COMO, ITALY - AUGUST 21: Head Coach Cristian Chivu of FC Internazionale attends during the FC Internazionale press conference at Inter Training Center in memory of Angelo Moratti at Appiano Gentile on August 21, 2026 in Como, Italy. (Photo by Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Chivu: "Vogliamo sempre essere dominanti"



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17 minuti fa
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Il tecnico nerazzurro risponde alle domande dei giornalisti all'Inter Training Center


Vigilia di Inter-Napoli, big match della 3ª giornata della Serie A 2026/27: i nerazzurri scenderanno in campo a San Siro sabato 5 settembre alle ore 18:00.

In vista della sfida il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha presentato la partita in conferenza stampa dall'Inter Training Center di Appiano Gentile:

Dopo due vittorie c'è una sfida importante: come sta la squadra? "Fiduciosa, ha lavorato bene. Abbiamo avuto un buon inizio di campionato, abbiamo cercato di mettere in mostra le nostre caratteristiche consapevoli che la condizione non è ancora al massimo, ma strada facendo stiamo recuperando. Sappiamo l'importanza della partita, il Napoli è arrivato secondo e due anni fa ha vinto il campionato: dobbiamo essere all'altezza e onorare al meglio questo tipo di partita". Cosa ha rappresentato per lei quanto accaduto con Piero Ausilio? "Piero per me è un amico prima di un professionista. Con lui ho condiviso tanti anni all'Inter e anche dei trofei che abbiamo vinto, sia da calciatore che da allenatore. Nel calcio di oggi è una delle poche eccezioni per tanti anni in una Società: 28, 14 da Direttore Sportivo. Bisogna ringraziarlo di cuore per tutto quello che fatto in questi anni: ieri l'abbiamo salutato, ci siamo abbracciati ed è stata una giornata emozionante. Deve essere ringraziato per quello che ha rappresentato per questa Società". Quest'anno la gestione delle risorse sarà un fattore? "Questa è una delle caratteristiche che un allenatore deve avere. Pretendo "premurosità" dal gruppo e devo tener presente tutto quello che rappresenta questa parola anche da parte mia. La bravura sta lì, nel cosa fare e cosa dare, su 25 giocatori solo 11 possono essere felici la domenica. Io però credo sempre nell'unità del gruppo e nel livello alto da tenere nel quotidiano, cerco di far loro capire l'importanza dei cinque cambi, l'abbiamo fatto bene l'anno scorso. Chi entra deve pensare a un'opportunità e a un obbligo verso i compagni per quello che portano, la mentalità deve essere questa. Siamo tutti nella stessa barca, non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati: si va tutti nella stessa direzione, tutti avranno opportunità perché la stagione è lunga e servono energie sempre fresche". L'anno scorso due sconfitte contro Allegri: quanto può influire, contando anche il Napoli ha cambiato poco? "Io ho grande stima e apprezzamento per Allegri e quello che rappresenta per il calcio italiano, anche se qualcuno ogni tanto non lo fa. Ha vinto sei scudetti e fatto due finali di Champions, ha grande esperienza e noi allenatori giovani possiamo solo imparare. Abbiamo accettato quelle due sconfitte, rialzandoci e continuando a pensare all'obiettivo finale: fa male perdere, ma è una maratona e non abbiamo mai perso di vista il grande obiettivo. Dobbiamo fare del nostro meglio, non giocano gli allenatori ma le squadre preparate in una certa maniera. Noi e il Napoli abbiamo l'ambizione giusta per far vedere che vogliamo essere competitivi fino in fondo". Ogni tanto è mancata rapidità difensiva: cosa ti aspetti verso Napoli e Real? "Nel calcio la prevenzione è importante, non penso di aver subito più di tanto abbiamo saputo gestire momenti, c'è da migliorare nel prevenire e avere pensiero negativo che ti permette sempre di agire prima di reagire, possiamo migliorare ma abbiamo grandi difensori che sanno sistemare le cose da soli e sanno quando sbagliano, sanno anche che si può concedere qualcosa per errori o bravura dell'avversario. Noi vogliamo essere dominanti e portare tanti uomini avanti in possesso palla, consapevoli che possiamo sbagliare qualche riaggressione. A volte si esagera a sottolineare errori, però poi si chiede tanto spettacolo e occasioni: il calcio per me è questo e per fortuna è una visione condivisa con i miei giocatori. L'importante è avere energia e coraggio giusto per fare le partite con il sorriso e cercare di essere dominanti adattandoci ai momenti della partita". Scontro diretto: è una partita normale o a livello morale dà un messaggio? "Cos'è uno scontro diretto? Dipende dalla classifica, dalla tradizione o dai risultati? Io penso che sono tanti gli scontri diretti, anche con l'ultima in classifica, un campionato dura 38 partite. Ho imparato dall'anno scorso: dopo tre partite avevamo due sconfitte ma abbiamo vinto. Sì è uno scontro diretto perché lo sono tutti per noi, siamo consapevoli di quello che vogliamo fare e che si può perdere, ma conta come si reagisce. Vogliamo dare continuità alle prime due partite, all'anno passato ma anche a tutti gli standard che abbiamo creato negli ultimi 7 anni. Rispettiamo il nostro avversario, sappiamo che non sarà facile, ma siamo pronti ad affrontare un Napoli che vorrà far vedere il suo valore". Il Napoli non perde da 5 precedenti: come vi hanno neutralizzato l'anno scorso? "L'anno scorso a Napoli abbiamo avuto più stimoli e motivazioni a correggere i nostri errori e debolezze nel gestire l'ingiustizia. Abbiamo fatto un bel primo