Chivu: "Ripartiamo da zero: nessuno ci regalerà niente, ma siamo la squadra da battere"
Squadra
— 15 minuti faVigilia di Inter-Monza, prima giornata della Serie A 26/27: le parole del tecnico nerazzurro
Ci siamo! Il campionato 2026/2027 è alle porte: sabato 22 agosto alle 18:30 l'Inter campione in carica darà il via alla Serie A con la sfida al Meazza contro il Monza.
Dall'Inter Training Center di Appiano Gentile le parole di Cristian Chivu nella conferenza stampa della vigilia.
Come sta la squadra e come affronta l'inizio della stagione? "Si riparte da zero, consapevoli del fatto che siamo la squadra da battere e che nessuno ci regalerà nulla. Cercheremo di essere competitivi e di raggiungere le nostre ambizioni". Come si immagina questa stagione? Immagina delle modifiche strutturali nello stile di gioco? "Voi parlate di numeri, identità, sorprese, io parlo di standard. Questa squadra ha dimostrato di saper stare a un livello molto alto, e si può anche alzare l'asticella. Questo gruppo ha umiltà e fame, l'ha dimostrato nel tempo: si può fare ancora un grande lavoro". È soddisfatto della squadra a disposizione? "Noi abbiamo come dovere e obiettivo quello di migliorare. Stiamo preparando quello che vogliamo essere nel futuro. Abbiamo una rosa di qualità, competitiva anche per il futuro, partiamo da un buon punto di partenza". Ci sono delle voci di mercato su Lautaro, cosa può dirci? "Il mercato è sempre così, escono notizie: se parlano di nostri giocatori, vuol dire che sono riconosciuti al mondo come grandi giocatori. Lui è il nostro capitano, è stato campione del mondo nel 2022, quest'estate ha raggiunto un'altra finale. Ce lo teniamo stretto perché rappresenta tutto cio che siamo stati nel recente passato, quello che siamo nel presente e quello che saremo nel futuro. Sicuramente si parlerà tanto di lui, come sempre succede quando si tratta di grandi giocatori. Lautaro è con noi e rimarrà a lungo, è il capitano e sul quale costruiamo l'oggi e il domani. Anche se il mercato è sempre strano, noi vogliamo che rimanga".
Come sta Lautaro a livello di preparazione? "È tornato tardi e quindi ha iniziato la preparazione dopo rispetto agli altri, vediamo come sta da qui a domani e poi decideremo". È difficile riconfermarsi? Quali sono i vostri obiettivi? "Non parlo di destinazioni e trofei, parlo di quello che siamo oggi. Guardiamo al futuro prossimo, all'oggi: un mini-obiettivo alla volta, passo dopo passo, una partita dopo l'altra. Abbiamo il Monza, poi il Cagliari e così via. Strada facendo capiremo dove si può e si riesce ad arrivare, l'importante avere standard elevati che abbiamo avuto in questi anni". Siete la squadra da battere... "Non temiamo nessuno: si parte sempre da zero, ci sono tante pretendenti, tutti vogliono essere competitivi. Poi nel corso del campionato si determinano i valori. A me interessa la nostra crescita: non dobbiamo accontentarci, abbiamo margini di miglioramento, vogliamo stimoli per crescere". È cambiato il suo approccio rispetto alla passata stagione? "Io sono sempre lo stesso. Tra mille dubbi e incertezze, con tanta consapevolezza e tanta responsabilità. Io mi sento sempre quello responsabile di aver preso in prestito una squadra e prepararla al meglio per chi verrà dopo di me. Non ho bisogno del consenso, conosco il mio peso umano, dal punto di vista professionale so che devo migliorare. Non vorrei mai essere perfetto, preferisco essere una persona con dubbi e incertezze, con premura nei confronti della squadra, responsabile nei confronti della società e dei suoi straordinari tifosi". Jones: come mai è ideale per questa squadra? "Mi fa piacere l'arrivo di Jones, abbiamo la possibilità di inserire un giocatore con determinate caratteristiche, ha dato piena disponibilità a venire da noi. Si rendono tutti conto dell'importanza di questa squadra e di questa società. Negli anni abbiamo raggiunto un valore importante, con loro riusciamo ad alzare l'asticella, un gruppo competitivo con tante soluzioni". L'arrivo di Spence: cosa può dare sulla destra? "Non faremo mai paragoni tra giocatori, ognuno ha le sue caratteristiche. Lo abbiamo scelto a completamento delle nostre intenzioni, lui ha margini di miglioramento e anche noi. È capitato in un gruppo competitivo da anni e che vuole dominare anche nel futuro". L'anno scorso partivate con sensazioni differenti rispetto a quelle dei quest'anno... "C'è differenza tra percezione tra il detto fuori e quello che percepiamo noi all'interno. Non si passa da ciclo finito e squadra fallita a squadra stra-favorita. Noi siamo sempre gli stessi, non siamo cambiati. Quello che conta è come reagisci alle difficoltà, contano le ambizioni del gruppo. Siamo un passo avanti dal punto di vista morale e mentale, ok, ma lo abbiamo già dimostrato l'anno scorso nel corso dell'anno. Quello che mi fa piacere è che la squadra è motivata, silenziosa nel lavoro, nell'accettare i carichi. I giocatori sanno cosa rappresentano, il senso di appartenenza, cosa si trasmette a chi arriva". Come stanno Diouf e Pavard? "Andy ha margini di miglioramento, per me è il punto di partenza importante: calarsi nelle idee di un allenatore e avere uno standard che aiuta i tuoi compagni a migliorare. Gli standard li definiscono i giocatori. Ha fatto un grande lavoro: gli errori li troveremo sempre, ma si trovano anche in quelli più esperti. A noi interessa quello che ci può dare in termini di energia, intensità e per le soluzioni differenti che ci può offrire in quel ruolo. Ovvio, sono importanti entrambe le fasi, gli errori possono arrivare. Pavard? Ha fatto e fa un gran lavoro, si è messo a disposizione del gruppo, ha giocato partite di un certo livello, non sono io che devo dire il valore di Pavard. Il reparto in cui gioca è molto evoluto, lui può dare un apporto a una squadra che può essere competitiva". Le nuove regole, già introdotte al mondiale: cosa ne pensa? "Per me quello che è innovativo va bene fino a prova contraria. Si fa di tutto per dare ritmo alle partite, togliendo le perdite di tempo. Credo che l'obiettivo sia quello di dare più vivacità togliendo i momenti di stallo. Il nostro tempo effettivo massimo giocato è stato di 62 minuti, la media si attesta tra 55 e 58: più giochi, e più e meglio per tutti, queste regole sono fatte per questo. L'augurio per tutti gli arbitri è di avere una grande stagione, serena: faccio l'in bocca al lupo a tutti". Qual è la situazione di Stankovic? "Il mio parere lo conoscete: è parte del gruppo, se la gioca come tutti gli altri per i minutaggi importanti che un giocatore vuole avere". Martinez e Provedel tra i pali, c'è un titolare fisso? "Io parlo di standard, vale per tutti non solo per i portieri".