all'Inter che in Nazionale con diversi moduli. C'è un aspetto tattico con cui potete superare la difficoltà che state avendo all'inizio delle partite? Credo che non dipenda dai moduli e dagli allenatori, o da fattori esterni. Dipende da chi va in campo e dall'aspetto mentale che racchiude molte cose, da superficialità a poca voglia, da quella che può essere una giornata storta per altri fattori. Serve onestà intellettuale da parte di ognuno di noi nel prenderci responsabilità individuali. Guardando gli episodi presi singolarmente si vedono molti errori individuali, migliorando questi aspetti si può fare un importante passo in avanti.
In questo avvio di stagione siete andati sei volte in svantaggio: è una questione di testa o di equilibrio che manca? Un insieme di fattori o di errori dei singoli? Quando succede così spesso di andare in svantaggio c'è un insieme di cose, ma analizzando col mister abbiamo visto che in queste partite abbiamo subito pochi gol a squadra schierata o in contropiede. Tante volte è successo per errori individuali, torno al discorso di prima. L'aspetto mentale racchiude tanti fattori esterni, l'energia che si ha in quel momento in campo piuttosto che un discorso tecnico o tattico.
Da cosa credi che possano derivare gli errori individuali che avete commesso? Non credo si possa parlare di sufficienza nel nostro atteggiamento, non ho mai visto la squadra entrare in campo non concentrata o con sufficienza. Forse abbiamo poca percezione del pericolo, pensiamo che sia difficile farci gol e concediamo cose banali. Sarà un aspetto importante e complicato da limitare: puoi lavorarci a livello tecnico e tattico durante la settimana, ma a livello individuale è più difficile perché ci sono più fattori da considerare. Riuscendoci, però, sono certo che concederemo meno e faremo passi in avanti.
Dopo i due gol segnati in Nazionale senti sia tornato il sereno intorno a te? Percepisci affetto e solidarietà rispetto ai mesi passati? Andando negli altri stadi nessuno mi ha mai applaudito anche prima di quest'anno e degli ultimi mesi, il tifo e le sue dinamiche fanno parte dello sport e va bene così. Non è vero che non devo dimostrare niente a nessuno, perché scendo sempre in campo per dare il massimo e dimostrare il mio valore, ma società e mister mi sono stati vicini. Si è detto che ho vissuto un periodo molto buio, ma io non l'ho percepito con così tanta negatività perché la mia percezione del buio è molto alta. Magari era un buio sportivo, ma grazie alle persone che ho avuto vicino sono andato avanti e il tempo mette a posto le cose.
Tra campionato e Champions, pur andando in svantaggio, l'approccio è sempre stato positivo. Nell'ambito della sfera mentale, un giocatore che viene da 7 sconfitte nelle ultime 8 di Champions sente più la pressione? Parlo per me stesso e dico di no, ma il mio approccio e quello dei miei compagni non cambierà. Potevamo passare in vantaggio sia col Real che col Club Brugge, ma gli episodi poi decidono le partite. Noi vogliamo continuare a essere noi stessi e fare il nostro gioco.
Secondo te è possibile trasportare inter vista in campionato in Champions? Su cosa avete lavorato per la partita di domani? Non c'è troppa differenza tra campionato e Champions, l'approccio e il nostro modo di giocare rimangono quelli a prescindere da avversario. Limitando gli errori in Champions faremo meglio, è una competizione in cui le squadre che affrontiamo hanno più qualità offensive, è difficile metterle sotto assedio per recuperare. Abbiamo recuperato qualcosa dopo Bologna, domani affronteremo una squadra di qualità con tanti giocatori brasiliani, ma la nostra mentalità non cambia.
Hai cambiato qualcosa nei movimenti con Dimarco sulla sinistra? Ti troveresti a tuo agio al centro della difesa? Non è cambiato molto, facendo questo ruolo qui da 8 anni e il modo in cui ci muoviamo non è più una sorpresa. Adesso anche le squadre che affrontiamo sanno cosa facciamo io, Dimarco e la squadra. Dobbiamo trovare diverse soluzioni per ampliare le nostre soluzioni di gioco. Da centrale non avrei problemi, mi ci trovo spesso nelle rotazioni che facciamo in fase di possesso.