tempo e ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo fosse ingiusto, ma ci ha permesso di crescere, imparando dalla sconfitta. Conta dirsi in faccia ciò che si pensa e reagire: dopo quella sconfitta abbiamo fatto un filotto di 7/8 partite, poi c'è stato il derby e poi un'altra serie di 14/15 risultati utili. Non è giusto far paragoni, cambia l'allenatore, il momento, le ambizioni: noi vogliamo solo essere competitivi e far vedere che la nostra identità è quella giusta, consapevoli di cosa vogliamo fare e mantenere atteggiamento propositivo, anche nell'essere pragmatici" A che punto è il processo di adattamento dei giocatori inglesi? "Non faccio piani, si pensa in una maniera e ci si preoccupa di ciò che non è accaduto nella mia gestione del gruppo in queste due partite. Siete curiosi di Stones e Jones, io altrettanto di Carlos Augusto, di Mkhitaryan e di quelli che sono sempre parte fondamentale del gruppo fin dagli anni passati in ciò che fanno vedere nel quotidiano. Stones e Jones stanno bene, si stanno allenando con noi in queste settimane e li avete visti in campo: faranno vedere ciò che valgono, anche se non penso ce ne sia bisogno. Sappiamo che daranno il loro contributo durante la stagione. Spence è ancora in riatletizzazione per smaltire il suo problema, poi quando sarà pronto lo vedrete". Cosa vuoi rivedere delle prime due partite e cosa non vuoi rivedere? "Cercare di essere dominanti, propositivi, sbagliare e imparare dagli errori, non farsi prendere da frenesia e errori che possono capitare nel pallone. Pensare sempre positivo, tenacia, disciplina e sforzi mentali per domare pensieri negativi, sempre le solite cose. Questa squadra ha margini di miglioramento: io cerco progresso, miglioramenti e ne ho visti tra Monza e Cagliari. Pretendo sempre di più, so che i giocatori sanno quanto vale la partita, pretendo la miglior versione che avranno domani". Ti piace la nuova versione di arbitraggio con più tempo effettivo di gioco? "La nostra squadra si è sempre allenata per mantenere intensità alta e non subire pause, pensare di giocare e rimettere pallone in gioco in fretta, non pensare al miracolo ma a ciò che possiamo controllare. A me piace, ma penso a tutti perché se il tempo aumenta di 5' non è poco, bisogna continuare a questo livello ,le regole sono fatte per questo. Si vedono miglioramenti da una giornata all'altra, siamo tutti contenti perché si dà ritmo e intensità al calcio". Dopo Cagliari ha parlato di ruggine: in questi giorni al di là dei nuovi arrivati gli altri che hanno fatto il Mondiale sono migliorati? "Hanno quattro allenamenti in più, bisogna vedere quanta condizione hanno messo. Sicuramente stanno meglio, ma a volte forse è anche scusa dell'allenatore che ha paura che si facciano male. Sono importanti e li vorrei tutti in campo il prima possibile, vale per tutto il gruppo perché permette di scegliere e loro possono far vedere quanto valgono. Si vedrà in partita quanto hanno accumulato, saranno all'altezza in base ai minuti che giocheranno, sia dall'inizio sia dalla panchina". Giocherete sempre in questo modo o vi abbasserete in altre partite? "Allegri è bravo a capire ciò che noi saremo e preparerà entrambe le situazioni. Noi dobbiamo mantenere la nostra identità e determinazione e coraggio, non voglio mai perdere voglia di essere dominanti. Questa squadra ha costruito nella sua mente cosa vuole essere, l'anno scorso ho fatto qualche errore di valutazione e spero di aver imparato anche a trasmettere alla squadra di rimanere con la stessa mentalità". Pavard non è andato bene l'anno scorso: quanto l'hai seguito al Marsiglia? "Io di Benji posso parlare di quello che ho vissuto con lui, di ciò che è successo altrove non posso parlare. Ora è tornato un giocatore che si è messo a disposizione del gruppo, ha fatto preparazione importante, ha fatto vedere qualità e ha voglia di stare qui e dare il suo contributo alle nostre ambizioni". Domani Akanji giocherà o riposerà? "Non lo so, non so mai la formazione. Ho i miei dubbi, ho 25 ragazzi tutti bravi e tutti forti, le scelte le faccio all'ultimo. Non preparo la formazione tre giorni prima, ho metodologia che mi permette di nascondere: tutti si devono sentire importanti, non possono essere esclusi fin dal martedì gli altri. A volte non piace, probabilmente creo un danno a livello mentale anche per i giocatori, ma dopo un anno così continuerò su questa linea. Ho dei nomi certi, ma può cambiare tutto da un giorno all'altro: si vedrà". Cosa deve fare Chivu per essere ritenuto il miglior allenatore della Serie A? "Mi congratulo con Cesc Fabegas per il premio AIC: è un grande allenatore e ha dimostrato il suo valore, ha grande livello di competitività e sappiamo tutto il lavoro di questi anni con il Como. Io ho anomalie caratteriali che non mi fanno mai pensare al mio ego, la mia premura è per i giocatori, vederli felici a fine stagione e sul palco l'altra sera mi ha riempito d'orgoglio, lavoro per loro e non per me. Non baratto mai un titolo individuale per un trofeo, soprattutto lo Scudetto". Che stagione sarà per Pio Esposito? "Non è Pio dell'anno scorso, ma un altro: spero sia meglio Pio ha un anno alle spalle con noi, un anno in cui ha fatto molto. Non so se sia stato abbastanza, ma ha fatto e ha dato il suo contributo. Auguro a lui e a tutti gli altri tre attaccanti di far vedere chi sono e che capiscano quanto sono importanti per il nostro gioco. Da loro mi aspetto solo i miglioramenti che possono fare".


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